mercoledì 26 agosto 2026
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«A tutti noi, incattiviti dagli anni e dall’invidia: andiamocene a f*****o», lo splendido post di un triestino sulla maturità 2020

Luca Marsi·
Un post Facebook scritto da un triestino in merito alla maturità 2020 sta diventando, in queste orale, virale. Abbiamo scelto di riprovorvelo, affinché le sue parole possano spingere tutti noi a riflettere:
 
«MATURITÀ
Ricordo tutto molto bene, come credo ciascuno di noi così fortunati da riuscire a diplomarci.
Durante lo scritto avevano estratto la lettera M, io ero in sezione A, così fui il primo dell'istituto a sostenere gli orali.
Dietro di me, spalti gremiti che neanche San Siro e tifo pure. All'epoca avevo un certo seguito...
In scienze andavo alla grande ma di storia non sapevo nulla, mai studiata.
Mi salvarono degli scritti di buon livello uniti alla mia assoluta insensibilità all'autorità ed alla totale mancanza di ansia (elementi che poi nella vita si rivelarono pian piano gravi difetti).
Mi presentai abbronzato come mai prima, gridando in faccia ai prof una tintarella premeditata ed arrogante.
Avevamo un presidente di commissione stronzissimo (che infatti l'anno dopo ebbe gravi problemi a causa di numerosi ricorsi) quindi l'esito generale degli esami fu disastroso: nessun 60, massimo voto 48, quasi il 20% di bocciati!!
Tuttavia io ricevetti una valutazione relativamente gratificante, superando seppur di poco certe bifle (secchioni) che ancora oggi non me lo perdonano.
Quindi per me il piacevolissimo ricordo della maturità è la degna conclusione di 5 anni di liceo meravigliosi, anni dai sapori irripetibili.
Incancellabile anche il ricordo della cena di matura e della conseguente nottata. All'alba, sullo stradone per Grado, uno di noi, in giubbotto giallo, ci fece fermare per distendersi a bordo strada, sostenendo di essere il pezzo mancante della linea tratteggiata. Credendoci con tutta l'anima.
Sono allora davvero amareggiato per gli sfortunati maturandi di oggi, quelli ai quali un po' il virus e un po' la miopia ministeriale hanno rubato la primavera, l'irripetibile atmosfera degli ultimi giorni di scuola (non ultimi dell'anno: ultimi della vita!), quello strano mix di emozione, tristezza, consapevolezza, euforia, paura e tanto altro.
A loro è stata riservata anche questa condanna, che nemmeno sanno di star subendo perché non conoscono - non conosceranno mai - ciò che gli viene sottratto dal contagio e dall'idiozia.
Allora io dico a tutti noi, incattiviti dagli anni e dall'invidia, a noi che critichiamo le loro effusioni in riva al mare, a noi che condanniamo la loro promiscuità, i drink notturni, gli assembramenti gioiosi, l'incoscienza intrinseca, a tutti noi io dico: andiamocene affanculo, vecchi brontoloni!
A loro invece, a tutti loro, silenti eroi dei nostri giorni: grazie.
A voi - per oggi e per sempre - buona fortuna!»
 

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