domenica 16 agosto 2026
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Segnalazioni

Dieci milioni di euro dallo Stato agli enti locali in dissesto per la messa a norma dei rifugi

Luca Marsi·
Arrivano 10 milioni di euro destinato agli enti locali con i conti in rosso per mettere a norma i canili. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa).
 
Pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che definisce le modalità d’assegnazione delle risorse del Fondo istituito con la legge di bilancio 2021.
 
La dotazione è di 5 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2021 e 2022, in favore degli enti locali strutturalmente deficitari o in stato di dissesto finanziario proprietari di rifugi per cani randagi le cui strutture non siano conformi alle normative edilizie o sanitario-amministrative.
 
Gli enti locali, per assicurarsi il finanziamento, dovranno rispondere all’avviso pubblico contenuto nel decreto entro e non oltre il 23 giugno prossimo.
 
I fondi dovranno essere destinati alla realizzazione d’interventi per la messa a norma dei rifugi esistenti o per la progettazione e costruzione di nuovi rifugi, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa regionale in materia.
 
«Si tratta di un finanziamento esiguo, ma che rappresenta comunque un primo passo», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Ricordiamo che tutti noi possiamo fare la nostra parte per lenire la piaga del randagismo, soprattutto informando e sensibilizzando, affinché sempre meno randagi finiscano in strada prima di essere ricoverati in un canile. Nel 2020 la nostra associazione ha dato in adozione 3.586 animali e ne ha soccorsi e curati 3.672: 1.503 cani, 1.773 gatti e 396 di altre specie. Tutti abbandonati, tutti senza nessuno. Spesso maltrattati, emaciati, disperati. L’abbandono è un reato e un gesto infame. Il soccorso agli animali abbandonati è spesso a carico dei volontari. Speriamo che, anche grazie a questi finanziamenti, le istituzioni facciano sempre più la loro parte per non lasciare il problema nelle mani delle associazioni e dei singoli cittadini».
 
 

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