Danielis-Valerio: «Non è più la città sicurissima» – «La sicurezza non è di destra né di sinistra» (VIDEO)

Sicurezza, carenza di personale, controlli al confine, poliziotto di quartiere, telecamere, parcheggi, pedonalizzazioni, autobus, biciclette e turismo. È stato un confronto serrato, ma caratterizzato anche da alcuni punti di convergenza, quello tra Elena Danielis, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle, e Sandro Valerio, coordinatore provinciale di Noi Moderati, protagonisti del primo faccia a faccia della nuova stagione di Trieste Cafe, condotto dal direttore Luca Marsi.
Due posizioni politiche differenti, una collocata nell'area di opposizione e l'altra nella maggioranza di centrodestra, che sui grandi temi cittadini hanno mostrato distanze ma anche qualche sorprendente terreno comune. A partire proprio dalla sicurezza.
Danielis: «Trieste non è più la città sicurissima dove siamo cresciuti»
La prima domanda di Luca Marsi è stata diretta: Trieste oggi è una città sicura?
Danielis non ha nascosto la propria preoccupazione.
«Trieste non è più la città sicurissima dove siamo cresciuti», ha affermato, collegando il fenomeno soprattutto alla situazione economica e sociale e distinguendo questa lettura da quella che attribuisce principalmente il problema all'immigrazione. La coordinatrice regionale del M5S ha comunque riconosciuto che anche l'immigrazione abbia «un suo peso».
Per Danielis una delle prime questioni da affrontare riguarda gli organici delle forze dell'ordine.
La sua proposta è quella di riportarli a pieno regime, valutando anche un diverso utilizzo del personale oggi impegnato nei controlli ai confini.
Ma, nella lettura dell'esponente pentastellata, la risposta non può essere esclusivamente repressiva.
«Il grosso lavoro da fare è sociale»
Danielis ha insistito infatti sulla necessità di intervenire sulle condizioni che possono alimentare disagio e devianza giovanile.
«Il grosso lavoro da fare è sociale», ha spiegato, richiamando disoccupazione, assenza di prospettive e difficoltà economiche.
Secondo la coordinatrice M5S, una parte della criminalità più visibile coinvolge fasce giovani della popolazione: «Sono giovani arrabbiati e sono giovani che non hanno una prospettiva, non hanno un obiettivo, non hanno un futuro».
Da qui la richiesta di un lavoro «educativo, sociale» accompagnato da un maggiore «controllo del territorio».
Valerio sorprende: «La sicurezza non è di destra e non è di sinistra»
La replica di Sandro Valerio ha subito mostrato un primo terreno di incontro.
«So che stupirò abbastanza», ha esordito, spiegando come davanti ad alcuni episodi sia difficile non riconoscere l'esistenza di un problema.
Il coordinatore provinciale di Noi Moderati ha quindi pronunciato una delle frasi centrali del confronto: «La sicurezza non è di destra e non è di sinistra».
Valerio ha distinto tra criminalità più grave, citando spaccio, furti e rapine, e alcuni fenomeni di disturbo legati ai giovanissimi, richiamando anche il termine «maranza».
Una distinzione che, secondo l'esponente di Noi Moderati, deve permettere di affrontare fenomeni differenti con strumenti differenti.
Valerio: «Ripristinare il poliziotto di quartiere»
Valerio ha portato nel confronto anche la propria esperienza professionale, ricordando di aver lavorato per quasi quarant'anni come ispettore in Questura.
Sul piano delle misure concrete ha rivendicato l'importanza del potenziamento delle telecamere e indicato la necessità di continuare a lavorare sugli organici delle forze dell'ordine. Ha inoltre richiamato la dotazione di armi alla Polizia locale, considerandola un deterrente.
Ma la proposta più significativa è stata un'altra: il ritorno del poliziotto di quartiere.
