Galleria Fenice, guardia giurata denuncia aggressione: "Mi ha sputato e lanciato stampella"

Una guardia giurata segnala un episodio avvenuto nella notte in Galleria Fenice, a Trieste, chiedendo maggiore attenzione verso una situazione che, a suo dire, si ripresenterebbe da tempo.
Secondo il suo racconto, dopo aver invitato un clochard, già conosciuto nella zona, ad allontanarsi, l'uomo avrebbe reagito in modo aggressivo, sputandogli contro e lanciandogli una stampella. La guardia giurata riferisce di essere riuscita a evitare entrambi i gesti senza riportare conseguenze.
L' agente privato racconta inoltre di aver contattato il 112 per richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. All'arrivo della pattuglia, sempre secondo la sua testimonianza, gli sarebbe stato riferito che la persona era già nota agli operatori e che, in quel momento, non sarebbe stato possibile adottare ulteriori provvedimenti.
La guardia giurata sostiene inoltre che, in passato, al clochard sarebbe stata proposta una sistemazione abitativa da parte del Comune, soluzione che, sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata rifiutata.
In seguito all'episodio, è intervenuta anche la Segreteria Regionale Friuli Venezia Giulia di ASGRI - Aggregazione Guardie Riunite d'Italia, che ha espresso "la massima solidarietà e vicinanza ai colleghi aggrediti negli ultimi giorni durante i servizi d'istituto in tutta Italia presso strutture pubbliche e private".
Secondo l'associazione, le ripetute aggressioni rappresentano "l'ennesima conferma di un sistema di sicurezza privata al collasso", nel quale le Guardie Particolari Giurate sarebbero spesso lasciate ad affrontare situazioni di elevato rischio con un'organizzazione del lavoro e dotazioni ritenute non più adeguate.
Per questo ASGRI FVG rivolge un appello a Prefetture, Questure e Istituti di Vigilanza del Friuli Venezia Giulia, chiedendo innanzitutto che nei servizi di pattuglia, pronto intervento e vigilanza di zona venga prevista la presenza di almeno due operatori. Secondo il sindacato, il servizio svolto da un solo addetto espone il personale a rischi elevati in caso di aggressioni, colluttazioni o malori.
L'associazione sollecita inoltre l'introduzione di strumenti di difesa non letali, come dispositivi a impulsi elettrici (Taser), bastoni estensibili e spray antiaggressione, oltre all'obbligo di dotare gli operatori impegnati nei servizi esterni di giubbotti antitaglio o antiproiettile e body cam.
"La sicurezza non può essere a basso costo. Non possiamo aspettare il prossimo collega in ospedale per intervenire", conclude la Segreteria Regionale FVG di ASGRI - Aggregazione Guardie Riunite d'Italia.
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