Stabilità: Callari, priorità cybersecurity, IA e sovranità tecnologica

"Nell'ambito delle risorse disponibili abbiamo valutato la possibilità che Insiel, la nostra società in house, possa assumere un ruolo più ampio nello svolgimento di una serie di attività strategiche. Abbiamo quindi aggiornato la normativa regionale introducendo elementi che nel 2011 - quando fu approvata la precedente disciplina - non erano ancora presenti, come la cybersicurezza e l'intelligenza artificiale. L'obiettivo è definire un ecosistema dedicato a questi ambiti, sia a livello regionale sia per il supporto agli enti locali".
Così l'assessore regionale al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi Sebastiano Callari a margine della
discussione in I Commissione integrata sull' esame degli strumenti della manovra di bilancio 2026.
Come ha spiegato il rappresentante della Giunta regionale, questo allargamento del raggio di azione di Insiel rappresenta un
passaggio particolarmente rilevante, poiché a livello internazionale stiamo attraversando una fase geopolitica in cui la sovranità tecnologica e la protezione dei dati rappresentano fattori decisivi per il futuro di ogni Paese.
"L'Europa - ha aggiunto Callari - sta investendo molto in questa direzione: la nuova direttiva NIS2, che abbiamo recepito e
integrato nella normativa regionale, mira a rafforzare la resilienza dell'Unione rispetto agli attacchi informatici, favorendo la creazione di un sistema coordinato di prevenzione e risposta".
Secondo l'assessore questa norma rappresenta un presupposto per ulteriori iniziative che l'Amministrazione sta valutando e che
verranno proposte in una seconda fase, in particolare riguardo all'utilizzo di software open source.
"In Italia e in molti Paesi europei - ha sottolineato Callari - le amministrazioni pubbliche si affidano ancora in larga misura a
software proprietari, spesso sviluppati all'estero. Questi sistemi, essendo chiusi, richiedono una manutenzione continuativa
da parte delle società titolari, con costi ricorrenti rilevanti per le pubbliche amministrazioni: questo è il primo nodo critico".
Ancora più significativo, come ha rilevato l'assessore, è però il tema della sicurezza. L'adozione di soluzioni open source
consente infatti di intervenire direttamente sul codice, di gestire internamente la manutenzione e soprattutto di garantire
un maggiore presidio sui dati. È noto, infatti, che i dati collocati su cloud non situati in Paesi europei possono essere
soggetti alla legislazione di Stati terzi, con possibili effetti sulla loro riservatezza: un elemento che tocca il cuore della
sovranità tecnologica.
"In questo - ha concluso Callari - ci stiamo quindi muovendo in sinergia con altre Regioni su un tema che riteniamo strategico. E
il Friuli Venezia Giulia, grazie anche all'autonomia garantita dallo statuto speciale, ha l'opportunità di assumere un ruolo di
riferimento in questo percorso di innovazione e rafforzamento delle infrastrutture digitali pubbliche".
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