«Con la mia esperienza punterei anche sul discorso di ripristinare il poliziotto del quartiere», ha affermato Valerio, sottolineando ancora una volta che la sicurezza rappresenta «un diritto che è di tutti».
Danielis apre alla proposta di Valerio: «La sposerei domani mattina»
Ed è proprio qui che il confronto ha prodotto uno dei momenti politicamente più interessanti.
Danielis non ha respinto la proposta proveniente dall'esponente della maggioranza. Al contrario.
«Apprezzo la proposta del poliziotto di quartiere perché anch'io credo che sia una risposta», ha dichiarato.
Secondo Danielis, una presenza di questo tipo consentirebbe di avere personale capace di conoscere in profondità territorio e persone, offrendo risposte immediate e diventando un punto di riferimento.
Poi l'apertura ancora più esplicita: «Potrebbe essere una proposta che sposerei domani mattina».
Una convergenza significativa, anche se subito dopo sono riemerse le distanze politiche.
Danielis attacca il centrodestra: «Non vedo risultati concreti»
La coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle si è detta infatti insoddisfatta di quanto realizzato dal centrodestra sul fronte della sicurezza a livello regionale e locale.
Danielis ha contestato in particolare la distanza che, a suo giudizio, esisterebbe tra le promesse elettorali su immigrazione, sicurezza e ordine pubblico e i risultati ottenuti.
Ha quindi sollevato il problema degli organici, soffermandosi anche sulla Polizia locale e sui controlli al confine.
Secondo Danielis, mantenere personale delle forze dell'ordine ai valichi non produrrebbe risultati sufficienti: «Tutto questo a me sembra solo propaganda. Non vedo risultati concreti».
Valerio: «È un argomento più facile da cavalcare dall'opposizione»
Valerio ha replicato sottolineando come una parte delle competenze sugli organici delle forze di polizia non dipenda direttamente dall'amministrazione comunale.
«Questo è un argomento che ovviamente è più facile cavalcare da parte dell'opposizione, perché ci sono comunque delle criticità», ha osservato.
Nel botta e risposta Danielis ha precisato di riferirsi anche alla Polizia locale e Valerio ha riconosciuto la necessità di «cercare in qualche modo di accelerare i tempi».
Il coordinatore provinciale di Noi Moderati ha comunque difeso il lavoro svolto dagli operatori, sottolineando le difficoltà quotidiane e la necessità di rafforzare la presenza soprattutto nei rioni.
Secondo round: auto, parcheggi e centro città
Archiviata la sicurezza, il confronto si è spostato su un altro tema destinato a pesare nel dibattito politico triestino: quale futuro per le automobili nel centro di Trieste?
Marsi ha posto ai due ospiti una scelta precisa: togliere progressivamente le auto dal centro oppure creare prima nuovi parcheggi?
Valerio ha chiarito che Noi Moderati è favorevole all'aumento delle aree pedonali, ma ponendo una condizione.
«Bisogna pedonalizzare Trieste senza renderla meno accessibile e senza chiudere tutte le strade alle macchine», ha spiegato.
Per Valerio servono quindi parcheggi, eventualmente anche in centro, e un trasporto pubblico sempre più efficiente e rapido.
Valerio: «I parcheggi sono fondamentali anche per i turisti»
L'esponente di Noi Moderati ha posto inoltre l'accento sulle esigenze delle attività produttive, ricordando come anche tra commercianti e operatori economici possano esistere sensibilità differenti rispetto alle pedonalizzazioni.
Il ragionamento si è poi allargato al turismo.
Secondo Valerio, la forte crescita delle presenze turistiche rende il problema dei parcheggi ancora più importante, considerando anche quella parte di visitatori che raggiunge Trieste con il proprio mezzo.
«È ovvio che non è solo un discorso di Trieste, ma anche i turisti che vengono in macchina», ha sottolineato.
Danielis: «I parcheggi di cintura sono già previsti, ma non sono stati messi in cantiere»
Su questo punto la posizione di Danielis è risultata differente.
