Schlein lavora alla nuova segreteria Pd, settimana clou
Archiviata la scelta del presidente con Stefano Bonaccini e dei nuovi capigruppo parlamentari, il Pd targato Elly Schlein si concentra sull'ultimo miglio. E' sull'identikit della nuova segreteria che sta lavorando la leader Dem, fedele alla linea decisionista mostrata finora. E il puzzle potrebbe comporsi prima di Pasqua. Il Nazareno si prepara, dunque, alla settimana decisiva per completare quella che è di fatto la squadra di 'governo'. All'incirca una decina di persone, anche se non c'è un numero definito. Nell'attesa, è difficile che Schlein e il suo sfidante fino a un mese fa non ne abbiano parlato sabato nel primo incontro pubblico a due a Modena. Di certo, per entrambi le parole d'ordine sono "unità e pluralismo" , cioè scegliere una squadra unitaria che rispecchi però le varie aree. Porte aperte, insomma, alle tante anime che rappresentano oggi il Pd e che si sono sfidate nei mesi scorsi per arrivare all'esito finale. In linea con il mantra da più parti invocato del 'basta litigi' e 'basta correnti'. A voce bassa, molti raccontano che gli occhi saranno puntati su quanti saranno gli esponenti più vicini a Bonaccini a strappare una delega nella segreteria. Oltre che sul peso della delega che otterranno. Del resto non è un mistero che una parte della 'minoranza' legata al governatore emiliano-romagnolo puntasse ad avere almeno un capogruppo. E invece è passata la linea indicata da Schlein con Chiara Braga e Francesco Boccia, eletti per acclamazione. Una modalità che è segno plastico di compattezza, ma che non archivia le legittime ambizioni a entrare nell'esecutivo del partito. Tra i sostenitori di Bonaccini si allarga la schiera di chi si aspetta una sorta di compensazione al mancato capogruppo con la partita della segreteria. Tra i più vicini al governatore, uno dei favoriti sarebbe Davide Baruffi, sottosegretario alla presidenza della Giunta dell'Emilia-Romagna e considerato il braccio destro di Bonaccini nelle trattive con l'area 'vincente'. Altri papabili sono il senatore Alessandro Alfieri e la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. Nell'altra metà del campo, tra i fedeli di Schlein, in pole ci sono i parlamentari Marco Furfaro, che potrebbe fare il vicesegretario, Marco Sarracino, Alessandro Zan, Antonio Misiani e un esponente di Articolo uno. E qualcuno cita anche l'ex sindaca di Crema, Stefania Bonaldi. All'appello ci sarebbero pure i cosiddetti 'neoulivisti' vicini a Enrico Letta e Marco Meloni e protagonisti di uno strappo con il gruppo dei 'bonacciniani'. Oltre che degli esponenti dell'area vicina a Gianni Cuperlo, altro sfidante alle primarie Dem e arrivato terzo sfiorando di poco l'8% dei voti. Probabile in ogni caso che anche nell'ultimo nodo da sciogliere sull'assetto del Pd, Schlein darà prova di decisionismo. L'ultima è andata in scena 24 ore fa in Campania con il commissariamento del partito regionale e a Caserta, mettendo un freno al terzo mandato del governatore Vincenzo De Luca e nominando per questo Susanna Camusso e Antonio Misiani. "Non è più il tempo dei litigi - aveva garantito Schlein a Modena accanto a Bonaccini - e la migliore garanzia è il bene che ci vogliamo con Stefano e il fatto che abbiamo lavorato bene per tanto tempo insieme". Una volta definita la squadra, la leader potrà dedicarsi interamente alla linea del partito. (ANSA). SUA
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