Trieste cambiata in 25 anni, Camber: «È stato seminato molto e oggi raccogliamo i frutti» (VIDEO)

Una Trieste profondamente diversa rispetto a quella di venticinque anni fa, con il turismo diventato uno dei motori capaci di generare lavoro in numerosi comparti della città. È il quadro tracciato da Piero Camber durante la diretta condotta da Luca Marsi.
L’analista politico ha utilizzato la trasformazione urbana ed economica di Trieste per spiegare perché ritenga particolarmente difficile raccogliere l’eredità di Roberto Dipiazza.
«Se tutti noi pensiamo alla Trieste di 25 anni fa, ci accorgiamo», ha affermato Camber.
«Piazza Verdi era un parcheggio a pettine»
Camber ha utilizzato alcuni esempi molto concreti.
«Riki ha un locale in piazza Verdi. Piazza Verdi era un parcheggio a pettine con la pompa di benzina dietro al Tergesteo», ha ricordato.
Poi via Einaudi, piazza della Borsa e le Rive, richiamate come simboli di una città che nel tempo ha modificato profondamente la propria organizzazione e la propria immagine.
«Tutto è andato avanti e i numeri del turismo la dicono lunga su cosa sia successo a questa città», ha sostenuto.
«I frutti del raccolto si vedono»
Camber ha utilizzato una metafora agricola per descrivere il processo.
«È chiaro che sono voluti anni per seminare e per raccogliere. Nessuno semina una pianta e raccoglie la mattina dopo, è impossibile. Però i frutti del raccolto si vedono».
Il turismo, secondo l’analista politico, è oggi uno degli indicatori più evidenti di questa trasformazione.
Dal commercio ai taxi, fino alle attività portuali
Camber ha quindi sottolineato la capacità del settore turistico di produrre ricadute su una platea molto ampia di lavoratori.
«Oggi abbiamo il boom del turismo che aiuta tutti i settori. Tutti, dai commercianti ai tassisti», ha dichiarato.
E ancora: «A coloro che guidano le pilotine in porto, alle guide turistiche, a quelli che fanno la sorveglianza sotto le navi».
La conclusione è altrettanto netta: «Una marea di occupazione nuova si è creata».
Camber: «Orgoglioso di aver lavorato con Dipiazza»
Il ragionamento è diventato poi anche personale.
«Io di questo sono orgoglioso, orgoglioso di aver lavorato con Roberto Dipiazza tanti anni», ha affermato Camber.
Per l’analista politico il futuro amministrativo della città dovrà quindi partire dai risultati raggiunti, evitando di interrompere quei percorsi che considera strategici.
Più avanti ha citato anche la ripartenza del Porto Vecchio, i grandi convegni internazionali e il patrimonio scientifico ed economico della città come ulteriori leve da sviluppare.
La trasformazione diventa tema elettorale
Il bilancio degli ultimi decenni è destinato inevitabilmente a entrare nella campagna elettorale del 2027.
Il centrodestra proverà a rivendicare quanto realizzato, mentre gli avversari saranno chiamati a presentare una propria lettura della città e un progetto alternativo.
Per Camber, però, il punto di partenza è già definito: Trieste è cambiata profondamente e il turismo rappresenta uno dei risultati più visibili di questa trasformazione.
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