venerdì 18 settembre 2026
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Segnalazioni

Trieste, mercatini e Fiera di San Nicolò, la protesta: «Bancarelle davanti ai negozi per 50 giorni»

redazione·
Trieste, mercatini e Fiera di San Nicolò, la protesta: «Bancarelle davanti ai negozi per 50 giorni»

L'anticipo della Fiera di San Nicolò e la sua vicinanza temporale con il lungo periodo dei mercatini di Natale fanno discutere un lettore di Trieste Cafe, che affida alla redazione un duro sfogo sulla situazione del commercio cittadino. Al centro della segnalazione c'è soprattutto la concorrenza che, secondo il lettore, le bancarelle eserciterebbero nei confronti dei negozi tradizionali proprio durante il periodo dello shopping natalizio.

Il lettore parla complessivamente di circa 50 giorni nei quali, tra Fiera di San Nicolò e mercatino natalizio, i commercianti si troverebbero a convivere con le bancarelle.

Si tratta delle considerazioni e delle valutazioni espresse dal lettore nella propria segnalazione.

«Leggo con stupore dell'anticipo della Fiera di San Nicolò»

«Buongiorno, leggo con stupore l'anticipo della Fiera di San Nicolò, naturalmente attaccata al mercatino di Natale lungo ben 40 giorni», esordisce il lettore.

Ed è proprio la durata complessiva a diventare il primo bersaglio della protesta.

Secondo i suoi calcoli, sommando i due appuntamenti si arriverebbe a circa 50 giorni di presenza delle bancarelle, coincidenti con una delle fasi commercialmente più importanti dell'anno.

«Durante lo shopping natalizio, i nostri commercianti avranno davanti alla porta del negozio bancarelle che vendono le stesse cose», sostiene.

Il nodo della concorrenza con i negozi

Il punto centrale della segnalazione riguarda quindi il rapporto tra manifestazioni temporanee e attività commerciali che operano stabilmente in città.

Il lettore sostiene inoltre che, nell'edizione precedente, una larga parte delle bancarelle non fosse strettamente dedicata ai prodotti natalizi: «L'altro anno il 90 per cento delle bancarelle non vendeva articoli di Natale».

Una percentuale riportata direttamente dall'autore della segnalazione e che rappresenta una sua valutazione dell'offerta presente.

Da qui nasce la domanda che attraversa tutto il suo intervento: come conciliare l'animazione natalizia della città con la tutela delle attività commerciali tradizionali?

«I commercianti dovrebbero protestare»

Il lettore arriva quindi a suggerire una reazione da parte degli esercenti.

«Consiglio ai commercianti una protesta o un incontro con il sindaco», scrive, contestando quella che considera una politica maggiormente favorevole agli operatori provenienti da fuori città.

Il tono diventa particolarmente duro quando richiama gli impegni economici sostenuti durante tutto l'anno dai negozianti triestini.

Secondo il lettore bisognerebbe infatti «aiutare i nostri negozi che per tutto l'anno pagano tasse, immondizia, personale e altro».

Una contrapposizione, quella tra attività permanenti e operatori temporanei, che rappresenta il cuore della protesta inviata alla redazione.

Lo sfogo si sposta anche sulle elezioni

Nella parte conclusiva, la segnalazione assume anche un tono apertamente politico.

«Per fortuna presto si vota», scrive il lettore, collegando la propria critica alle prossime elezioni e auspicando un cambiamento nella gestione di questo tipo di manifestazioni.

Nel messaggio viene richiamato anche Ponterosso, con una critica alle iniziative che vi vengono organizzate e che il lettore definisce «sagre».

Il messaggio si conclude con due parole che sintetizzano l'amarezza dell'autore della segnalazione: «Povera Trieste».

Un intervento molto critico che riporta al centro una questione destinata a far discutere con l'avvicinarsi del periodo natalizio: come trovare un equilibrio tra eventi, mercatini, attrattività del centro e necessità dei commercianti che lavorano in città durante tutto l'anno.

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