venerdì 6 novembre 2026
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Cronaca

Trieste: «La gente si lamenta che non c’è niente da fare, poi è difficile portarla agli eventi» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste: «La gente si lamenta che non c’è niente da fare, poi è difficile portarla agli eventi» (VIDEO)

«Trieste è una città viva e piena di eventi». Stefano Rebek interviene nel dibattito sulla movida durante la diretta di Trieste Cafe del 4 novembre e contesta l’immagine di una città senza proposte.

Alla domanda di Luca Marsi sul rapporto tra Trieste e l’intrattenimento, l’opinionista risponde richiamando gli appuntamenti raccontati dagli organizzatori nelle trasmissioni e la difficoltà, segnalata dagli stessi operatori, di coinvolgere il pubblico.

Il contrasto tra le lamentele e le proposte

«La gente costantemente si lamenta che a Trieste non c’è niente da fare», osserva Rebek.

Nello stesso tempo, ricorda, le dirette ospitano da anni persone impegnate a organizzare eventi di diverso tipo. Professionisti ai quali viene chiesto anche quanto sia difficile portare le persone nei locali e alle serate.

È questo il punto sul quale concentra la sua riflessione: da una parte la percezione di un’offerta insufficiente, dall’altra il lavoro di chi prepara appuntamenti e deve convincere il pubblico a partecipare.

Gli organizzatori come testimonianza della città che si muove

Rebek invita a considerare proprio il racconto degli operatori.

Le serate illustrate durante le trasmissioni, nella sua lettura, mostrano una città nella quale le proposte esistono. L’esperienza di chi organizza diventa quindi un elemento per mettere in discussione il giudizio secondo cui a Trieste mancherebbero occasioni per uscire.

Il suo intervento si collega alle parole di Mauro Manni, che poco prima aveva spiegato quanto il risultato di una serata dipenda da più fattori, anche in presenza di comunicazione e di un seguito consolidato.

Il giudizio sulle polemiche social

«Io credo che Trieste voglia la movida», afferma Rebek.

L’opinionista esprime invece un giudizio critico verso una parte delle discussioni su Facebook, nelle quali, a suo avviso, viene screditato il lavoro di chi propone intrattenimento.

Si tratta della sua valutazione del dibattito cittadino: alle polemiche online contrappone ciò che dice di vedere frequentando la città, descritta come una realtà che vive anche attraverso i propri eventi.

La convivenza nelle zone della movida

Rebek affronta infine il tema della musica nelle aree più frequentate la sera. Invita a una maggiore tolleranza quando l’intrattenimento prosegue fino alle 22 o alle 23 e propone, con tono provocatorio, anche di partecipare.

«Scendiamo verso uno spritz, anche noi a farci una cantata con Mauro», suggerisce.

Nel suo intervento, la movida viene quindi presentata come una componente della vita cittadina, attorno alla quale cercare una maggiore disponibilità alla convivenza.

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