martedì 6 ottobre 2026
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29/09 Studio Sandrinelli
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Cronaca

Ex area Tripcovich e accesso al Porto Vecchio: l’appello di Triestebella APS al Sindaco e all’architetto Kipar

redazione·
Ex area Tripcovich e accesso al Porto Vecchio: l’appello di Triestebella APS al Sindaco e all’architetto Kipar

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

“L’attuale dibattito sul destino del Porto Vecchio non può limitarsi, a ciò che sta nell’area dello stesso ma deve coinvolgere anche quello che, dopo l’abbattimento della Sala Tripcovich, è diventato “l’accesso nobile” al Porto, evidenziato dall’entrata monumentale dell’architetto Giorgio Zaninovich. È anello di congiunzione fra la città imprenditoriale e portuale voluta da Maria Teresa e il più moderno allora “Porto Nuovo” che permise a Trieste di diventare uno dei principali scali marittimi del Mediterraneo, è anche l’accesso obbligato alla città per chi viene da occidente; che arrivi in treno, o in bus, è da lì che deve passare, e da lì si fa la prima idea di dove è capitato.

Sarebbe allora quella piazza il luogo ideale per un’opera che in qualche modo rappresentasse l’anima e la vocazione della città, un’opera di alto livello possibilmente destinata a diventare il nostro simbolo. Già alla metà del Secolo XVIII i nostri avi vollero realizzare un qualcosa di simile : la Fontana dei Continenti del Mazzoleni intesa a celebrare la nascita del Porto Franco e quindi della Trieste emporiale e marinara, voluta da Carlo VI e da Maria Teresa. L’intento era buono anche se il risultato discutibile. Però la piazza (ri)sorta dinanzi all’entrata del Porto Vecchio potrebbe essere l’occasione per qualcosa che rappresenti, invece, la Trieste di oggi e del domani fra commerci, innovazione scientifica e multiculturalità.

Dinanzi a questa opportunità invece ci viene proposto un francamente imbarazzante “Occhio di Massimiliano”, qualunque cosa questo voglia dire, quando invece Massimiliano d’Asburgo – Lorena ha già un suo pregevole monumento in Piazza Venezia, opera di Johannes Schilling, forse il più quotato scultore tedesco dell’epoca guglielmina (in molti siti un suo monumento risulta fra i cinque più visitati dell’intera Germania, da noi lo lasciamo lì a far da arredo urbano…). Per quanto Trieste sia una città mitteleuropea, dedicare a Massimiliano due piazze – una col suo intero, l’altra col suo “occhio” – sembra francamente troppo.

Dai progetti diffusi poi. Quest’occhio non sarebbe rappresentato da un pregevole monumento di rilievo ma da un giardinetto carsico con tre o quattro pietre in mezzo, quanto più estraneo si possa immaginare rispetto alla realtà del luogo dove tutto ci parla di portualità, di traffici commerciali col mondo, di cantieri navali (proprio a lato abbiamo Palazzo Panfilli, famiglia che creò i primi cantieri navali di Trieste) e oggi anche di possibile convivenza con i flussi migratori, quasi certamente destinati a essere una costante del futuro, come in passato Trieste fu porto d’emigrazione per milioni di europei.

Invitiamo allora l’Amministrazione comunale a ripensare alla destinazione della piazza rendendola coerente con la realtà del luogo e con quanto si sta progettando in Porto Vecchio; invitiamo l’architetto Kipar a non legare il proprio nome a un qualcosa già ora aspramente criticato, e il signor Sindaco ad ascoltare la voce della città.”

TriesteBella APS

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