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Cronaca

Trieste, De Gavardo: «Bisogna iniziare dai ragazzi parlando di rischi e prevenzione»

Luca Marsi·
Trieste, De Gavardo: «Bisogna iniziare dai ragazzi parlando di rischi e prevenzione»

Con l’inizio del nuovo anno scolastico tornerà nelle scuole di Trieste anche l’attività della Polizia Locale e della Protezione Civile, con incontri dedicati all’educazione stradale, alla prevenzione, all’autodifesa, al bullismo e alla conoscenza dei rischi del territorio.

A confermarlo è stata l’assessore comunale alle politiche per la sicurezza Caterina De Gavardo durante l’intervista realizzata da Elisabetta Batic al Pedocin nell’ambito di “Un capo in B”.

«Un impegno veramente titanico»

Per De Gavardo si tratta di uno dei fronti più importanti dell’attività preventiva svolta dal Comune.

«Inizia un anno scolastico e inizia nuovamente l’impegno veramente titanico della Polizia Locale e della Protezione Civile nelle scuole della nostra città», ha dichiarato.

L’obiettivo è arrivare ai più giovani prima ancora che emergano comportamenti a rischio, lavorando sulla conoscenza delle regole e sulla capacità di affrontare correttamente le diverse situazioni.

«Bisogna assolutamente iniziare con i ragazzini giovani»

La scelta di entrare nelle scuole risponde a una precisa filosofia di prevenzione.

«Bisogna assolutamente iniziare con i ragazzini giovani, parlando dei rischi del nostro territorio e delle nostre strade, parlando anche di prevenzione», ha sottolineato De Gavardo.

La sicurezza viene quindi affrontata non soltanto attraverso controlli e sanzioni, ma anche attraverso la formazione delle nuove generazioni.

Educazione stradale con la Polizia Locale

Uno dei principali capitoli riguarda la conoscenza delle regole della strada.

«La Polizia Locale in particolare si occupa di fare delle lezioni di educazione stradale», ha spiegato l’assessore.

Un tema che riguarda bambini e ragazzi sia nel loro ruolo di pedoni sia nella progressiva acquisizione di autonomia negli spostamenti quotidiani.

L’obiettivo è sviluppare fin dall’infanzia una maggiore consapevolezza dei comportamenti corretti e dei possibili pericoli.

Autodifesa e bullismo

L’attività della Polizia Locale nelle scuole non si limita però alla circolazione stradale.

De Gavardo ha spiegato che gli operatori «si occupano di fare delle educazioni di autodifesa» e, in alcune scuole, affrontano anche la delicata questione del bullismo.

Su questo fronte il lavoro viene svolto «di concerto con i servizi sociali».

Un approccio che mette insieme competenze differenti per affrontare un fenomeno che riguarda direttamente il benessere e la sicurezza dei ragazzi.

La Protezione Civile insegna a conoscere i rischi

Parallelamente interviene anche la Protezione Civile.

«La Protezione Civile entra nelle scuole per parlare dei rischi del nostro territorio, per fare tanta prevenzione con i più piccoli», ha spiegato De Gavardo.

Il tema non è solamente quello di conoscere le possibili emergenze ma anche di sapere come comportarsi quando si verificano.

Secondo l’assessore, i bambini rappresentano «i più importanti frutti che vanno coltivati subito dall’inizio», proprio perché è durante gli anni della formazione che possono essere costruite abitudini e consapevolezze destinate ad accompagnarli anche nell’età adulta.

Imparare a gestire le emergenze

«Bisogna insegnare loro le situazioni di emergenza e come si può gestire», ha concluso De Gavardo.

Il ritorno nelle scuole di Polizia Locale e Protezione Civile rappresenta dunque uno dei tasselli della politica di prevenzione portata avanti dall’amministrazione comunale.

Prima ancora del controllo sulle strade o dell’intervento nelle emergenze, la sicurezza passa dalla capacità di riconoscere un rischio, conoscere una regola e comprendere quale comportamento adottare.

E per il Comune questo lavoro deve cominciare dai più giovani.

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