"Burlo eccellenza mondiale, un plauso al reparto endocrinologia: gentilezza, empatia e tanto amore"
Pubblichiamo dalla nostra lettrice Ylenia S.
A 2 passi da casa .. ma non per tutti!
Quando ti trovi davanti a situazioni così complesse dai per scontato che troverai aiuto, accoglienza e soluzione lì…
Lì? .. dove esattamente?
Non tutti hanno la fortuna di avere un ospedale così attrezzato e qualificato a pochi minuti di strada e nella propria città …
Sto parlando del nostro Burlo, che noi Muli di Trieste solitamente e fortunatamente colleghiamo all’evento più emozionante e importante della nostra vita: la nascita di un figlio..
Purtroppo questo connubio non per tutti si rivela con carattere positivo, come è successo a noi in questa occasione.. emozioni negative ti salgono dalla punta dei piedi e percorrono ogni centimetro del tuo corpo, la paura penetra, conficcandosi in ogni angolo ed esplode, come un vulcano, dallo sguardo dei tuoi occhi..
Ma noi, posso affermarlo siamo stati fortunati in questi 3 giorni al reparto di endocrinologia, abbiamo trovato personale preparato anche sotto questo aspetto, gentilezza, grande disponibilità all’ascolto sia verso di me che verso di Marco, l’empatia è stata un perno che ci ha legato e sostenuto costantemente; in ogni situazione, posso affermarlo, è stata tenuta in alta considerazione la parte emotiva..
Un’organizzazione di accoglienza e di ricovero strutturata su piloni saldi, un’atmosfera di collaborazione certa e fidata tra tutto lo staff .. pur avendo un gran da fare, ve lo assicuro!
E di esami clinici, non proprio semplici, noi ne abbiamo affrontati..
Veramente al Burlo è tutto pensato per rendere meno faticoso il decorso ai nostri bambini.. una stanza giochi ordinata, pulita, fornita di ogni materiale necessario, addirittura ci siamo sfidati a calcetto..
Per noi cittadini di Trieste tutto ciò è scontato, è ovvio, sei tranquillo perché sai che ci puoi sempre contare. Ma, quando ti trovi a condividere la stanza con altri 3 pazienti, un ragazzino dalla Sicilia, un adolescente dalla Sardegna e una piccolina appena arrivata da Caserta, e ti raccontano la loro lunga storia che è durata anni emergono dei pensieri, qualcosa di forte si smuove dentro e ti poni delle domande.
Scopri inoltre che hanno varcato invano molte, troppe porte italiane, nella speranza di trovare le cure giuste, e ti dicono che, alla fine, questa struttura distante quasi 1000 chilometri è la migliore, e la raggiungono con un forte sentimento di fiducia anche ogni 3 mesi.
È naturale e spontaneo che dopo aver saputo tutto ciò la tua mente si fermi a riflettere, almeno un attimino .. penso a me, se io devo raggiungere il Burlo impiego 1 minuto, ma queste famiglie quante difficoltà devono affrontare per poter affidare la loro parte più importante a chi è veramente preparato?
La prima che emerge è l’organizzazione del viaggio, aereo, treno, macchina.. risolto!
L’alloggio per il papà che aspetta che il decorso del ricovero termini, i fratelli e sorelle con chi rimangono?
Per non parlare poi del fattore economico, di nessuna nonna che ti mandi un pasto caldo ricco di amore, nessuno sguardo verso la porta della stanza con la speranza che entri un amico, per poter scendere in giardino, a far 2 chiacchiere condividendo con te un po’ di spensieratezza..
e ancora 1000 altri disagi, facilmente immaginabili..
A noi triestini la buona sorte ci ha offerto una situazione molto più semplice che possiamo gestire con tanta più facilità;
.. teniamolo ben a mente, siamo fortunati a “ poter dare
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