lunedì 19 ottobre 2026
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Segnalazioni

in Italia 1 milione di under 35 ha un uso problematico di social e Internet

Luca Marsi·
in Italia 1 milione di under 35 ha un uso problematico di social e Internet

"Ci siamo inizialmente focalizzati sulle dipendenze tecnologiche di adolescenti che hanno un uso problematico, addirittura patologico di Internet, dello smartphone e dei social network: sono circa 12mila gli studenti di tutta Italia che hanno chiesto aiuto per difficoltà a ridurre l'utilizzo dei social e addirittura oltre un milione di persone nella fascia di età fino ai 35 anni che, nel nostro Paese, hanno un uso problematico dei social e di internet". Lo racconta all'agenzia Dire il professor Alessandro Vento, psichiatra, responsabile dell'Associazione Osservatorio sulle Dipendenze e membro del Gruppo di lavoro sulle dipendenze dell'Ordine dei Medici di Roma, commentando quanto emerso nei giorni scorsi dall'evento dal titolo 'Dipendenze giovanili: dimensioni del fenomeno e strategie di prevenzione'. All'incontro, ospitato presso l'Aula Magna Sante de Sanctis della Facoltà di Medicina e Psicologia dell'Università Sapienza di Roma, hanno preso parte numerosi docenti, insegnanti universitari, psicologi e studenti. LE DIPENDENZE DA SOSTANZE - Al filone delle dipendenze tecnologiche si affianca, purtroppo, quello delle dipendenze da sostanze, in particolare alcol e sostanze psicoattive. "Abbiamo dati allarmanti- evidenzia Vento- in particolare sull'utilizzo epidemico dell'alcol tra i ragazzi delle scuole superiori: da diversi studi, tra cui Espad Italia e Associazione Osservatorio sulle Dipendenze, oltre alle fonti ufficiali governative, emerge una fortissima ed epidemica diffusione dell'alcol tra gli studenti delle scuole superiori, addirittura l'85%, praticamente tutti". Non va meglio se sotto la lente di ingrandimento si mettono i numeri relativi al consumo della cannabis. "Il dato più alto è quello relativo a quanti consumano cannabis occasionalmente- prosegue- dato che tocca il 30% degli studenti delle scuole superiori. Per quanto riguarda le nuove sostanze psicoattive, quelle di sintesi, di nicchia, abbiamo rilevato che in Italia ne fa uso un 5% di studenti e di giovani adulti". Non solo: se il 25% degli studenti nella fascia d'età 15-19 ha fumato cannabis almeno una volta nell'ultimo anno, sono circa 75.000 gli studenti italiani in questa fascia d'età che fumano abitualmente cannabis (10 o più volte al mese), determinando un effettivo e importante fattore di rischio per l'insorgenza di disturbi psichiatrici. L'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE E IL RUOLO DELLA 'PEER EDUCATION' - È possibile porre un freno a questi fenomeni? "Dipende dalle fasce d'età- risponde l'esponente dell'Omceo della Capitale- in quelle più giovanili stiamo andando nelle scuole a fare informazione e prevenzione primaria precoce attraverso la 'peer education', ovvero l'educazione tra pari, con il coinvolgimento il leader di ogni classe, il 'peer educator', che ha il maggiore carisma e la personalità più forte e che ha poi il compito di veicolare il messaggio a tutti i compagni. Lo stiamo facendo in numerosi istituti della Capitale e abbiamo preso accordi per cominciare a lavorare su scala nazionale. Voglio inoltre precisare che l'attività di 'peer education' del 2023 e quella in corso nel 2024 si realizza grazie al contributo di Fondazione Roma, erogato all'Osservatorio sulle Dipendenze". "Nelle fasce più alte di età- informa- le strategie sono più complesse e basate maggiormente sul meccanismo della psicoeducazione. Cerchiamo infatti di dare sempre elementi educativi e informativi ma con una modalità diversa da quella che utilizziamo con i più giovani. Poi c'è una prevenzione secondaria e terziaria, ovvero quella che utilizziamo per quanto riguarda le persone che hanno già avuto esperienze con le sostanze d'abuso". "L'Omceo Roma- ricorda Antonio Bolognese, professore onorario di chirurgia alla Sapienza Università di Roma e responsabile scientifico del Gruppo di lavoro sulle dipendenze dell'Ordine dei Medici di Roma- è fortemente impegnato nel trattare queste tematiche, perché da quando è stata istituita, il 5 maggio del 2022, c'è una notevole richiesta di parlare di questi argomenti nelle scuole e nei centri sportivi, soprattutto da parte degli insegnanti, dei presidi e degli istruttori di sport, per una fascia di età sempre più precoce, che va dai dieci ai 15 anni". IL PROGETTO 'IN-DIPENDENZA' - Con l'intento di prevenire e limitare il consumo di sostanze psicoattive e con potenziale di addiction tra i giovani, con particolare riguardo alla cannabis, prevenire l'insorgenza di stili di vita disfunzionali e di comportamenti a rischio e di indirizzare persone con disagio psichico a specifici interventi di counseling, l'Osservatorio sulle Dipendenze e sui Disturbi Psichici Sotto Soglia ha dato vita a 'In-dipendenza': il progetto intende mettere in luce i rischi e le conseguenze dell'uso della cannabis sulla salute mentale dei giovani e di altri disordini dell'area delle dipendenze attraverso incontri nelle scuole e nei centri sportivi con genitori e ragazzi, fornendo loro un'informazione scientifica corretta e non distorta dalla 'cattiva informazione'. GLI ISTITUTI SCOLASTICI E I CIRCOLI SPORTIVI DI ROMA COINVOLTI - "Grazie a 'In-dipendenza'- spiega- abbiamo coinvolto cinque istituti scolastici di Roma, ovvero Bramante, Chateaubriand, Kennedy, Newton e Visconti, e 3 circoli sportivi, Canottieri Aniene, Aquaniene e T.C. Parioli. L'azione di prevenzione primaria è stata condotta su 1.615 studenti, dalle terze medie alle superiori, 90 allievi dei circoli sportivi, 323 genitori di studenti e allievi e 116 tra insegnanti e allenatori della Capitale". "Credo sia fondamentale- conclude Bolognese- la testimonianza di quanti hanno superato delle montagne e che oggi sono diventati delle persone di prim'ordine. Su mia sollecitazione pochi giorni fa è stato siglato un Protocollo d'intesa tra l'Ordine dei Medici di Roma e il ministero della Pubblica Istruzione per poter avere la possibilità che siano le scuole a cercare noi e non viceversa. Abbiamo già fatto dei progetti e sto cercando di sensibilizzare la direttrice generale dell'Unione Scuole regione Lazio per far sì che questo possa avvenire il prima possibile". (Red/ Dire)

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