Trieste, Roberti: “sicurezza non è solo numeri, la vera sfida Far sentire cittadini tranquilli” (VIDEO)

Nel corso della trasmissione “Un capo in B con...” condotta da Andrea Pastine dal Citybar Tergesteo, l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti ha affrontato uno dei temi più dibattuti nel dibattito pubblico: il rapporto tra dati reali e percezione della sicurezza da parte dei cittadini.
Secondo Roberti, i dati ufficiali mostrano una diminuzione dei reati in Friuli Venezia Giulia e anche a Trieste. Un risultato significativo che emerge dalle statistiche raccolte dalle forze dell’ordine e dagli organismi ufficiali. Tuttavia, per l’assessore, limitarsi ai numeri rischia di offrire una lettura incompleta della situazione.
La sicurezza e il peso della percezione
Roberti ha spiegato che la sicurezza non può essere valutata esclusivamente attraverso il numero dei reati denunciati. Secondo l’assessore, il sentimento di paura nasce spesso dalla conoscenza di episodi violenti come accoltellamenti, aggressioni o risse che, pur essendo singoli fatti, incidono profondamente sulla percezione collettiva.
Una persona che apprende di un episodio criminale avvenuto in una determinata zona della città tende infatti a considerare quell’area meno sicura e a frequentarla con maggiore diffidenza. È proprio questo fenomeno che, secondo Roberti, richiede particolare attenzione da parte delle istituzioni.
La paura come fattore che influenza la vita quotidiana
Nel corso dell’intervista, l’assessore ha sottolineato che l’insicurezza genera paura e che la paura influisce direttamente sulla qualità della vita delle persone. Per questo motivo la Regione guarda sia agli indicatori statistici sia al sentimento espresso dai cittadini.
L’obiettivo dichiarato è quello di creare condizioni che consentano ai residenti di vivere serenamente la propria città, frequentare gli spazi pubblici e muoversi senza timori. Una visione che pone al centro non soltanto la repressione dei reati, ma anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella capacità del territorio di garantire condizioni di tranquillità.
I dati e la realtà quotidiana
Pur riconoscendo l’importanza delle statistiche ufficiali, Roberti ha ribadito che l’analisi della sicurezza deve tenere conto di elementi più ampi rispetto al semplice conteggio dei reati. Secondo quanto spiegato durante l’incontro, il compito delle amministrazioni è quello di intervenire sia sui fenomeni criminali sia sulle situazioni che alimentano il senso di insicurezza percepito dai cittadini.
La riflessione proposta dall’assessore si inserisce in un dibattito sempre più attuale, nel quale la sicurezza viene valutata non soltanto attraverso gli indicatori statistici ma anche attraverso la vivibilità degli spazi urbani e il rapporto tra cittadini e territorio.
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