mercoledì 12 agosto 2026
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Segnalazioni

"Positivi quotidiani non indicano evoluzione delle pandemia, bisogna valutare i ricoveri ospedalieri"

Luca Marsi·

Pubblichiamo da dott Fulvio ZORZUT Medico Epidemiologo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Ordine dei Medici di Trieste n 2415

L 'andamento epidemico di questo periodo, sostenuto per 2/3 dalla variante Delta  e per il resto da Omicron se fosse valutato solo in base ai numeri sarebbe di estrema gravità in quanto la 4 ondata è di gran lunga la peggiore di tutte. 
 
Ma non se allarghiamo la valutazione ad altri parametri le cose, nella sostanza, non stanno così.
 
 I ricoveri in terapia intensiva e nei reparti ospedalieri ordinari non hanno subito pari incremento, anzi. I PS non sono sotto pressione in modo ingestibile.
 I decessi sempre drammatici, avrebbero potuto/dovuto essere di centinaia al giorno con questo numero di contagi quotidiani, ed invece ciò non sta accadendo. Inoltre i tanti positivi sono conseguenza del numero elevatissimo di tamponi antigenici e molecolari che vengono eseguiti ogni giorno, nell'ordine di un milione. 
 
Il Rt =1,18 non è cresciuto come sarebbe stato lecito attendersi se si valutano gli andamenti delle 3 ondate precedenti ma anzi sembra stabile e tendente sempre più a 1 che significherebbe endemia e conseguente fine dell'epidemia.
 
 I positivi, mai come in questo periodo, sono asintomatici o presentano sintomi banali che si risolvono spontaneamente, a casa, in pochi giorni.
 
 Perchè sta accadendo ciò?
 
La variante Omicron è molto più contagiosa ma anche molto meno aggressiva della Delta. 
Le vaccinazioni, prima con il ciclo a due dosi e ora con il booster, nonostante la durata immunitaria sia inferiore a quanto auspicato, sono decisive in questo andamento, per certi versi sorprendente, anche se quasi 6 milioni di italiani ancora rifiutano la profilassi vaccinale. Le misure di contenimento ( mascherine, distanziamento, disinfezione delle mani) continuano ad avere la loro utilità,anche se si vedono ancora troppi “nasi” fuori
 
Conseguenze
Si sta realizzando un paradosso, per cui la grande massa di positivi circolanti sebbene asintomatici entrano nel circuito dei tracciamenti dei casi secondari da parte delle Strutture di Igiene e Sanità Pubblica e inizia l'isolamento dei positivi e la quarantena dei contatti con le ripercussioni sociali lavorative e scolastiche ben note, aggravate dagli inevitabili ritardi operativi conseguenti all'elevato numero dei positivi quotidiani che rende di fatto ingestibile, in modo efficiente, l'effettuazione delle indagini epidemiologiche.
Tracciamento che è bene dirlo con questi numeri e con questi effetti clinicamente asintomatici potrebbero anche essere sospesi, ricordando il tentativo di vuotare un stagno con un secchio. Inoltre i positivi quotidiani non sono più un indicatore significativo per valutare l'evolversi della pandemia.
 
Quindi?
Forse il virus ha imboccato la strda giusta e il Covid-19 diventerà un malanno stagionale, poco più che un raffreddore per alcuni, o una malattia più pericolosa come l’influenza per altri ma pur sempre gestibile, parte integrante delle nostre vite, non troppo impattante sulla quotidianità, sugli affetti, sull’economia.
 Sars-CoV 2 diventerà un virus endemico. I segnali ci sono.
 
Un virus endemico significa che si diffonde in una popolazione in modo costante nel tempo, senza presentare particolari picchi di frequenza ma con recrudescenze epidemiche, quando il virus genera ogni tanto dei focolai o degli aumenti epidemici per poi rientrare in una “normale” circolazione tra la popolazione.
Molti virus respiratori si comportano in questo modo, tanto da essere definiti "stagionali" circolano sempre ma sono più aggressivi più in autunno e in inverno come, appunto, il raffreddore o l'influenza.
 
La popolazione non più è completamente suscettibile e quindi il virus finirà di diffondersi grandi ondate pandemiche per tutto il pianeta e si determineranno ondate cicliche sempre meno evidenti. 
Conclusioni
In attesa che si realizzi questa situazioni di cui si intravvedono già i primi segnali, bisogna implementare la vaccinazione proponendo le terza dose, certamente, ma raggiungendo anche i 6 milioni della popolazione pediatrica e i circa sei milioni di adulti ancora affatto vaccinati e correttamente vanno aggiornati i tempi e le modalità degli isolamenti e delle quarantene,
 
 Le impennate di infezioni sono dovute al fatto che nel corso degli anni si accumula una popolazione suscettibile al virus, oppure perché emerge un ceppo mutato che quindi incontra sulla sua strada più persone che hanno perso l’immunità. 
 
 Se la circolazione del virus è veloce, come in questo momento, la probabilità di generare varianti nuove è molto più elevata, infatti se ci sono milioni di infezioni è chiaro che la probabilità che emerga un ceppo più contagioso diventa concreta.
 
Questo implica però di converso che la comparsa di una variante più contagiosa ma molto meno aggressiva, come ad esempio Omicron, può infettare sia quella piccola parte di persone rimaste suscettibili che quella piu' numerosa di immuni ( naturali o vaccinati) e se abbiamo il 100% di persone che sono immunizzate artificialmente o naturalmente, la circolazione del virus è lenta potremo quindi parlare finalmente di endemia e di naturale convivenza, quando raggiungeremo un equilibrio tra il numero di persone immunizzate (naturali o vaccinate) e le mutazioni del virus ed al massimo 1 potrà contagiare uno. 
 
 Il rapporto tra i fattori climatici e la diffusione di malattie come colera, malaria e influenza, ha individuato una forte correlazione tra la temperatura, l’umidità e i casi di Covid-19, il virus sembrerebbe diffondersi con maggiore facilità in condizioni che definiamo invernali: basse temperature, poca umidità e poco sole quindi le condizioni climatiche potrebbero diventare uno dei principali fattori da considerare per migliorare il contenimento della malattia, sempre se i livelli di trasmissione nella popolazione sono bassi. 
 
Il virus ha avuto origine nei pipistrelli, ed è passato agli esseri umani attraverso un ospite intermedio, può infettare diverse specie, tra cui gatti, conigli e criceti. È particolarmente infettivo nei visoni
 
 Se il virus ritornasse in una popolazione di animali selvatici e da lì potesse spostarsi sugli umani diventerebbe molto difficile da controllare.
 
La strada verso l’endemia è insomma difficile da prevedere, ma la specie umana può indirizzarla o renderla più breve.
 

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