Shoah: Segre, a Auschwitz non si va in gita ne' in pelliccia
"Sono uno dei pochissimi sopravvissuti alla Shoah che non e' mai tornata la' dove era stata prigioniera. Non me la sono mai sentita. E anche quando sono stata invitata a altissimo livello", con "grandi personaggi: i reali d'Olanda, Berlusconi", "io non me la sono sentita". Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre nell'Aula del Senato dove e' in corso l'esame del ddl per l'istituzione del fondo dei viaggi della Memoria, pari a due milioni l'anno. E quando sui media "furono descritte le pellicce" che venivano indossate in quell'occasione "pensai: come sono contenta di non aver accettato questo invito". Perche', ha spiegato, "anche oggi la preside di una scuola decida di portare i ragazzi a fare questo viaggio non ha il coraggio di dire che i ragazzi che vanno d'inverno a visitare quei lager, in cui negli anni piu' freddi del 1900, il '43 e il '44, erano oltre che scheletriti erano vestiti con le divise a righe di cotone rigenerati", dovrebbero andarci "avendo saltato, non so, la colazione del mattino, avendo un pochino voglia di mangiare. E a volte questi ragazzi con i selfie" dicono che "hanno fatto la gita. Io prego e imploro: no andate a Lucca, a Gallipoli, in montagna, ad Auschwitz non si fa la gita. Si va silenziosi, come quando il 2 novembre una famiglia affezionata ai suoi morti va al cimitero", ha avvertito. (AGI).Mao
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