Trieste, quanto costa davvero una discoteca? Rebek: «Non avete idea dei costi» (VIDEO)

Aprire una discoteca è una cosa. Riuscire a mantenerla economicamente in vita durante l'intera settimana è tutt'altra partita.
Stefano Rebek ha portato il tema dei costi al centro del dibattito sulla mancanza di grandi discoteche a Trieste, sostenendo che una singola serata di successo non sia sufficiente per rendere sostenibile una struttura tradizionale.
«Non è che tu apri il sabato sera e fai il figo», ha affermato durante la diretta di Trieste Cafe.
«Devi riuscire a fare almeno tre sere per vivere»
Secondo Rebek, il punto debole di una discoteca tradizionale è rappresentato dai costi fissi e di gestione.
«Tu devi fare il venerdì, devi fare il mercoledì, devi riuscire a fare almeno tre sere per vivere», ha sostenuto.
Nel suo intervento ha citato tra le voci da sostenere l'affitto, la Siae, la sicurezza e gli adeguamenti necessari alla struttura.
«Voi non avete neanche idea dei costi che ha una discoteca», ha aggiunto.
Una considerazione che si collega direttamente a quanto affermato poco prima da Riki Ramazzina: una vera discoteca, con grandi DJ e grandi numeri, richiede investimenti importanti e non può reggersi soltanto sul sabato sera.
La sicurezza non può essere ridimensionata
Rebek ha inoltre sottolineato che proprio il capitolo sicurezza non può essere considerato un terreno sul quale risparmiare.
Il ragionamento sviluppato in diretta è che gli standard devono restare elevati, mentre sarebbe necessario ragionare sulle modalità con cui vengono regolamentate le nuove formule di intrattenimento.
Anche i controlli incidono sulla sostenibilità
C'è poi il problema della convivenza con i residenti.
Secondo Rebek, ripetute segnalazioni per il rumore possono portare a controlli e successivamente a sanzioni.
Il risultato è che chi investe in un'attività notturna deve considerare non soltanto la capacità di riempire il locale, ma una lunga serie di fattori economici e gestionali.
La domanda sulla discoteca di Trieste diventa quindi molto più complessa.
Non basta chiedersi se il pubblico la vorrebbe. Bisogna capire se quello stesso pubblico sarebbe sufficiente a sostenerla per più giorni alla settimana e a coprire i costi necessari per mantenerla operativa.
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