domenica 18 ottobre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
29/09 Studio Sandrinelli
Breaking
Piazza Libertà, Massolino attacca: «La fame e la sofferenza non si mettono in pausa per gli aperitivi» ◆ Fincantieri protagonista negli Stati Uniti: a Folgiero il premio NIAF per l’industria marittima ◆ Trieste, sicurezza e provvedimenti. Fso Polizia: «Bisogna anche accertarsi che vengano rispettati» (VIDEO) ◆ Trieste, Rebek avverte i vocalist: «È rischioso quando diventi troppo animatore da villaggio» (VIDEO) ◆ Trieste, Mauro Manni invita i locali a osare: «Puoi osare, ma devi saperlo fare» (VIDEO) ◆ Porto Vecchio, Dipiazza sulla discoteca: «Entro novembre dovremmo avere la discoteca pronta» (VIDEO) ◆ Pd su piazza Libertà: «Da quando dare da mangiare a chi ha fame è problema di ordine pubblico?» ◆ Fvg, tragedia sul Grande Nabois: precipita per oltre 50 metri, muore una donna di 32 anni ◆ Si perdono nel bosco in Cansiglio: due escursionisti recuperati con il verricello dall’elicottero ◆ Il meteo di lunedì 19 ottobre, cielo sereno ◆ Trieste, Rifondazione contesta Cerno e Fratelli d’Italia: «Non neghiamo vicende storiche» ◆ Trieste, incidente a Prosecco vicino all’incrocio per Monte Grisa: scooter a terra ◆ Trieste, scontro tra auto e moto in via del Coroneo: incidente nel pomeriggio di domenica ◆ La Triestina ritrova la vittoria al Rocco: decide Lupi, tre punti contro il Conegliano ◆ San Dorligo della Valle, donna di 27 anni cade da un albero: scatta l’intervento dei soccorritori ◆ Piazza Libertà, Massolino attacca: «La fame e la sofferenza non si mettono in pausa per gli aperitivi» ◆ Fincantieri protagonista negli Stati Uniti: a Folgiero il premio NIAF per l’industria marittima ◆ Trieste, sicurezza e provvedimenti. Fso Polizia: «Bisogna anche accertarsi che vengano rispettati» (VIDEO) ◆ Trieste, Rebek avverte i vocalist: «È rischioso quando diventi troppo animatore da villaggio» (VIDEO) ◆ Trieste, Mauro Manni invita i locali a osare: «Puoi osare, ma devi saperlo fare» (VIDEO) ◆ Porto Vecchio, Dipiazza sulla discoteca: «Entro novembre dovremmo avere la discoteca pronta» (VIDEO) ◆ Pd su piazza Libertà: «Da quando dare da mangiare a chi ha fame è problema di ordine pubblico?» ◆ Fvg, tragedia sul Grande Nabois: precipita per oltre 50 metri, muore una donna di 32 anni ◆ Si perdono nel bosco in Cansiglio: due escursionisti recuperati con il verricello dall’elicottero ◆ Il meteo di lunedì 19 ottobre, cielo sereno ◆ Trieste, Rifondazione contesta Cerno e Fratelli d’Italia: «Non neghiamo vicende storiche» ◆ Trieste, incidente a Prosecco vicino all’incrocio per Monte Grisa: scooter a terra ◆ Trieste, scontro tra auto e moto in via del Coroneo: incidente nel pomeriggio di domenica ◆ La Triestina ritrova la vittoria al Rocco: decide Lupi, tre punti contro il Conegliano ◆ San Dorligo della Valle, donna di 27 anni cade da un albero: scatta l’intervento dei soccorritori ◆
Regione

Il Friuli Venezia Giulia volta pagina: tornano le Province elettive dopo dieci anni

Luca Marsi·
Il Friuli Venezia Giulia volta pagina: tornano le Province elettive dopo dieci anni

Il Friuli Venezia Giulia si prepara a una delle più importanti riforme istituzionali degli ultimi anni. Dopo un decennio dall'abolizione delle Province elettive, il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge n. 86, che ridefinisce profondamente il sistema delle autonomie locali, sancendo il ritorno delle Province come enti eletti direttamente dai cittadini e ponendo fine all'esperienza degli Enti di decentramento regionale (Edr).

