Monti-Slokar, confronto di fuoco: «State bloccando il futuro». «Città non può vivere di solo turismo» (VIDEO)

Porto Vecchio, sicurezza, immigrazione, turismo, lavoro, social housing e persino qualche stoccata sul percorso verso le Comunali di Trieste del 2027. Il confronto tra Federico Monti di Adesso Trieste e Danilo Slokar della Lega, andato in onda lunedì 28 settembre nel palinsesto di Trieste Cafe, ha mantenuto fin dai primi minuti la promessa fatta in apertura dal direttore Luca Marsi: un faccia a faccia «spumeggiante» e ricco di contrapposizioni.
Due visioni molto differenti della città si sono incrociate soprattutto sui due grandi temi della serata: il futuro del Porto Vecchio-Porto Vivo e la sicurezza a Trieste. E proprio sul Porto Vecchio il confronto si è acceso quasi immediatamente.
Monti: «Il Porto Vecchio è una grande opportunità per Trieste»
La prima domanda ha messo subito sul tavolo il nodo centrale: Porto Vecchio, sviluppo o grande rischio per Trieste?
Monti non ha contestato la necessità di rigenerare l'area. Al contrario, l'ha definita «una grande opportunità per Trieste», indicando tra le prospettive possibili la crescita economica, la creazione di lavoro qualificato e nuovi spazi per ricerca e università.
Per il portavoce di Adesso Trieste, però, il punto critico riguarda il percorso seguito per arrivare all'attuale impostazione.
«Le cose si potevano fare diversamente», ha sostenuto Monti, richiamando il ricorso presentato da WWF e Legambiente e contestando le modalità con cui, secondo la sua ricostruzione, sarebbero stati separati e riuniti i diversi interventi. Monti ha parlato apertamente di «gioco delle tre carte» e sostenuto la necessità della valutazione ambientale per un intervento delle dimensioni previste.
Il riferimento al ricorso e al confronto pubblico sul progetto è coerente con il dibattito politico cittadino di questi giorni, che vede Monti tra gli esponenti intervenuti pubblicamente sul tema.
Monti: «Possiamo tornare a essere protagonisti delle scelte»
Secondo Monti, ci sarebbe ancora il tempo per correggere la rotta.
«La gara non è ancora stata bandita», ha sottolineato, indicando la possibilità di riportare cittadini e amministrazione al centro delle decisioni sul futuro dell'area. Tra gli strumenti citati anche Ursus e una gestione pubblica che, nella sua visione, dovrebbe essere «più mirata, più strategica» e maggiormente orientata allo sviluppo complessivo della città.
Ed è qui che è arrivata una delle accuse politicamente più pesanti del confronto: Monti ha paventato il rischio che il progetto finisca per trasformarsi soprattutto in una «speculazione immobiliare».
Slokar contrattacca: «Fermarsi adesso è un danno enorme»
La replica di Slokar è partita con una battuta indirizzata direttamente all'avversario: «Nonostante abbia meno anni di me, parla da anziano».
Poi il tono è diventato politico.
Per l'esponente della Lega, il pericolo principale non sarebbe procedere con il progetto, bensì bloccarlo proprio adesso.
«Rimanere fermi in questo momento è un danno enorme alla città», ha sostenuto Slokar, secondo il quale una battuta d'arresto rischierebbe di trascinare la vicenda per decenni.
Durissimo anche il passaggio rivolto a chi contesta il percorso: Slokar ha affermato di non comprendere «con che coraggio queste persone si prendono la responsabilità di buttare tutto alle ortiche, tutto il lavoro che è stato fatto finora».
Social housing, altro terreno di scontro
Il confronto si è poi spostato sul social housing in Porto Vecchio.
Slokar ha richiamato una precedente proposta di Monti sull'ipotesi di inserire questa forma di residenzialità nell'area, manifestando apertamente la propria contrarietà.
Monti ha immediatamente replicato spiegando la propria concezione del social housing: uno strumento destinato anche alla classe media che non può accedere agli alloggi Ater ma, allo stesso tempo, non dispone delle risorse necessarie per acquistare una casa.
Come modello ha citato la rigenerazione del porto di Amburgo, sostenendo che lavoro e residenzialità possano convivere all'interno di un grande processo di trasformazione urbana.
Slokar: «I ricorrenti sono organismi politici»
È stato però il tema dei ricorsi a far salire ulteriormente la temperatura.
Monti ha rivendicato il diritto di chiedere verifiche sulla correttezza delle procedure. Slokar ha risposto sostenendo che i ricorrenti sarebbero «organismi politici» e accusando una parte dell'opposizione di utilizzare determinate iniziative per bloccare l'altra parte politica.
Nella sua lettura, il centrodestra starebbe invece cercando di portare avanti sviluppo e lavoro.
Monti ha immediatamente rilanciato con una domanda: «Che lavoro stai offrendo a Porto Vecchio con questo tipo di intervento?».
Secondo l'esponente di Adesso Trieste, Trieste non dovrebbe accontentarsi di una prospettiva occupazionale prevalentemente collegata ad alberghi e servizi, ma interrogarsi su quali attività economiche e professionali insediare nella nuova area.
Turismo contro diversificazione: due modelli di sviluppo
Qui sono emerse forse con maggiore chiarezza le due impostazioni.
Slokar ha insistito sulla necessità di puntare sul turismo di qualità, citando modelli internazionali come Cannes e Dubai.
