Scoccimarro-Tubetti (FdI): “Errori dei governi passati sulla sicurezza: forze dell’ordine da rispettare e valorizzare”
“Ci siamo sempre cullati nell’idea di essere un'isola felice, ma non dobbiamo abbassare la guardia anche alla luce di efferati fatti di cronaca come quelli avvenuti all’amico Fabio Galgaro. Il tema della sicurezza dei cittadini è da sempre una mia priorità: da vicepresidente della Trieste Trasporti avevo infatti fortemente voluto le telecamere dentro e fuori dagli autobus, centinaia di occhi in più che vigilano sulla città a supporto delle nostre forze dell’ordine. Oggi però, a causa dell’incremento di alcune tipologie di reato e un’immigrazione clandestina crescente, dobbiamo valutare nuove forme di supporto agli agenti e ai militari, che voglio ribadire essere servitori di noi cittadini e come tali vanno rispettati e supportati, soprattutto con le nuove tecnologie a disposizione, affinché possano svolgere il loro dovere nel migliore dei modi”.
Il lavoro del Governo
Fabio Scoccimarro ha così introdotto l’appuntamento organizzato sul tema della sicurezza, invitando a intervenire la senatrice di Fratelli D’Italia Francesca Tubetti e i due rappresentanti sindacali Lorenzo Tamaro (SAP) e Alessio Edoardo (FPS). “Dobbiamo dare certezze e rassicurazioni a chi porta la divisa, perché per troppo tempo essi sono stati considerati quelli che hanno ucciso Carlo Giuliani e Stefano Cucchi, non quelli che hanno salvato delle vite – ha chiarito la senatrice meloniana -. Vogliamo scrivere norme che li tutelino, perché oggi perfino mettere delle manette rischia di essere un problema per il tutore dell'ordine. Su questo, il nostro Governo sta già lavorando ribadendo che i servitori dello Stato sono con e per la popolazione”.
“In Finanziaria e decreto Mille proroghe tutta la squadra di Fdi ha fatto sì che le graduatorie esistenti riprendessero a scorrere – ha sottolineato Tubetti -. Lo stesso abbiamo fatto con i vigili del fuoco, predisponendo le risorse necessarie e senza dover aspettare due anni per un concorso. Voglio ringraziare Fabio Scoccimarro per avermi dato la possibilità di incontrare i rappresentanti delle forze dell'ordine e i cittadini, per raccontare loro cosa stiamo facendo per rimediare agli anni passati in cui i Governi non hanno rispettato i nostri concittadini e servitori dello Stato".
La testimonianza
Fabio Soccimarro, assessore uscente della Giunta Fedriga e candidato per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali, ha voluto invitare anche Fabio Galgaro, vittima di un’efferata rapina a Monrupino lo scorso 16 gennaio che commosso ha raccontato la sua esperienza: “Ho sentito una voce dietro di me, mi sono girato e ho visto la pistola. Poi le minacce, ma non avevo nulla. Forse per l'istinto di sopravvivenza o chissà quale forza dentro di me, gli ho lanciato il telefono addosso, ma lui mi ha sparato. Se l'è presa molto comoda nel togliermi l'orologio, controllare se avessi altro… poi per mia fortuna la mia vicina di casa è uscita e urlato aiuto ed è scappato. Tutto avrei pensato nella vita meno che qualcuno potesse spararmi. Sono fortunato, sono qui a raccontarvelo. La vita da quel momento cambia, perdi tutte le sicurezze, spero davvero che una cosa così non accada più nella nostra città, ma da nessuna parte in Italia. Per questo ho voluto partecipare oggi e ringrazio Scoccimarro per l’invito – ha chiuso Galgaro -, perché dobbiamo garantire alle nostre forze dell’ordine tutti gli strumenti necessari perché non si ripetano episodi come il mio”.
I sindacati
I due rappresentanti dei sindacati intervenuti hanno quindi voluto ringraziare i due esponenti di Fratelli d’Italia perchè “non si racconta mai quante centinaia di persone la Polizia salva ogni giorno e ogni anno in Italia, magari invece veniamo giudicati per episodi spiacevoli che poi verranno giudicati da chi di dovere – ha detto Alessio Edoardo del FPS -. Io mi ricordo quando ho fatto 6 anni di servizio a Milano negli anni 90 ed erano impensabili certi fatti qui a Trieste, come quello di Fabio Galgaro. La deriva criminosa è frutto delle politiche precedenti governi, come la mancata pianificazione del cambio generazionale e ora ci troviamo una grande percentuale di colleghi che non hanno più l’età e le energie per determinarti lavori. Per non parlare della Riforma Cartabia che ha trasformato reati prima perseguibili d'ufficio ora in querela di parte come, per esempio, il rapimento con la vittima che non può essere tutelata dagli agenti se non a fronte di denuncia. Questa è la garanzia di sicurezza e giustizia per il cittadino?”
“Dobbiamo cancellare le politiche passate, fatte di tagli matematici sui tagli del personale, ragionando sulla sicurezza come un costo, ma la sicurezza non è un costo – ha ribadito Lorenzo Tamaro del SAP -. Nel 2030 avremo un ammanco di 40 mila unità”.
“Oggi abbiamo una criminalità a Trieste che purtroppo si sta omologando alle altre città – ha aggiunto Tamaro -, risse quotidiane in zone frequentate da anziani e bambini o fatti efferati come quelli di Galgaro. Qua non si parla di razzismo, ma a novembre 2022 su 192 persone carcerate al Coroneo 103 uomini e 14 donne erano stranieri, un dato che non si può nascondere, ma va analizzato”.
Sicurezza integrata
“Vanno bene le telecamere perché sono un deterrente ma anche un ottimo strumento di investigazione – ha riportato Lorenzo Tamaro, ricordando le oltre 1000 telecamere sugli autobus volute da Scoccimarro -, purtroppo non abbiamo sempre i computer in grado di leggere le immagini e siamo in pochi poi per poterle visionare tutte. Va benissimo la sicurezza integrata, fatta di tecnologia e vicinanza attiva (non scrivendo solo sui social ma avvisando anche le forze dell'ordine), ma serve anche il personale. Gli strumenti delle forze dell'ordine vanno integrati, come la battaglia del SAP per il taser. Serve preparazione, istruzione e addestramento. Abbiamo avuto le brillanti idee di chiudere o indebolire le scuole, come qua a Trieste che formavamo 1000 agenti, ma ora appena 480. Non abbiamo più scuole e istruttori per formare le persone”.
Immigrazione
Quanto al tema dell’immigrazione “ci troviamo a lavorare nei container a Fernetti con il freddo d'inverno e il caldo d'estate – ha aggiunto Alessio Edoardo -. Per non parlare dei respingimenti e delle riammissioni in Slovenia su cui si dovrà lavorare a livello europeo”. “Come sempre la Slovenia applica la politica a imbuto, larga per lei e stretta per gli altri – ha quindi aggiunto Scoccimarro -. I nostri vicini, come spesso successo su temi ambientali, sono sempre pronti a chiedere e ricevere fondi ma poi non rispettano le regole né collaborano su altre questioni come quella della rotta balcanica”.
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