La coordinatrice M5S ha ricordato che, secondo quanto previsto dagli strumenti di pianificazione cittadina da lei richiamati durante la diretta, dovrebbero essere realizzati parcheggi di cintura.
«Questa amministrazione, oltre ad averli messi sulla carta, non li ha evidentemente messi in cantiere», ha attaccato.
Per Danielis, però, i parcheggi esterni al centro funzionano soltanto se accompagnati da navette capaci di portare rapidamente le persone verso il cuore della città.
Il nodo dell'età media e dell'accessibilità
Danielis ha poi introdotto un'altra questione: quella di una popolazione cittadina anziana e delle conseguenti esigenze di mobilità.
Secondo l'esponente M5S, non sarebbe realistico immaginare un centro completamente pedonalizzato senza tenere conto di chi presenta maggiori difficoltà negli spostamenti.
A complicare ulteriormente il quadro c'è la particolare conformazione geografica di Trieste.
Danielis l'ha descritta come una «mezzaluna schiacciata tra il Carso e il mare», sottolineando come le strade di attraversamento rendano più complesso applicare modelli di mobilità pensati per città con caratteristiche differenti.
Danielis: «Eviterei ulteriori contenitori di macchine in centro»
La differenza più netta tra i due ospiti è emersa proprio sulla collocazione dei parcheggi.
«Io eviterei i parcheggi centrali», ha affermato Danielis.
La ragione è semplice: nella sua lettura ogni nuovo parcheggio centrale diventa un attrattore di traffico.
L'obiettivo dovrebbe essere quindi spostare la maggior parte dei grandi parcheggi fuori dal centro e collegarli efficacemente con il trasporto pubblico.
Danielis ha peraltro espresso un giudizio positivo sul servizio pubblico triestino, definendolo «estremamente capillare, molto frequente, buono» e ricordando di utilizzarlo personalmente più dell'automobile. Il punto sul quale ritiene possibile intervenire maggiormente è quello delle coincidenze tra diverse linee.
Valerio: «Se uno ha una macchina è giusto anche che la utilizzi»
Valerio ha invece difeso la necessità di mantenere anche una possibilità concreta di utilizzo dell'automobile.
«Bisogna costruire anche dei parcheggi proprio perché se uno ha una macchina è giusto anche che la utilizzi», ha affermato.
La posizione di Noi Moderati, nelle parole del suo coordinatore provinciale, non è quindi quella di una chiusura alle automobili, ma di una città nella quale diventi progressivamente meno necessario utilizzarle, grazie a collegamenti e alternative efficienti.
Danielis: «Per goderci il centro abbiamo necessità di sbatter fuori le macchine»
Nella replica Danielis ha sintetizzato la propria posizione con un'espressione particolarmente diretta.
«Se noi vogliamo goderci il centro cittadino abbiamo necessità di sbatter fuori le macchine».
Un principio che, ha precisato, deve naturalmente convivere con le necessità dei residenti del centro, che devono poter disporre di spazi adeguati per i propri veicoli.
La coordinatrice M5S ha poi osservato come stiano cambiando anche le abitudini dei cittadini.
Secondo Danielis, sempre più persone utilizzano la bicicletta e anche il rapporto delle nuove generazioni con l'automobile sarebbe differente rispetto al passato.
«Per noi la macchina era sinonimo di libertà. Loro non la vivono così», ha osservato parlando dei giovani.
Il punto d'incontro: «L'importante è il benessere dei triestini»
Nonostante le differenze, Valerio ha voluto chiudere il confronto sulla mobilità individuando un obiettivo comune.
«Possiamo avere anche idee diverse», ha spiegato, ma «l'importante è raggiungere l'obiettivo, cioè il benessere dei triestini».
Danielis ha risposto dicendosi «piuttosto d'accordo», pur ribadendo la propria contrarietà alla realizzazione di ulteriori grandi parcheggi nel centro cittadino.
DI SEGUITO IL VIDEO
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