Scuola, i Cobas attaccano: “In Friuli Venezia Giulia si stanno smantellando istituti e servizi”
La scuola pubblica del Friuli Venezia Giulia sarebbe al centro di un progressivo processo di ridimensionamento che rischia di comprometterne qualità, capillarità e capacità di risposta ai bisogni del territorio. È questa la denuncia lanciata dai Cobas Scuola Trieste Gorizia attraverso un duro comunicato nel quale vengono chiamati in causa Governo, Regione e organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Secondo il sindacato di base, dietro le operazioni di dimensionamento scolastico e di razionalizzazione degli istituti si nasconderebbe una precisa scelta politica che negli anni avrebbe portato alla riduzione del numero delle scuole, alla contrazione degli organici e all'aumento delle difficoltà operative per personale e studenti.
“La scuola viene allontanata dai territori”
Nel documento i Cobas evidenziano come in Italia, nell'ultimo decennio, siano stati cancellati oltre mille istituti scolastici e chiusi più di tredicimila plessi.
Secondo il sindacato, anche il Friuli Venezia Giulia sarebbe coinvolto da questo processo attraverso accorpamenti e fusioni che avrebbero progressivamente ridotto il numero delle autonomie scolastiche.
La conseguenza, sostengono i Cobas, sarebbe la nascita di istituti sempre più grandi, distribuiti su più comuni e caratterizzati da una crescente complessità gestionale.
Una situazione che, secondo il sindacato, colpirebbe in particolare le aree periferiche, montane e i piccoli centri della regione, dove la presenza di una scuola rappresenta spesso un presidio sociale fondamentale contro lo spopolamento.
Personale sotto pressione
Nel mirino del comunicato finiscono anche le condizioni lavorative del personale scolastico.
I Cobas denunciano stipendi ritenuti insufficienti per docenti e personale ATA, sottolineando come questi ultimi si troverebbero a percepire retribuzioni tra le più basse dell'intera pubblica amministrazione.
Parallelamente, il sindacato evidenzia l'aumento dei carichi di lavoro, delle incombenze burocratiche e delle responsabilità che gravano quotidianamente sul personale.
Secondo la sigla sindacale, la diminuzione della popolazione scolastica avrebbe potuto rappresentare un'opportunità per investire sulla qualità dell'istruzione attraverso classi meno numerose, maggiore inclusione e un rafforzamento dei servizi.
Una possibilità che, secondo i Cobas, non sarebbe stata colta dalle istituzioni.
Critiche ai sindacati confederali
Nel comunicato non mancano critiche nei confronti delle organizzazioni sindacali considerate maggiormente rappresentative.
I Cobas sostengono infatti che tali organizzazioni non sarebbero riuscite a contrastare efficacemente il processo di riduzione degli organici e delle strutture scolastiche, nonostante il ruolo riconosciuto loro nell'ambito della contrattazione.
Una posizione che il sindacato di base ritiene particolarmente significativa in una fase che definisce delicata per il futuro della scuola pubblica.
L'appello per fermare il dimensionamento
Per i Cobas Scuola Trieste Gorizia è necessario interrompere ogni ulteriore progetto di dimensionamento scolastico e avviare invece una stagione di investimenti.
Tra le richieste avanzate figurano il potenziamento degli organici docenti e ATA, la riduzione del numero di alunni per classe e il rafforzamento della presenza scolastica nei territori.
Secondo il sindacato, senza un'inversione di rotta il prossimo anno scolastico rischia di aprirsi in un clima di forte tensione e conflittualità.
Per i Cobas la scuola continua a rappresentare un diritto costituzionale, uno strumento di emancipazione sociale e un presidio democratico che merita investimenti e tutela, soprattutto in una regione caratterizzata da importanti differenze territoriali come il Friuli Venezia Giulia.
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