La proposta di Calenda: "Via il Reddito dopo un'offerta di lavoro rifiutata"
"Oggi le imprese cercano 524mila persone, di tutti i generi, saldatori, giunturisti, tecnici elettronici. Queste persone vanno pagate bene: io sono favorevole al salario minimo a 9 euro, la gente deve lavorare ma ben pagata, sennò questo Paese è morto. Allo stesso tempo, però, i centri per l'impiego li possiamo anche chiudere, non servono assolutamente a niente, così come i navigator. Devi dare la possibilità alle agenzie private di prendere, fare la formazione, e fare un'offerta di lavoro. Se la persona che è in grado di lavorare rifiuta un'offerta di lavoro, perde il Reddito di cittadinanza. Altrimenti è immorale". Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite della puntata di questa sera di Diritto e rovescio, su Rete4. "Perché un infermiere in Italia guadagna 1.450 euro al mese, è uno dei lavori più duri e difficili che c'è, e con le sue tasse mantiene quel Reddito di cittadinanza - ha spiegato Calenda -. Se invece non sei in grado di lavorare, siccome siamo un Paese che non lascia le persone morire per strada, ti diamo un supporto e un sostegno. Ma quello che sta succedendo con il Reddito, con Conte che va in giro al Sud dicendo 'io sono il papà del Reddito', è indecoroso, in primo luogo per il Sud, e per infermieri, medici, poliziotti, insegnanti, medici, che guadagnano poco e mantengono quella cosa là". (ANSA). CPP
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