martedì 25 agosto 2026
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Segnalazioni

Tre anni dopo i giudici del Cairo scarcerano l’avvocato dei Regeni

Luca Marsi·
La Corte penale del Cairo ha firmato ieri l’ordine di scarcerazione per Ibrahim Metwaly Hegazy, l’avvocato della famiglia Regeni al Cairo e membro della Commissione egiziana per i diritti e le libertà. Metwaly, 53 anni, è rinchiuso nel carcere di Tora dal 10 settembre del 2017 quando è stato fermato all’aeroporto del Cairo mentre stava partendo per Ginevra dove lo attendeva una vertice del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite. Questione di giorni e il legale dei Regeni dovrebbe tornare in libertà, riabbracciare la propria famiglia. Metwaly si è occupato in prima persona dell’assassinio di Giulio Regeni e anche questo incarico potrebbe aver influito sull’arresto del legale. Aveva seguito le fasi iniziali della terribile vicenda, in particolare i ripetuti depistaggi dell’indagine. Il suo arresto, all’epoca, prendeva le mosse dal gruppo da lui fondato “Famiglie degli scomparsi in Egitto”, col sostegno di organizzazioni internazionali. Tra le accuse c’era anche quella di cospirazione con soggetti stranieri per danneggiare la sicurezza nazionale e pubblicazione di notizie false. Cautela oggi legata alla vischiosità non tanto della legge egiziana, quanto della sua applicazione. Il 14 ottobre scorso, infatti, la Corte aveva disposto la liberazione di Metwaly. Nel passaggio tra l’ordine e l’effettiva attuazione del provvedimento la Procura Generale aveva però creato un nuovo capo d’accusa, sempre legato a motivi insurrezionali e di presunto terrorismo. La scarcerazione saltò al tempo e da allora Metwaly è rimasto dietro le sbarre, nella sezione Scorpion II della famigerata prigione di Tora, la stessa dove sono rinchiusi Patrick Zaki, Alaa Abdel Fattah e altre decine di attivisti puniti per reati di coscienza. La stessa dove negli ultimi tre mesi e mezzo sono morti tre detenuti, tutti in circostanze poco chiare.

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