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Territorio. In 5. Commissione Fvg il ddl su pianificazione, audizioni a settembre

redazione·
Territorio. In 5. Commissione Fvg il ddl su pianificazione, audizioni a settembre

Svecchiamento: suona così il leitmotiv della riforma del governo del territorio che l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina AMIRANTE, ha messo nelle mani dei consiglieri della IV Commissione, presieduta da Giuseppe GHERSINICH (Lega), attraverso il disegno di legge 90 suddiviso in 5 Titoli (oggetto, finalità e principi; forme di governo; attuazione della pianificazione; potestà regolamentare; disposizioni transitorie) e 49 articoli. Da subito, la referente della Giunta ha spiegato la necessità di "abrogare la Parte I (urbanistica) della legge regionale 5/2007, norma di riferimento anche per l'attività edilizia e il paesaggio, dove la regolamentazione della pianificazione territoriale è demandata al Piano urbanistico regionale generale (Purg) del 1978, il quale, nonostante i suoi 48 anni, è ancora in vigore e resta il riferimento pianificatorio per gli strumenti urbanistici comunali". Non è che non si sia mai cercato di rinnovare il Purg, è stato spiegato, ma alle leggi regionali che ci hanno provato, dal 1991 a oggi, non è seguita l'entrata in vigore del relativo Piano di governo del territorio (Pgt); viceversa, l'unico Piano approvato (Pgt 2013) non ha avuto il dovuto accompagnamento da una legge urbanistica. Oggi si parla di un nuovo Pgt, approvato in via definitiva dalla Giunta regionale il 9 giugno scorso con la generalità 809.

"La norma di settore e il Piano territoriale - ha rimarcato Amirante - devono giocoforza coesistere per completare il disegno riformatore, altrimenti le previsioni del Pgt risulterebbero inapplicabili". In altre parole, "si vanno a disciplinare quali azioni prioritarie, la salvaguardia, la valorizzazione, l'assetto e l'utilizzazione del territorio mediante un sistema di pianificazione territoriale che promuova la rigenerazione territoriale e urbana, perseguendo le finalità di sviluppo sostenibile delle comunità insediate, di rafforzamento della resilienza urbana, di sostenibilità ambientale, di contrasto al consumo di suolo e di incremento del suolo permeabile, anche ai fini della prevenzione degli effetti indotti dai cambiamenti climatici". Consentito "un periodo transitorio di continuità con le procedure vigenti, salvaguardando l'operatività dagli enti locali e accompagnando l'adeguamento degli strumenti urbanistici al Pgt attraverso la formazione, il supporto tecnico, economico e amministrativo, la diffusione delle informazioni ai soggetti coinvolti nella pianificazione", l'obiettivo resta la "ridefinizione del rapporto tra Regione e Comuni per semplificare le procedure con la pianificazione di area vasta. Difatti, il livello intermedio della pianificazione viene ricompreso nel Pgt regionale, e gestito direttamente dall'Amministrazione regionale attraverso processi di co-pianificazione attivabili sia dalla Regione, sia dai Comuni. Tale impostazione permette di superare la zonizzazione rigida".

Quanto ai soggetti coinvolti nella pianificazione, sono citati: Regione, Comuni, Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, consorzi di sviluppo economico locale. Si affermano anche tre livelli di pianificazione: regionale, intermedio (area vasta), comunale, con un articolo dedicato ai Piani territoriali infraregionali (Pti), mentre un intero Capo è dedicato alle perequazioni e compensazioni territoriali, e alle città pubbliche che, tra le altre cose, perseguono l'accessibilità universale e la minimizzazione dell'uso di suolo. Inoltre, si istituisce un Osservatorio regionale di governo del territorio (Org) con funzioni sia di monitoraggio del Pgt, sia di Osservatorio regionale per il paesaggio (Orp). E non manca la previsione della revisione del Piano, con due procedimenti a seconda che si modifichi o meno la componente strutturale e strategica del Piano stesso. Tali modifiche non sono assoggettate alle procedure di formazione del Pgt, ma alla Vas e adottate previa deliberazione della Giunta regionale.

"Con l'entrata in vigore della variante al Pgt - ha ribadito Amirante prima di entrare nel dettaglio della variante stessa - cesserà l'efficacia del Purg, del decreto regionale 126/1995, del Piano struttura (art. 63 bis Lr 5/2007). Le procedure di formazione o di variante agli strumenti urbanistici vigenti all'entrata in vigore del ddl 90 sono disciplinati dalla Lr 5/2007. Fino all'entrata in vigore dei regolamenti di attuazione, continueranno a trovare applicazione quelli della Lr 5/2007". "Nel preparare novità normative e variante del Pgt, sono stati molti i momenti di confronto con i maggiori portatori di interesse e anche con le altre Regioni che hanno legiferato prima di noi", ha tenuto a far spere infine l'assessore. "E chiedo ai consiglieri di questa Commissione di collaborare con la sottoscritta affinché si riesca a creare una legge, la migliore per il territorio". Il ddl 90 sarà oggetto di esame da parte della IV Commissione a partire da settembre, ha reso noto il presidente Ghersinich, quando Marco PUTTO (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) si è sincerato che ci siano audizioni in IV Commissione con gli esperti e i principali portatori di interesse.

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