Università. Rosolen: "Polo centro Valle di Pordenone è progetto strategico"

"La realizzazione della nuova sede universitaria al Centro direzionale Valle di Pordenone è un progetto strategico per il territorio e per il sistema regionale della formazione superiore, ma anche un intervento particolarmente complesso che coinvolge numerosi soggetti istituzionali e richiede un attento coordinamento tecnico, amministrativo e finanziario". Lo ha detto l'assessore regionale all'Istruzione e Università, Alessia Rosolen, rispondendo a un'interrogazione presentata in merito in Consiglio regionale. "Per ridimensionare alcune futili polemiche è utile ricordare che i lievi ritardi registrati sono dovuti alla complessità di un'operazione molto articolata, che nasce da un Accordo di programma sottoscritto da Regione, Comune di Pordenone, Università di Udine e Trieste, Consorzio universitario, Ardis e Isia, a conferma della rilevanza dell'intervento e della pluralità di attori coinvolti - ha spiegato l'assessore -. La Regione ha sostenuto concretamente il progetto, incrementando la dotazione finanziaria da 11 a 13,2 milioni di euro e assicurando complessivamente risorse per 15,9 milioni di euro". Rosolen ha sottolineato che, nel corso della fase attuativa, sono emerse alcune criticità legate soprattutto agli interventi di adeguamento antisismico e alla necessità di garantire la piena sicurezza e continuità delle attività del Centro per l'impiego, il quale da qualche settimana occupa una parte dell'edificio potenzialmente interessata dai lavori ed è stato realizzato dallo stesso Comune di Pordenone e consegnato alla Regione nei primi mesi dell'anno.
"Si tratta di verifiche e approfondimenti tecnici indispensabili quando si interviene su una struttura complessa, caratterizzata da diverse funzioni e soggetti coinvolti. Per questo la Regione ha disposto una sospensione temporanea dell'erogazione dell'incentivo relativo agli interventi antisismici, al fine di individuare la soluzione più idonea sotto il profilo della sicurezza di lavoratori e utenti e dell'organizzazione delle attività", ha proseguito l'assessore. Per quanto riguarda gli spazi destinati alla didattica e allo studentato, la progettazione è stata sviluppata e il Comune ha avviato le procedure necessarie. Rimane tuttavia da completare il quadro finanziario dell'opera, il cui costo aggiornato è pari a circa 23,2 milioni di euro. "La Giunta regionale è impegnata a individuare le risorse necessarie per completare il finanziamento dell'intervento - ha concluso l'assessore -. L'obiettivo resta quello di realizzare un polo universitario moderno, sicuro e funzionale, capace di rafforzare l'attrattività di Pordenone e di offrire nuove opportunità agli studenti. Proprio per la complessità dell'opera e per l'attenzione che deve essere riservata alla sicurezza, non è ancora possibile confermare con certezza l'avvio delle attività nella sede per l'anno accademico 2027-2028".
Articoli correlati
RegionePordenone, l’ITS Alto Adriatico inaugura la sede al Valle Center: nasce il nuovo polo dei giovani
"L'operazione che Its Academy Alto Adriatico sta realizzando al Valle Center rappresenta una scelta strategica e lungimirante per il futuro della formazione e del territorio. La Regione ha creduto fin dall'inizio in questo progetto, lo ha s
Regione«Difendere Porcia significa difendere il futuro industriale d'Italia»: la nota di Cabibbo
"Non siamo al cospetto di una crisi locale e nemmeno di una vertenza aziendale: il caso Electrolux è il segnale di una fragilità strutturale del modello industriale europeo. Proprio perché siamo convinti europeisti, riteniamo che oggi serva
RegioneElectrolux. Pd Fvg: "Da Consiglio regionale importante segnale di unità"
"La situazione di Electrolux è critica e ora più che mai è necessario accompagnare la solidarietà ai lavoratori con un'unità di intenti sia della politica, sia degli altri attori coinvolti. Il tessuto economico del Friuli occidentale soffre
RegioneElectrolux. Budai (Lega): "Difendere Porcia da concorrenza senza regole"
"La crisi Electrolux di Porcia non riguarda soltanto uno stabilimento, ma rappresenta il segnale di un problema più ampio: l'Europa rischia di perdere la propria capacità industriale a favore di Paesi che producono con costi e standard prof

