Dopo infezione Covid più difficile riconoscere i volti
L'infezione da Covid-19 potrebbe causare difficoltà nel riconoscere i volti e problemi di orientamento. È questa l'ipotesi avanzata da uno studio del Dartmouth College, pubblicato sulla rivista Cortex. Sebbene sia risaputo che Covid-19 può causare una serie di problemi neurologici, tra cui la perdita dell'olfatto e del gusto e disturbi dell'attenzione, della memoria, della parola e del linguaggio, noti come "nebbia cerebrale", lo studio è il primo a segnalare "prosopagnosia", cioè la difficoltà a ricordare i volti, a seguito di sintomi coerenti con l'infezione. I ricercatori hanno lavorato con Annie, rappresentante di un servizio clienti di 28 anni e ritrattista part-time, a cui è stato diagnosticato il Covid nel marzo 2020 e che ha subito una ricaduta dei sintomi due mesi dopo. Poco dopo la ricaduta, Annie ha notato difficoltà con il riconoscimento facciale e nell'orientamento. Annie ora si affida alle voci per riconoscere le persone e si affida a Google Maps e alla sua funzione di segnaposto per ricordare dove parcheggia la sua auto. Il team di ricerca ha condotto una serie di test con Annie per valutare i suoi problemi con il riconoscimento facciale e determinare se avesse anche difficoltà con altre capacità percettive o cognitive. Per determinare se altre persone avessero sperimentato problemi di percezione, riconoscimento e navigazione a causa degli strascichi del Covid, il cosiddetto Long Covid, il gruppo di ricerca ha poi analizzato dati auto-riportati da 54 persone con sintomi per 12 settimane o più e 32 che riferivano invece di essersi completamente riprese. "Una delle sfide segnalate da molti intervistati è stata ad esempio la difficoltà di visualizzare la famiglia e gli amici, che è qualcosa che sentiamo spesso dai prosopagnosici - conclude il professor Brad Duchaine, uno degli autori della ricerca - è qualcosa di cui le persone dovrebbero essere consapevoli, in particolare i medici e gli altri operatori sanitari". (ANSA). Y09-GU
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