Ue, Bonelli-Evi: no a ingresso M5S nei Verdi europei
"Alla luce dell'ennesima richiesta del M5s di aderire al gruppo dei Verdi al parlamento europeo, i verdi italiani, cofondatori del partito verde europeo, esprimono un parere fortemente contrario e sollecitano tutti gli eurodeputati del gruppo ad un esame profondo dell'organizzazione del Movimento, nonché della rispondenza delle norme interne del partito guidato da Conte ai principi democratici e sociali che sono costitutivi del partito Verde europeo". L'accusa del partito guidato da Angelo Bonelli ed Eleonora Evi è contenuta in un dossier illustrato stamane alla sede della stampa estera e inviato a tutti i colleghi del gruppo europeo dei Verdi. Tra le ragioni per cui dire no all'ingresso del M5s, i Verdi italiani elencano i decreti sicurezza varati dal governo Conte I; il piano clima ed energia inviato alla Ue nel gennaio del 2019, "che non rispettava gli obiettivi climatici sulla riduzione della CO2 e sul target di rinnovabili"; la promessa non realizzata di chiudere le fonti inquinanti dell'Ilva; l'approvazione del condono edilizio ad Ischia e nelle zone terremotate; il mini-condono fiscale sulle cartelle non pagate. Nel mirino di Europa verde anche la politica estera del Movimento Cinque Stelle: in particolare i Verdi criticano la promessa, fatta durante il governo Conte I, di ritirare le sanzioni europee alla Russia per l'invasione della Crimea; l'accordo segreto sottoscritto, secondo i Verdi, da Conte e Putin per l'invio di aiuti della Russia all'Italia durante la pandemia di covid, l'endorsement del presidente Usa Donald Trump a favore di Giuseppe Conte, perché, nell'agosto del 2019, potesse rimanere a fare il Primo Ministro, la relazione politica con il presidente sovranista brasiliano Jair Bolsonaro. Sotto accusa anche le regole di funzionamento del Movimento Cinque Stelle. Secondo i Verdi, il M5s è un partito privo di democrazia interna visto che lo statuto "recentemente approvato concentra tutti i poteri sul presidente, colui che valuta le candidature alle cariche associative". Lo statuto M5s, secondo i Verdi, dimostra che è un partito autocratico. Ma nel mirino dei Verdi c'è anche la storia del M5s, con l'attacco alle istituzioni e in particolare al Parlamento. I Verdi accusano poi i metodi della lotta politica: l'invettiva, le fake news, l'allusione pesante. In sostanza, concludono i Verdi, il M5s non ha credibilità perché "avevano promesso e scritto nel loro programma grandi impegni sul fronte dell'ambiente e non hanno dato seguito a questi mentre erano al governo, oppure se li sono rimangiati". Inoltre, secondo i Verdi, i pentastellati non hanno "accountability", ovvero "le decisioni che contano passano da una piattaforma digitale senza alcun controllo di affidabilità, il che pone la domanda sulla natura democratica del movimento". Inoltre, il partito guidato da Giuseppe Conte viene definito dai Verdi come "just opportunism": "Da come si sono visti in azione in Italia - scrivono i Verdi nel dossier inviato a tutti i colleghi del gruppo Verde all'Europarlamento - le motivazioni per le quali vogliono entrare nel gruppo verde all'Europarlamento rivelano un opportunismo puro, rispetto al limbo dei non iscritti in cui sono adesso, mentre dall'altro manifestano il tentativo di rifarsi una verginità collocandosi in un gruppo politico autorevole, competente e degno di rispetto". "Per tutto questo - concludono Angelo Bonelli ed Eleonora Evi - si invita il gruppo verde al parlamento europeo a respingere la richiesta del Movimento Cinque Stelle". (askanews anche foto) - Sam
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