La riforma arriva dopo la modifica dello Statuto speciale della Regione, introdotta con la legge costituzionale n. 1 del 2026, e apre una nuova fase nell'organizzazione amministrativa del Friuli Venezia Giulia, che tornerà a essere articolato su tre livelli istituzionali: Comuni, Province e Regione.

Un ritorno che segna una svolta istituzionale

Con l'approvazione del provvedimento viene ripristinata una struttura amministrativa che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri dell'organizzazione territoriale regionale.

Le nuove Province saranno quattro: Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone, con gli stessi confini territoriali esistenti prima della soppressione del 2016.

La legge attribuisce alle Province il compito di rappresentare e promuovere gli interessi delle rispettive comunità, favorendone lo sviluppo e coordinando le funzioni di area vasta. Viene inoltre riconosciuta la particolare vocazione internazionale e transfrontaliera del Friuli Venezia Giulia, elemento che caratterizza in modo particolare il territorio regionale.

Le Province saranno chiamate anche a promuovere le pari opportunità attraverso la designazione delle Consigliere e dei Consiglieri provinciali di parità e a valorizzare le minoranze linguistiche presenti sul territorio, comprese le varietà del dialetto veneto.

Presidente e Consiglio torneranno a essere scelti dai cittadini

Una delle novità più significative riguarda il ritorno dell'elezione diretta.

Il presidente della Provincia sarà infatti scelto direttamente dagli elettori, resterà in carica per cinque anni e potrà svolgere al massimo due mandati consecutivi.

Anche il Consiglio provinciale avrà una durata quinquennale. Il numero dei consiglieri sarà definito successivamente attraverso una specifica legge elettorale regionale.

Durante la prima seduta il Consiglio eleggerà il proprio presidente, mentre la composizione della Giunta sarà disciplinata dagli statuti delle singole Province.

Nella fase iniziale della riforma, fino al 31 dicembre 2028, ogni Giunta sarà composta esclusivamente dal presidente e da tre assessori.

La normativa introduce inoltre una specifica tutela dell'equilibrio di genere, prevedendo che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura inferiore al quaranta per cento.

Le competenze che passano dagli Edr alle Province

Dal 1° gennaio 2027 inizierà concretamente il trasferimento delle funzioni oggi esercitate dagli Enti di decentramento regionale.

Le Province erediteranno la gestione dell'edilizia scolastica relativa agli istituti superiori, con esclusione dei conservatori di musica, assumendo la responsabilità della manutenzione e della programmazione degli edifici scolastici.

Passeranno inoltre alle Province le competenze sulla viabilità di interesse provinciale, comprese le strade regionali che saranno individuate come tali e le piste ciclabili appartenenti alla rete sovracomunale.

A queste si aggiungeranno numerose funzioni autorizzatorie, tra cui il rilascio delle autorizzazioni per la raccolta dei funghi, la caccia, le manifestazioni motoristiche e ciclistiche e l'utilizzo temporaneo del demanio idrico.

Le Province diventeranno la "Casa dei Comuni"

La riforma punta anche a rafforzare il supporto ai piccoli Comuni.

Dal 1° luglio 2027, previa intesa con gli enti locali, le Province potranno svolgere attività di committenza ausiliaria a favore dei Comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti, entrando inoltre nella rete delle stazioni appaltanti.

Successivamente, dal 1° gennaio 2028, le Province offriranno assistenza tecnico-amministrativa nei settori dell'informatica, dei servizi digitali, degli espropri e della progettazione europea.

I Comuni potranno inoltre affidare alle Province la progettazione e la realizzazione di opere pubbliche attraverso specifiche delegazioni amministrative.

