'Veglia funebre della Repubblica', sorpresa in centro a Trieste: c'è anche Stefano Puzzer! (VIDEO)
Sorpresa nel corso della serata di mercoledì 1 giugno 2022 in centro a Trieste, location dell’iniziativa del locale Comitato No Green Pass denominata 'Veglia funebre della Repubblica'.
Qualche centinaia le persone presenti alla fiaccolata, con tanto di bara a inizio corteo.
Tra i presenti, a sorpresa, anche il già portuale triestino Stefano Puzzer, attuale coordinatore del gruppo “La gente come noi”, oltre al consigliere comunale del Movimento 3V Marco Bertali con una corposa presenza di supporter.
Il corteo, partito da piazza Goldoni, si è poi snodato in centro percorrendo via Pellico, Scala dei Giganti, via Pellico, via Gallina, piazza San Giovanni, via delle Torri, via Ponchielli, via Santa Caterina, via Mazzini, Riva Tre Novembre, Riva dei Caduti, via Mercato Vecchio, via dell’Orologio, Piazza Unità D’Italia con arrivo finale sul Molo Audace.
Di seguito le motivazioni dei responsabili dell’iniziativa: "È legittimo dubitare che quella italiana sia mai stata effettivamente una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” come recita l'articolo 1 della Costituzione. Dopo i ricatti e le discriminazioni dell’obbligo vaccinale e del lasciapassare verde, questi dubbi son diventati certezze. Milioni di lavoratori hanno subito sul proprio corpo l’imposizione di un trattamento “sanitario” obbligatorio, volto all’esibizione di una tessera di fedeltà al regime per poter continuare a lavorare. Questo non è che il culmine di un attacco generalizzato alla classe lavoratrice, che va avanti da decenni, fatto di salari sempre più bassi, precarizzazione, lavoro gratuito degli studenti e dei “volontari” del servizio civile, innalzamento dell’età pensionabile, negazione di condizioni di sicurezza… Oggi ci troviamo in una condizione di disastro sociale, aggravato dalle politiche di “emergenza sanitaria” portate avanti dagli ultimi due governi, a cui si aggiunge la criminale partecipazione, con fornitura di armi, della “Repubblica che ripudia la guerra” (art. 11 della Costituzione) al conflitto in Ucraina, che stiamo tutti pagando in termini di crisi economica, caro vita e aumento delle spese militari a discapito di sanità, istruzione e spesa sociale. Ai lavoratori che osano ribellarsi a tutto questo, la “Repubblica democratica fondata sul lavoro” ha risposto con la compressione del diritto allo sciopero, con le manganellate e con i licenziamenti politici, come successo anche nella nostra città a danno dei portuali. Per tutto questo, all’ipocrisia della festa del 2 giugno, opponiamo la nostra veglia funebre per la morte conclamata della Costituzione della Repubblica. Questo “lutto” non significa per noi rassegnarsi ad un futuro fatto di discriminazioni, miseria e autoritarismo, ma, al contrario, rilanciare la lotta per il riscatto sociale, la dignità del lavoro e l'affermazione delle nostre libertà”.
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