Monti ha invece osservato che «Trieste non può vivere di solo turismo», chiedendo una maggiore diversificazione delle funzioni economiche e tornando sull'opportunità di portare nell'area anche attività differenti.
Il botta e risposta si è fatto talmente serrato che Marsi è dovuto intervenire per restituire la parola a Monti.
Monti: «Il progetto giace negli uffici da ottobre 2024»
Monti ha quindi respinto l'idea che i ritardi possano essere imputati all'opposizione, sostenendo che il progetto di Porto Vivo si trovi negli uffici comunali dall'ottobre 2024.
Slokar ha invece collegato l'accelerazione dello scontro politico all'avvicinarsi delle elezioni, portando il confronto direttamente sul terreno delle Comunali 2027.
Il tema ha aperto una parentesi sul centrosinistra e sulle eventuali primarie. Monti ha ribadito che l'obiettivo è cercare una soluzione condivisa, ma ha aggiunto che, in assenza di un'altra soluzione, la proposta è quella di «andare verso le primarie». Testo incollato
La posizione sulle primarie è stata espressa pubblicamente da Adesso Trieste anche nella recente assemblea dell'organizzazione, che ha confermato il proprio percorso all'interno di Futuro in Comune. Trieste Cafe
Secondo round: sicurezza a TriesteArchiviato, almeno momentaneamente, il Porto Vecchio, la seconda grande domanda ha cambiato completamente scenario:
Trieste è davvero meno sicura oppure la politica sta esasperando la percezione?
Per Slokar non si tratterebbe semplicemente di percezione.
L'esponente della Lega ha richiamato rapine, aggressioni e immigrazione, citando anche le immagini trasmesse nella puntata di Fuori dal Coro dedicata alla situazione di Trieste e della rotta balcanica.
«Non c'è un'idea, non è una sovrastima di insicurezza. C'è l'insicurezza», ha affermato. Testo incollato
Monti: «Siete al governo della città da oltre dieci anni»
Monti ha ribaltato immediatamente il ragionamento sulle responsabilità politiche.
«Vedremo con il prossimo governo della città, se siete al governo di questa città da dieci anni, più di dieci anni già prima e non si è fatto granché», ha replicato.
Slokar ha contestato l'attribuzione delle responsabilità al Comune, chiamando in causa anche altri livelli istituzionali e auspicando un intervento più deciso della Prefettura.
Monti: «Lo stato di insicurezza è palpabile»
Su un punto, tuttavia, Monti non ha negato l'esistenza del problema.
«Sicuramente lo stato di insicurezza è palpabile da tutti», ha affermato, ma ha ricondotto una parte dell'attuale situazione a quella che considera una mancanza di gestione pubblica dell'accoglienza.
Monti ha ricordato le persone che vivevano nel Silos e ha sostenuto che l'assenza di una gestione adeguata avrebbe contribuito a creare le condizioni per l'esasperazione della situazione.
La soluzione, nella sua prospettiva, sarebbe un'accoglienza «gestita adeguatamente, controllata», accompagnata da un contrasto deciso ai reati e alle vessazioni attraverso strutture appropriate.
Slokar: «Mandali via»
Slokar ha contestato radicalmente questa impostazione.
«Mandali via, Federico», è stata una delle sue repliche più nette durante il confronto.
La discussione si è così spostata sulla capacità dello Stato di intervenire, sulla gestione dei flussi migratori, sulle conseguenze degli episodi criminali e sulle responsabilità dei diversi livelli istituzionali.
Monti ha insistito sul fatto che «dove non c'è lo Stato» si creano spazi nei quali possono inserirsi «rapinatori» e persone che sfruttano il fenomeno migratorio, sostenendo che proprio questi fenomeni vadano contrastati.
Slokar, dal canto suo, ha accusato la politica di contribuire alla destabilizzazione e ha respinto l'idea che le responsabilità possano essere ricondotte esclusivamente alla parte politica che governa.
DI SEGUITO IL VIDEO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli correlati
PoliticaRusso rilancia la sfida sul Porto Vecchio: «Decide quale Trieste vogliamo diventare»
Il Porto Vecchio come "madre di tutte le battaglie" politiche di Trieste , un'area sulla quale, secondo Francesco Russo, si gioca non soltanto una grande operazione urbanistica, ma la scelta del modello di città per i prossimi decenni. È un
PoliticaTrieste, Dambrosi dopo “Fuori dal Coro”: «Rotta balcanica, dove sono finite le donne?»
Il reportage di “Fuori dal Coro” dedicato alla rotta balcanica , partito da Trieste e arrivato fino in Bosnia, apre un nuovo fronte di riflessione in città. A intervenire è Roberta Dambrosi, consigliera della V Circoscrizione , che prende s
PoliticaCrisi Startech Trieste: Cason, vicinanza ai lavoratori. «Le istituzioni locali sono e resteranno al fianco dei dipendenti per difendere un’eccellenza del territorio»
COMUNICATO STAMPA Trieste, 28 settembre 2026 – «Esprimo la mia più profonda e sincera solidarietà agli oltre 300 dipendenti della Startech di Trieste e alle loro famiglie, che stanno attraversando un periodo di pesante incertezza economica
PoliticaTrieste, 4 ex appartenenti a Forze Armate e Polizia: «Serve inversione di rotta verso diplomazia e pace»
Un appello affinché si torni a puntare sulla diplomazia e sulla ricerca di una soluzione al conflitto, accompagnato dalla preoccupazione per la presenza di militari italiani ai confini orientali dell'Europa. È il contenuto della lettera inv
