sabato 18 luglio 2026
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Daniela Santanchè, turismo sia la nostra 1/a industria

Luca Marsi·
Daniela Santanchè, turismo sia la nostra 1/a industria

Mentre aprono i grandi padiglioni della fiera di Rimini che fanno diventare la città romagnola "capitale del turismo" per tre giorni grazie alla 60/a edizione del Ttg Travel Experience a fare il bilancio di un anno denso e vitale in un'intervista all'ANSA è la ministra del turismo Daniela Santanchè che alle 12 inaugurerà il salone. "La stagione turistica - spiega - era nata sotto i migliori auspici e i primi sei mesi sono stati dei record, ma la stagione classica (quella estiva) ha subito una flessione che non ha permesso il sorpasso sul 2019. Fra i motivi hanno inciso eventi atmosferici devastanti che hanno giocato un ruolo importante, si veda il calo di afflussi in Romagna, ma anche in Sicilia, Sardegna e Puglia a causa degli incendi. L'altro motivo del rallentamento lo individuerei nella morsa inflazionistica e il caro trasporti due fattori che hanno spinto molti italiani a tagliare non dico la vacanza tout court, sebbene sia accaduto, ma senza dubbio la durata dei soggiorni. Ci sono comunque numeri incoraggianti che ci parlano di un settore in salute come il fatto che abbiamo ritrovato l'affluenza dei turisti stranieri non solo dall'Europa, ma da mercati che da tempo non erano massicciamente presenti come quello statunitense". La politica dei grandi eventi sta dando i suoi frutti? "Quello che abbiamo visto con la Ryder Cup è quello che io, sin dal mio insediamento, ho detto e la direzione a cui ho proteso in questo anno: gli eventi come motore del turismo, ma non solo i grandi e rivolti alle grandi località, come questo, ma anche eventi più piccoli e di nicchia che possono rilanciare o addirittura fa scoprire alcune località meno note. Un esempio per me sono i borghi italiani, un patrimonio ma ancora troppo sottovalutato". Cosa ha fatto finora il suo ministero? "Nel primo anno del mio mandato abbiamo gettato delle solide basi per puntare allo sviluppo e alla crescita integrati di un settore che per troppi anni è stato dimenticato, o quantomeno messo da parte. Abbiamo iniziato a dare organizzazione e gestione al comparto attraverso l'adozione del Piano strategico del turismo, portando la nostra visione industriale e dandogli centralità e il giusto spazio all'interno dell'azione di governo come mai prima d'ora è stato fatto. Siamo intervenuti nel campo della formazione, istituendo il fondo da 21 milioni volto a migliorare il livello professionale dell'offerta turistica; siamo intervenuti sulla tanto attesa riforma delle guide turistiche e nel merito della spinosa situazione degli affitti brevi, dove nessuno aveva osato fare alcunché, finora; siamo intervenuti anche sul settore dell'occupazione con la misura del bonus estate che prevedeva un trattamento integrativo del 15% in più per i lavoratori del settore mettendo, di fatto, in busta paga circa 500 euro in più. Ricordo la detassazione delle mance, laddove eravamo l'unica nazione in Europa a tassarle. Penso poi al Frit-Tur (1 miliardo e 380 milioni), a cui si aggiungono i 500 milioni del fondo Bei, i 200 milioni del Fondo ammodernamento impianti di risalita e innevamento artificiale - anche questo un comparto su cui mai nessuno prima era intervenuto - e, ancora, i 34 milioni per i piccoli Comuni a vocazione turistica. C'è poi il Fondo di 25 milioni per il turismo sostenibile, perché senza sostenibilità non possiamo pensare al futuro del settore. Senza tralasciare la capacità del ministero di far fronte alle emergenze: penso al Fondo per le Regioni appenniniche di 30 milioni, o quello per l'Emilia Romagna e i 15 milioni per gli incendi in Sicilia e Sardegna". E per il futuro? "Aver impostato un tavolo di confronto costante con il tessuto che rappresenta il comparto e che, insieme ai diversi provvedimenti, si inseriscono nel quadro di azioni volte a promuovere e sostenere l'industria turistica italiana dimostra l'impegno del governo nel garantire crescita solida e duratura. Ora la sfida è proprio questa: rendere la crescita del settore strutturale, far diventare l'Italia la prima meta turistica e promuovere politiche di destagionalizzazione affinché il turismo sia davvero la prima industria della nazione, il principale traino del pil. Abbiamo altri quattro anni davanti: penso proprio che insieme, facendo sistema, ce la faremo". E la Venere continua il suo percorso? "Assolutamente si. Il fatto che sia stata tanto criticata vuol dire che funziona. Infatti, all'estero la campagna va alla grande. La Venere di Botticelli è conosciuta in tutto il mondo ed è simbolo per l'Italia, averla ingaggiata come influencer capisco non sia una cosa ortodossa, ma è pensato per un mercato estero che ha delle dinamiche differenti da quello domestico". Affitti brevi e balneari, cosa sta facendo il governo su queste questioni spinose. "Sugli affitti brevi abbiamo affrontato, coraggiosamente, un tema che i governi che ci hanno preceduto hanno scientemente evitato, la proposta che ho portato va nella direzione di non criminalizzare la proprietà privata, mentre da tre case in su è giusto che ci si adegui alle regole del mercato e delle imprese perchè, altrimenti, in quel caso ci troviamo di fronte a una concorrenza sleale per un settore. Un equilibrio che capisco possa essere discutibile ed è per questo che ora passa al Parlamento che, recependo gli stimoli positivi delle categorie, può migliorare il testo o lasciarlo così come è. Credo che il testo licenziato vada nelle direzione giusta e il fatto che nessuno sia pienamente soddisfatto ne è la prova. Sui balneari stiamo dimostrando quanto detto da sempre da Fratelli d'Italia: non si tratta di un bene in regime di scarsità e quindi non sottostanno alla direttiva Bolkestein, lo stiamo dimostrando". (ANSA). CNZ

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