Il trasferimento delle altre competenze sarà graduale

Il nuovo sistema non si limiterà alle competenze iniziali.

Successive leggi regionali disciplineranno infatti il progressivo trasferimento di ulteriori funzioni riguardanti infrastrutture, trasporti, governo del territorio, ambiente, demanio idrico, difesa del suolo, agricoltura, foreste, pesca, cultura, sport, istruzione, politiche sociali, lavoro, giovani e attività produttive.

Per coordinare questo percorso sarà istituita una Cabina di regia composta dagli assessori regionali competenti, dai direttori centrali della Regione, dai futuri presidenti delle Province e dall'Anci.

Conferenze dedicate a scuole e servizi

Per garantire un coordinamento stabile saranno istituite specifiche Conferenze provinciali dedicate all'edilizia scolastica e all'assistenza tecnico-amministrativa.

Vi prenderanno parte assessori regionali, dirigenti, rappresentanti degli studenti e sindaci dei Comuni interessati.

Sono previste anche Conferenze interprovinciali dedicate alle questioni comuni tra più territori.

Il personale passerà automaticamente alle Province

Dal 1° gennaio 2027 tutto il personale regionale attualmente impiegato presso gli Edr sarà trasferito automaticamente alle nuove Province.

La legge garantisce la piena continuità lavorativa, mantenendo anzianità di servizio, progressioni economiche e trattamento giuridico.

Anche gli incarichi dirigenziali già conferiti rimarranno validi fino al 30 giugno 2028, assicurando continuità amministrativa durante la fase di transizione.

Ogni Provincia potrà inoltre avvalersi di un Segretario provinciale con funzioni di assistenza giuridico-amministrativa e, qualora lo ritenga opportuno, nominare anche un Direttore generale incaricato dell'attuazione degli indirizzi politici.

Un Fondo unico garantirà l'autonomia finanziaria

La riforma istituisce anche il Fondo unico provinciale, destinato a garantire il funzionamento delle nuove Province.

Le modalità di riparto e l'entità delle risorse saranno definite con una successiva legge regionale, tenendo conto delle funzioni effettivamente esercitate da ciascun ente.

Durante la fase transitoria, inoltre, l'indennità spettante agli amministratori provinciali sarà equiparata a quella prevista per il sindaco del Comune più popoloso della rispettiva Provincia.

Una transizione che accompagnerà il ritorno delle Province

Fino al 31 dicembre 2026 saranno gli attuali direttori generali degli Edr a predisporre tutti gli atti necessari alla loro liquidazione e alla nascita delle nuove Province.

Dal 1° gennaio 2027 e fino all'insediamento degli organi eletti dai cittadini, l'amministrazione provinciale sarà affidata a commissari straordinari nominati dalla Giunta regionale.

Le elezioni provinciali saranno indette soltanto dopo il completamento del processo di costituzione delle Province e dopo l'approvazione di almeno sei ulteriori leggi regionali che disciplineranno nel dettaglio le funzioni fondamentali e le relative risorse.

Una riforma destinata a cambiare il volto delle autonomie locali

Con il via libera del Consiglio regionale prende dunque forma una riforma destinata a incidere profondamente sull'organizzazione istituzionale del Friuli Venezia Giulia.

Il ritorno delle Province elettive rappresenta uno dei cambiamenti amministrativi più rilevanti degli ultimi anni e apre una nuova stagione per il governo del territorio, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare il coordinamento tra Regione e Comuni, valorizzare le funzioni di area vasta e riportare ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente gli organi di governo provinciali.

Articoli correlati

Turismo: Bini, l'enogastromonia unisce i territoriRegione

Turismo: Bini, l'enogastromonia unisce i territori

"Le eccellenze agroalimentari e la tradizione enogastronomica sono tra i principali fattori di attrazione turistica del Friuli Venezia Giulia. Valorizzarle attraverso progetti condivisi significa trasformarle in opportunità concrete per le

redazione·17 ott 2026·3 min