mercoledì 21 ottobre 2026
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29/09 Studio Sandrinelli
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Cronaca

Trieste, cliente contesta il pagamento: "Avevo l'importo esatto in contanti"

redazione·
Trieste, cliente contesta il pagamento: "Avevo l'importo esatto in contanti"

Un solo centesimo sarebbe stato sufficiente a trasformare una normale spesa in una situazione di forte disappunto. È quanto segnala una lettrice di Trieste Cafe, protagonista di un episodio avvenuto in un supermercato del centro città.

Secondo quanto riferito, la cliente si è presentata alla cassa con l'importo esatto in contanti per acquistare un litro di latte, il cui prezzo indicato sullo scontrino era di 1,49 euro. Al momento del pagamento, però, le sarebbe stato richiesto un centesimo in più, poiché il pagamento in contanti avrebbe comportato l'arrotondamento dell'importo.

Non disponendo di quel centesimo aggiuntivo, la donna racconta di essere stata costretta a utilizzare il bancomat per concludere l'acquisto, nonostante avesse con sé l'importo riportato sullo scontrino.

L'episodio ha lasciato l'amaro in bocca alla cliente, che ritiene poco comprensibile il fatto che il denaro contante, pur corrispondendo all'importo indicato, non sia stato sufficiente per effettuare il pagamento.

La segnalazione riporta inoltre come la cliente utilizzi abitualmente strumenti di pagamento elettronici, ma ritenga discutibile che, in una situazione di questo tipo, non sia stato possibile accettare il contante disponibile.

La vicenda riporta l'attenzione sul tema degli arrotondamenti nei pagamenti in contanti dopo la progressiva uscita dalla circolazione delle monete da 1 e 2 centesimi, un argomento che continua periodicamente a suscitare discussioni tra consumatori ed esercenti, soprattutto quando differenze minime possono generare incomprensioni al momento del pagamento.

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