Sindacati: "Preoccupa la situazione della Tirso, a rischio altri 270 lavoratori"
Pubblichiamo dai Sindacati - RSU Tirso
"Le R.S.U. della “Tirso S.p.A.” e le segreterie sindacali della Fesica-Confsal, Femca Cisl, Filctem Cgil, e Uiltec Uil, esprimono vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Wärtsilä che in questi giorni stanno guardando con apprensione al loro futuro occupazionale. Le notizie di questi giorni suonano purtroppo come un ennesimo segnale di allarme per l'intera città di Trieste. E ora anche alla Tirso avvertiamo una forte preoccupazione per la sostenibilità futura del nostro stabilimento, in cui lavorano 270 persone. Infatti, a seguito dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi tra l’Azienda, la R.S.U. e le OO.SS, la “Tirso” ha comunicato a tutti i lavoratori che, come conseguenza della costante e incontrollata crescita dei costi dell'energia a livelli insostenibili, la Società si vede costretta a prolungare, rispetto a quanto previsto, il periodo di fermata estiva. E questo purtroppo non può che essere visto come un segnale altamente preoccupante in vista dell’autunno. Stante la situazione non è da escludere che i vertici societari richiedano – come già in parte ipotizzato - la cassa integrazione, per poi procedere con riduzioni di personale fino al rischio di pervenire a un esito di vera e propria chiusura della struttura. A tale proposito non si può non tener conto del fatto che il Gruppo Fil Man Made, cui la “Tirso” fa capo, oltre alla sede direzionale di Treviso, comprende importanti sedi produttive in Cina, Portogallo e Turchia, tutte giudicate “sostenibili” dal Gruppo, e che solo il sito italiano, cioè la “Tirso”, venga valutato, a causa dei costi più elevati, come unico “punto debole” e “poco sostenibile”. Fonti della stessa Azienda hanno definito il momento “grave”! Nel territorio triestino, già falcidiato dalle crisi della Principe, della Flex e della Wärtsilä, stiamo rischiando un pericoloso “effetto domino”. E, a questo punto, QUALUNQUE NUOVA CHIUSURA COMPROMETTEREBBE E DETERMINEREBBE IL CEDIMENTO DELL'INTERO COMPARTO INDUSTRIALE, indotto compreso, con evidenti gravi conseguenze. E NOI NON CREDIAMO A UNA CITTÀ FATTA SOLO DI TURISMO E COMPLETAMENTE SVUOTATA DEL SUO APPARATO INDUSTRIALE! Per tali motivi, per affrontare e scongiurare finché siamo in tempo il rischio incombente di una nuova crisi, e per non doverci trovare di nuovo in piazza a piangere una nuova sconfitta, le scriventi sigle Fesica-Confsal, Femca Cisl, Filctem Cgil, e Uiltec Uil hanno già trasmesso la richiesta di un incontro in via di massima urgenza a tutte le parti politiche ed economiche interessate, in primis, oltre all'Azienda, agli Assessorati Regionali al Lavoro e alle Attività Produttive, alla Confindustria e alla finanziaria Friulia. E mentre ai lavoratori della Wärtsilä diciamo “La vostra lotta è la nostra lotta!”, chiediamo a tutte le autorità e istituzioni rappresentative di fare ogni sforzo, con ogni necessaria determinazione, per fermare ogni ulteriore svuotamento delle strutture produttive e delle peculiari competenze e capacità di lavoro di questo Territorio".
Articoli correlati
PoliticaTrieste, Dambrosi dopo “Fuori dal Coro”: «Rotta balcanica, dove sono finite le donne?»
Il reportage di “Fuori dal Coro” dedicato alla rotta balcanica , partito da Trieste e arrivato fino in Bosnia, apre un nuovo fronte di riflessione in città. A intervenire è Roberta Dambrosi, consigliera della V Circoscrizione , che prende s
PoliticaCrisi Startech Trieste: Cason, vicinanza ai lavoratori. «Le istituzioni locali sono e resteranno al fianco dei dipendenti per difendere un’eccellenza del territorio»
COMUNICATO STAMPA Trieste, 28 settembre 2026 – «Esprimo la mia più profonda e sincera solidarietà agli oltre 300 dipendenti della Startech di Trieste e alle loro famiglie, che stanno attraversando un periodo di pesante incertezza economica
PoliticaTrieste, 4 ex appartenenti a Forze Armate e Polizia: «Serve inversione di rotta verso diplomazia e pace»
Un appello affinché si torni a puntare sulla diplomazia e sulla ricerca di una soluzione al conflitto, accompagnato dalla preoccupazione per la presenza di militari italiani ai confini orientali dell'Europa. È il contenuto della lettera inv
PoliticaRusso sul Porto Vecchio: «Progetto Costim è fallito, non sarà concluso entro questo mandato» (VIDEO)
Il Porto Vecchio come grande terreno di confronto sul futuro di Trieste , con un giudizio fortemente critico sul progetto Costim e la richiesta di rilanciare un modello di sviluppo capace di attrarre imprese, investimenti, ricerca, giovani
