A Muggia la ripiantumazione di una foresta subacquea, per la salute del mare e dell’ecosistema

Le acque marine di Muggia, in provincia di Trieste, sono state protagoniste, nell’estate appena trascorsa, di un altro successo della campagna nazionale “Replant – Dona ossigeno al Pianeta”, promossa dall’associazione Marevivo in collaborazione con l’Università di Trieste: la piantumazione di 100mq di “Cymodocea nodosa” con circa 2000 piccole talee.
Le praterie sottomarine, composte da questa specie vegetale acquatica, sono infatti preziose in quanto assorbono una quantità di CO2 ben 35 volte maggiore rispetto a quelle terrestri e producono più del 50% dell’ossigeno.
La birra olandese La Trappe ha deciso di supportare, con la piantumazione di 10mq di foresta sottomarina, questa speciale iniziativa per un motivo ben preciso: contribuire alla salvaguardia dei mari, da cui dipende l’intera salute dell’ecosistema e degli esseri viventi.
L’attenzione verso l’acqua in generale e il suo utilizzo consapevole viene infatti riposta giornalmente anche nella produzione della birra stessa: le acque necessarie vengono prelevate direttamente dalla sorgente e restituite all’ambiente o utilizzate per l’irrigazione dopo un attento trattamento biologico.
Questi spazi verdi subacquei presenti nelle acque triestine sono costantemente messi alla prova da minacce come le attività umane, la pesca a strascico e i cambiamenti climatici. Diviene fondamentale proteggerle e tutelarle ma anche sviluppare tecniche di piantumazione per ripopolare le zone danneggiate.
Un progetto, quello in collaborazione con Marevivo, che si inserisce nella scia di altre iniziative di rilievo legate alla sostenibilità: il marchio ATP “Authentic Trappist Product” garantisce infatti che parte del ricavato venga devoluto in beneficenza ad enti che operino a livello ambientale o sociale.
La nuova “nursery” triestina, così come viene chiamato questo nuovo appezzamento sottomarino, è attualmente in buono stato e viene monitorata costantemente per valutarne la crescita, il tasso di espansione e il livello di accrescimento di biodiversità. È stata realizzata per testare la fattibilità di ripristino nel Nord Adriatico, anche in vista di interventi futuri su scala più ampia, così come richiesto dalla Comunità Europea.
Questa fase sperimentale è stata composta da più tappe: la prima con l’indagine sul territorio per identificare le aree di prelievo delle piante e le aree ideali per il trapianto; la seconda per la formazione degli operatori; la terza per il trapianto delle zolle e il relativo monitoraggio.
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