Trieste, poliziotti feriti alla manifestazione, Siulp e Coisp: «Basta, un prezzo inaccettabile»
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«Nessuna rivendicazione può rappresentare una giustificazione alla violenza contro le donne e gli uomini in divisa». Siulp e Coisp condannano gli episodi verificatisi durante la manifestazione di oggi a Trieste, nel corso della quale, riferiscono i sindacati, alcuni appartenenti alla Polizia di Stato sono rimasti feriti nell’esercizio delle proprie funzioni.
Una presa di posizione che affianca alla solidarietà per il personale una critica alla gestione politica delle criticità cittadine. Per le due organizzazioni, la situazione comporta conseguenze sia sui poliziotti sia sulla sicurezza dell’intero territorio, a causa dell’impiego continuativo di personale e mezzi nelle aree di piazza Libertà e Porto Vecchio.
«Il diritto al dissenso non può diventare aggressione»
Siulp e Coisp ribadiscono il valore del diritto di manifestare, definendolo «un principio irrinunciabile della democrazia». Allo stesso tempo, sottolineano che il dissenso non può trasformarsi in violenza contro chi è impegnato a garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni.
Il diritto di esprimere una protesta, affermano, «non può mai tradursi in aggressioni nei confronti di chi è chiamato a garantirne il pacifico esercizio».
La condanna riguarda dunque gli episodi di violenza denunciati dai sindacati, che chiedono di tutelare le donne e gli uomini della Polizia di Stato chiamati a operare in queste situazioni.
Rischi, aggressioni e logoramento del personale
Nella nota, le due sigle descrivono un impegno che ritengono ormai insostenibile per il personale.
«La Polizia di Stato sta pagando un prezzo ormai inaccettabile, in termini di rischi, aggressioni, logoramento del personale e risorse impiegate», dichiarano Siulp e Coisp.
Secondo la loro valutazione, questo carico deriva da una situazione che la politica «ha di fatto lasciato cronicizzare». La critica investe quindi la capacità di affrontare nel tempo un’emergenza che, sostengono, continua a ricadere sul lavoro quotidiano degli operatori.
La critica alle contrapposizioni politiche
I sindacati rivolgono un richiamo a entrambi gli schieramenti, accusando il confronto politico di contribuire all’inasprimento del clima.
«Le dichiarazioni polarizzanti e le contrapposizioni ideologiche, alimentate da entrambi gli schieramenti anche per finalità elettorali, contribuiscono a esasperare un clima di tensione», sostengono.
Le conseguenze, aggiungono, finiscono «inevitabilmente sulle spalle delle donne e degli uomini in divisa». Una valutazione con cui Siulp e Coisp chiedono di considerare gli effetti concreti delle tensioni sul personale impegnato nei servizi.
«A pagare è anche l’intera città»
La denuncia si estende alla distribuzione delle risorse disponibili per la sicurezza di Trieste.
Secondo le organizzazioni sindacali, l’impiego «pressoché costante» di personale e mezzi nelle criticità di piazza Libertà e Porto Vecchio sottrae risorse al controllo del resto del territorio, alla prevenzione dei reati e alla sicurezza quotidiana dei cittadini.
«Ma a pagare è anche l’intera città», sottolineano. Il punto sollevato riguarda la necessità di garantire i servizi nelle aree maggiormente problematiche senza ridurre le possibilità di intervento e prevenzione negli altri quartieri.
Il richiamo all’ipotesi di un hotspot
Nella parte finale del testo, Siulp e Coisp tornano sulle scelte adottate negli ultimi anni.
«Qualche anno fa si discuteva della realizzazione di un hotspot», ricordano, contrapponendo a quella prospettiva la decisione di ripristinare i controlli alla frontiera slovena.
Una misura che, secondo il giudizio espresso dai sindacati, non ha risolto le criticità che continuano a interessare Trieste. Da qui la richiesta di un cambio di passo nella gestione di una situazione che le due organizzazioni descrivono come ormai cronica.
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