Movida a Trieste, Ramazzina teme il dopo feste: «Gennaio e febbraio...» (VIDEO)

Barcolana, poi novembre, dicembre e le festività. Ma cosa accade ai locali di Trieste quando le grandi occasioni finiscono e arrivano gennaio e febbraio?
È Riki Ramazzina a porre la domanda durante la parte conclusiva della diretta di Trieste Cafe dedicata alla movida.
Mentre gli altri ospiti ragionavano sulla ripartenza degli eventi autunnali, l'imprenditore ha spostato lo sguardo qualche mese più avanti.
«Prima sentivo che si nominava novembre, dicembre e io ho avuto un bel pensiero e subito dopo ho pensato che, per esempio, per i locali a Trieste arriva il gennaio, febbraio», ha raccontato.
Prima, però, c'è la Barcolana
Per il momento l'attenzione delle attività resta concentrata sulla Barcolana.
«Adesso tutti premiamo per questa Barcolana e tutti gli anni siamo stati soddisfatti», ha spiegato Ramazzina.
L'imprenditore ha parlato di diverse collaborazioni in preparazione, citando anche Mauro Manni e scherzando sull'ipotesi di farlo iniziare con la musica addirittura alle cinque del mattino.
Dietro la battuta c'è però una realtà economica precisa: la Barcolana rappresenta uno dei periodi nei quali il movimento in città può incidere fortemente sull'attività dei locali.
Poi arriveranno i mesi più delicati
Terminata la stagione degli appuntamenti autunnali e natalizi, lo scenario può cambiare.
Ed è proprio a quel punto che Ramazzina preferisce non spingersi troppo avanti con le previsioni.
«È meglio non pensare tanto in avanti. È meglio preoccuparsi delle giornate che abbiamo vicino», ha affermato.
Una filosofia imprenditoriale improntata alla prudenza, soprattutto in un momento nel quale, come emerso durante l'intera trasmissione, costi e abitudini del pubblico stanno rendendo più complessa la programmazione.
Una movida fatta di picchi e rallentamenti
L'intervento si collega perfettamente al ragionamento sviluppato da Mauro Manni durante la stessa puntata.
Trieste, secondo Manni, vive ancora periodi nei quali «c'è di tutto» alternati ad altri nei quali l'offerta si riduce.
La sfida per i locali diventa allora non soltanto sfruttare i grandi appuntamenti, ma riuscire a costruire una sostenibilità anche nei mesi nei quali la città rallenta.
E gennaio e febbraio, nel ragionamento di Ramazzina, rappresentano proprio il banco di prova più lontano dai riflettori delle grandi manifestazioni.
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