Fine vita. Cabibbo (Fi): "Fvg corretto, no Regioni in ordine sparso"

"Corretta e pienamente rispettosa del quadro costituzionale la posizione assunta dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sul fine vita. Una materia che riguarda il bene fondamentale e inalienabile della vita non può essere affrontata attraverso iniziative regionali frammentate: le Regioni non hanno potestà legislativa e non possiamo immaginare che diritti fondamentali vengano disciplinati diversamente a seconda del territorio in cui si vive". Lo afferma in una nota Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, puntualizzando di essere intenzionato a "esprimere una posizione equilibrata e costruttiva". "Quella che abbiamo posto in Friuli Venezia Giulia - osserva Cabibbo - è una pregiudiziale costituzionale, non una fuga dal confronto. Al contrario: proprio perché consideriamo il tema di enorme rilevanza, riteniamo che debba essere affrontato nella sede propria, che è quella parlamentare. Le pronunce della Corte costituzionale vanno rispettate, ma spetta al legislatore nazionale costruire un quadro normativo organico e uniforme, come peraltro ha già chiarito anche l'Avvocatura generale dello Stato".
Cabibbo continua: "Si vada nella direzione indicata a livello nazionale da Forza Italia e chiaramente espressa dal capogruppo al Senato Stefania Craxi, in relazione al testo Zanettin-Zullo già depositato in Parlamento. È una posizione di cui condivido pienamente l'equilibrio, lo sforzo di mediazione e la capacità di sintesi: tutela della vita e rispetto della sentenza della Consulta, ma anche centralità delle cure e dignità della persona, conferma del compito istituzionale del servizio sanitario nazionale e libertà di coscienza nel rispetto della solidarietà comunitaria. È un approccio serio, che non si sottrae al confronto, ma evita di trasformare una questione così delicata ed importante in una mera e dannosa contrapposizione ideologica".
Secondo Cabibbo "il primo compito delle istituzioni è garantire che nessuno venga lasciato solo davanti alla sofferenza. Questo significa rafforzare le cure palliative, l'assistenza e l'accompagnamento delle persone e delle famiglie. La dignità della persona è tutelata solo se è garantito effettivamente il diritto a ricevere cure adeguate e dal rispetto delle diverse sensibilità di chi è chiamato ad assistere". "Come Forza Italia - rimarca il capogruppo - siamo pronti a contribuire al confronto nazionale con lo stesso spirito con cui abbiamo affrontato il tema in Friuli Venezia Giulia: senza scorciatoie o fughe in avanti, senza forzature e senza contrapposizioni ideologiche. Il tema del fine vita richiede equilibrio, rispetto della Costituzione e responsabilità. Per questa ragione stiamo lavorando unitariamente, nel confronto serio e costruttivo tra le diverse anime del partito, per un risultato che distingua con rigore tra il dovere pubblico di curare e accompagnare e la non punibilità, in casi eccezionali, di comportamenti volontari e sottoposti a controlli severi, nel solco tracciato dalla Corte costituzionale". "Mi auguro - conclude la nota - che il Parlamento, l'unica istituzione a ciò legittimata, trovi una sintesi capace di tenere insieme la tutela della vita, la dignità della persona, le cure e la libertà di coscienza".
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