mercoledì 16 settembre 2026
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Politica

Trieste, Rifondazione contro gli “alberi in scatola”: «50mila euro per un progetto totalmente inutile»

redazione·
Trieste, Rifondazione contro gli “alberi in scatola”: «50mila euro per un progetto totalmente inutile»

Duro attacco di Rifondazione Comunista Trieste e Giovani Comunisti Trieste contro il progetto dei cosiddetti “alberi in scatola” e, più in generale, contro le politiche sul verde urbano dell'amministrazione comunale. In una nota le due realtà contestano la scelta della Giunta, parlando di «un contentino scenografico, costoso e totalmente inutile» e indicando in 50mila euro la somma di denaro pubblico impiegata per l'intervento.

Le valutazioni sull'efficacia del progetto e sulle condizioni degli alberi sono espresse da Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti e rappresentano quindi la loro posizione politica.

«L'ennesimo fallimento dell'attuale Giunta»

Il giudizio sul progetto è particolarmente severo. Rifondazione definisce la comparsa degli “alberi in scatola” «l'ennesimo fallimento dell'attuale Giunta».

Secondo la nota, l'amministrazione avrebbe presentato l'intervento come una soluzione contro le isole di calore, ma il risultato sarebbe ben distante dagli obiettivi dichiarati.

«Cinquantamila euro di soldi pubblici spesi per un arredo precario, trasformatosi in poche settimane in una triste presa in giro», sostengono Rifondazione Comunista Trieste e Giovani Comunisti Trieste.

Le due realtà descrivono quindi «alberi striminziti, molti dei quali rinsecchiti, soffocati in contenitori inadeguati sotto il sole cocente», una situazione che, nella loro lettura, mostrerebbe «la fragilità di un progetto tirato su in fretta e furia solo per fare propaganda».

«Questa non è politica ambientale»

La contestazione va però oltre il singolo intervento.

«Questa non è politica ambientale», affermano Rifondazione e Giovani Comunisti, che chiedono per Trieste una strategia differente nella gestione degli spazi urbani.

La proposta indicata nella nota passa attraverso una rigenerazione urbana fondata sulla decementificazione e sulla realizzazione di nuove aree verdi, con l'obiettivo di aumentare le zone d'ombra e intervenire anche nei quartieri popolari e nelle piazze caratterizzate da una forte presenza di superfici asfaltate.

È proprio su questo punto che si concentra una delle principali critiche politiche rivolte alla Giunta. Secondo Rifondazione, anziché procedere con una pianificazione strutturale, l'amministrazione avrebbe scelto quella che il partito definisce «la strada della più becera e vergognosa propaganda».

La polemica sull'utilizzo delle risorse

Nel documento viene sollevata anche la questione delle priorità nella destinazione delle risorse pubbliche.

«Mentre le risorse per i servizi sociali, la casa, la sanità e i trasporti scarseggiano, si trovano con facilità decine di migliaia di euro per assurdi cassettoni di legno», si legge nella nota.

Anche in questo caso si tratta della valutazione politica espressa dai firmatari, che utilizzano il progetto per porre un tema più ampio relativo alle scelte ambientali e sociali per la città.

«Trieste merita una visione ecologica seria e duratura»

Rifondazione Comunista Trieste e Giovani Comunisti Trieste concludono chiedendo un cambio di impostazione.

«Trieste merita una visione ecologica seria, democratica e duratura basata su un complessivo progetto di rigenerazione urbana», affermano.

L'alternativa indicata è dunque quella di interventi strutturali sul verde e sulla conformazione degli spazi pubblici, contrapposti a quello che le due realtà politiche definiscono «un assurdo progetto di propaganda pagato dai cittadini».

Una presa di posizione particolarmente dura che riporta così al centro del confronto politico cittadino il tema del verde urbano, delle isole di calore e della gestione degli spazi pubblici, con Rifondazione e Giovani Comunisti che chiedono di spostare l'attenzione dagli interventi temporanei verso un piano complessivo di rigenerazione della città.

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