venerdì 23 ottobre 2026
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Covid-19: «Il caldo riduce i tempi di permanenza del virus sulle superfici»

Luca Marsi·
«Il Covid sopravvive sulle superfici da 3 secondi a un massimo di 2 minuti a seconda dei materiali, cioé fino all’evaporazione delle goccioline di saliva, più è alta la temperatura, più velocemente avviene, riducendo così il tempo di sopravvivenza del virus».
 
Questo quanto riferito da una ricerca pubblicata sulla rivista Physics of Fluids.
Lo studio, coordinato da Rajneesh Bhardwaj e Amit Agrawal dell’Istituto indiano di tecnologia di Bombay, ritiene che la sopravvivenza e la trasmissione del virus siano direttamente legate al tempo in cui le goccioline di saliva restano intatte. 
 
«Dai display dei telefonini, alle maniglie delle porte e ai bicchieri di vetro, abbiamo esaminato il tempo di evaporazione delle goccioline su più tipi di superfici con temperature e livelli di umidità diversi. Dallo studio è emerso che il calore, facendo asciugare più in fretta le goccioline, fa ridurre le possibilità di sopravvivenza del virus. 
 
Inoltre molto importante è il ruolo dell‘umidità: in questo caso, le goccioline infatti restano più a lungo sulle superfici, aumentando la permanenza del virus.
 
Abbiamo messo a confronto un ambiente interno con aria condizionata a 25 gradi e uno esterno con 40 gradi e abbiamo notato che nel primo caso le goccioline evaporano in 6 secondi (27 secondi per quelle di grandi dimensioni).
 
Invece, nell’ambiente più caldo, il tempo di evaporazione si riduce del 50%. Aumentando il tasso di umidità dal 10% al 90%, invece, il tempo che la gocciolina impiega a evaporare aumenta di quasi 7 volte, diventando maggiore di 2 minuti per il droplet più grande. Di conseguenza, questo potrebbe rappresentare un problema con l’aumento dell’umidità nelle zone costiere in estate.» ha concluso il ricercatore.

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