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Politica

Trieste, Futuro Nazionale rilancia sui controlli al confine: «La risposta non è ridurli, ma rafforzarli»

redazione·
Trieste, Futuro Nazionale rilancia sui controlli al confine: «La risposta non è ridurli, ma rafforzarli»

Il dibattito sui controlli al confine tra Italia e Slovenia si arricchisce di un nuovo intervento. A prendere posizione sono Salvatore Porro, Valentina Banco e Fabio Camillucci, esponenti di Futuro Nazionale ed ex appartenenti alla Polizia di Stato, che commentano le recenti dichiarazioni del sindaco Roberto Dipiazza e chiedono un rafforzamento della vigilanza anche lontano dalle principali arterie stradali.

La loro posizione parte da un riconoscimento: i controlli effettuati sui collegamenti principali con la Slovenia hanno prodotto risultati operativi importanti. Ma, secondo i tre esponenti, ciò che viene intercettato potrebbe rappresentare soltanto una parte del fenomeno complessivo.

«Potrebbe essere soltanto la punta dell’iceberg»

«Sicuramente i controlli effettuati sulle arterie principali di collegamento con la Slovenia hanno consentito di ottenere importanti risultati operativi», osservano Porro, Banco e Camillucci.

Subito dopo, però, arriva il punto centrale della loro riflessione.

«È altrettanto vero che quanto viene intercettato potrebbe rappresentare solamente la “punta dell’iceberg”».

Secondo Futuro Nazionale, il problema riguarda in particolare quelle aree nelle quali la presenza dei controlli non sarebbe continuativa, a partire dai valichi minori e dalle strade forestali.

Il tema delle vie secondarie

Nel documento viene evidenziata la possibilità che percorsi meno frequentati possano essere utilizzati per aggirare le principali direttrici sottoposte a controllo.

Gli esponenti di Futuro Nazionale citano, a sostegno della necessità di maggiore attenzione, anche il rinvenimento in alcune zone di abiti e documenti abbandonati.

Per Porro, Banco e Camillucci si tratta di elementi che «non possono essere ignorati».

Da qui la valutazione secondo cui lungo le vie secondarie potrebbero verificarsi passaggi irregolari o altri traffici illeciti non rilevati attraverso i soli controlli sulle arterie principali.

Si tratta, naturalmente, di una valutazione politica espressa dai firmatari, mentre eventuali fenomeni specifici restano materia di accertamento delle autorità competenti.

«Corretto mantenere i controlli»

La conclusione sul punto è chiara: per i tre esponenti non sarebbe opportuno ridurre il dispositivo esistente.

«A nostro parere è quindi corretto mantenere i controlli, evitando però che rimangano limitati alle sole arterie principali».

La richiesta è quindi quella di affiancare ai posti di controllo già esistenti una vigilanza più diffusa lungo l’intera fascia confinaria.

Più attenzione ai valichi minori

Secondo Futuro Nazionale, un sistema più efficace dovrebbe includere in maniera più strutturata anche i valichi secondari.

«Per ottenere risultati ancora più efficaci, i posti di controllo dovrebbero essere accompagnati da una vigilanza più capillare anche sui valichi minori e lungo il confine».

Una proposta che inevitabilmente apre il tema delle risorse necessarie per sostenere un presidio più esteso.

La richiesta di più personale e mezzi

Porro, Banco e Camillucci sottolineano infatti che una maggiore presenza sul territorio richiederebbe un rafforzamento degli organici e delle dotazioni.

Nel documento viene richiamato il tema delle carenze di personale delle forze dell’ordine, accompagnato dalla proposta di utilizzare maggiormente le tecnologie oggi disponibili.

Tra gli strumenti indicati figurano anche i droni, che secondo i firmatari potrebbero contribuire alla sorveglianza di aree più difficili da presidiare in maniera continuativa con pattuglie tradizionali.

Tecnologia a supporto degli operatori

L’idea espressa è quella di integrare il lavoro degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine con strumenti capaci di aumentare la capacità di osservazione lungo il territorio.

Valichi secondari, percorsi forestali e aree difficilmente raggiungibili rappresentano infatti, nella lettura proposta da Futuro Nazionale, i punti sui quali concentrare maggiormente l’attenzione.

La tecnologia non viene quindi presentata come alternativa alla presenza degli operatori, ma come supporto a un dispositivo più ampio.

Il confronto con la posizione del sindaco Dipiazza

L’intervento nasce esplicitamente in risposta al dibattito sollevato dalle dichiarazioni del sindaco Roberto Dipiazza.

Porro, Banco e Camillucci riconoscono che la questione evidenziata dal primo cittadino esiste, ma arrivano a una conclusione precisa sul tipo di risposta da mettere in campo.

«Il problema evidenziato dal Sindaco è reale, ma a nostro avviso la risposta non è ridurre i controlli: è renderli più capillari ed efficaci».

«Su tutti i valichi di frontiera»

La richiesta finale è quella di estendere il presidio a tutti i valichi di frontiera, sia principali sia secondari, evitando che il controllo si concentri esclusivamente sui collegamenti maggiormente utilizzati.

Per Futuro Nazionale, dunque, il vero salto di qualità dovrebbe arrivare da una combinazione di più personale, maggiori mezzi, tecnologia e distribuzione più capillare dei controlli.

Una posizione che riporta al centro del dibattito triestino uno dei temi più delicati degli ultimi anni: come garantire sicurezza e controllo lungo un confine caratterizzato da una rete estremamente articolata di strade, valichi e percorsi secondari.

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