All'Immaginario Scientifico una nuova multivisione dedicata all'intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti nell’evoluzione dell’umanità o una tecnologia da guardare con sospetto? Da questo quesito nasce Il fattore umano: intelligenza artificiale tra arte e scienza, la nuova multivisione dell’Immaginario Scientifico di Trieste. Realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del bando Creatività, è un racconto per immagini che accompagna il pubblico dalle origini dell'IA fino agli scenari futuri. Fondamentale per la realizzazione del progetto è stata la collaborazione di Area Science Park per la scelta e verifica dei contenuti scientifici. La multivisione è stata sviluppata con il supporto tecnico di IKON Digital Farm e ha visto il coinvolgimento della giovane illustratrice digitale Elena Degrassi. Coerentemente con la filosofia che contraddistingue l’Immaginario Scientifico fin dalla sua nascita, la multivisione utilizza le immagini come strumento per trasmettere informazioni ed emozioni. Immagini che, pur prive di commenti, racchiudono significati intuibili e, in alcuni casi, comprensibili e verificabili.
La multivisione racconta lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA). I principali momenti della sua storia sono intervallati da righe di codice binario, il linguaggio fondamentale alla base del funzionamento dei sistemi digitali. Il racconto si estende poi alle applicazioni contemporanee dell’intelligenza artificiale, in particolare nei settori della medicina e della biologia, per affrontare infine alcune delle principali questioni etiche che accompagnano la sua evoluzione: dalla sorveglianza digitale alla perdita dell’anonimato, fino ai bias algoritmici e alle disuguaglianze che possono derivarne. Serena Mizzan, presidente dell'Immaginario Scientifico commenta: “Abbiamo scelto di concludere la multivisione citando la prima legge di Melvin Kranzberg, storico della tecnologia: “La tecnologia non è né buona né cattiva; non è neanche neutrale”: un invito a considerare la tecnologia come uno strumento il cui impatto dipende dal modo in cui viene sviluppato e utilizzato”.
Tra dati, immagini e interrogativi emerge infatti la centralità dell’essere umano. Perché anche nell’era dell’intelligenza artificiale il pensiero critico resta una responsabilità profondamente umana. Sarà infatti il visitatore a trarre in autonomia le proprie conclusioni sui benefici e sui rischi legati all’utilizzo dell’IA, sviluppando un senso critico di fronte a sistemi sempre più capaci di apprendere dai dati e di replicarne alcune capacità e funzioni umane. “Da diversi anni Area Science Park si occupa di Intelligenza Artificiale, studiando le principali applicazioni e sviluppando algoritmi dedicati agli specifici ambiti scientifici in cui l’Ente è attivo. L’IA rappresenta una vera e propria rivoluzione per la società: la responsabilità dei ricercatori non consiste soltanto nell’utilizzarla dal punto di vista tecnico, ma anche nel renderla comprensibile e accessibile ai cittadini, raccontandone potenzialità, limiti e prospettive. La collaborazione con l’Immaginario Scientifico, e in particolare questo progetto, ci permette di aprire uno spazio di dialogo con la società su questi temi” commenta la Presidente prof. Caterina Petrillo.
La multivisione, che entra a far parte degli allestimenti permanenti del museo, è visitabile durante gli orari di apertura dell’Immaginario Scientifico di Trieste, al Magazzino 26 del Porto Vecchio. È compresa nel biglietto d'ingresso al museo.
L'approfondimento: Creatività digitale
Per approfondire il tema, venerdì 25 settembre alle 17.00 Emanuele Panizon, ricercatore presso il Laboratorio di Data Engineering di Area Science Park, terrà all'Immaginario Scientifico l'incontro Creatività artificiale. Durante l'appuntamento saranno esplorati i processi generativi dell'intelligenza artificiale, per comprendere come funzionano i modelli che oggi producono testi, immagini e altri contenuti e per distinguere gli ambiti nei quali l'IA può rappresentare una vera rivoluzione da quelli in cui, invece, rischia di rimanere un sofisticato ma limitato strumento di imitazione.
Emanuele Panizon è fisico, con un dottorato conseguito all'Università di Genova. Ha svolto attività di ricerca presso SISSA, ICTP e Università di Costanza, orientando i propri studi verso il Machine Learning. Attualmente si occupa dei fondamenti dell'intelligenza artificiale, con particolare attenzione al Reinforcement Learning e ai modelli di linguaggio. L'incontro, che rientra nell'ambito di SHARPER – La Notte Europea dei Ricercatori, è ad ingresso gratuito.
Tutte le informazioni sono su www.immaginarioscientifico.it
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