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Politica

"Salvare la pineta di Cattinara senza sacrificare gli alberi del parcheggio dipendenti ASUGI"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Paolo Radivo - Portavoce del Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara
 
"Il Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste propone di salvare la pineta di Cattinara restringendo l’autosilo sotterraneo del costruendo edificio principale del nuovo ospedale materno-infantile e possibilmente anche l’edificio stesso, pur senza contestare il trasloco del “Burlo Garofolo” e l’estirpazione degli alberi del parcheggio dipendenti ASUGI.
 
Ciò è in pratica quanto prevedevano il Piano Regolatore Particolareggiato Comunale e il progetto preliminare allegati all’Accordo di programma del 2009 per il comprensorio ospedaliero di Cattinara. Ossia edificio e autosilo del nuovo “Burlo” non avrebbero oltrepassato il muraglione di cinta della pineta. L’autosilo sarebbe stato più stretto perché distribuito su tre piani sotterranei per 770 stalli.
 
Ma nel dicembre 2014 il progetto definitivo ridusse tali piani a due, più larghi, per 728 stalli. Inoltre stabilì di realizzare due strade laterali e sopprimere tutti gli alberi della pineta considerandoli privi di pregio botanico. Il progetto esecutivo ha confermato tale scelta.
 
Quindi la pineta di Cattinara è in procinto di venire distrutta perché:
 
1) sotto circa due terzi di essa vogliono ricavare l’autosilo del nuovo “Burlo”;
 
2) sul lato occidentale di essa vogliono costruire l’edificio principale dei sei che ospiterebbero il nuovo “Burlo”;
 
3) ai lati del corpo centrale del nuovo “Burlo” vogliono far passare due strade, una a nord per l’accesso all’autosilo, l’altra a sud per i Vigili del Fuoco, eliminando invece la strada che dal piazzale dei capolinea degli autobus costeggia la piastra e la torre chirurgica;
 
4) lungo via Valdoni alta e ai bordi del corpo centrale del nuovo “Burlo” promettono di sostituire gli alberi attuali con altri di valore botanico da loro giudicato superiore.
 
 
 
Circoscrivere l’edificio principale del nuovo “Burlo”, l’autosilo e la strada d’accesso nella sola area dell’attuale parcheggio dipendenti ASUGI:
 
salverebbe gran parte della pineta, a condizione che ASUGI e Regione non intendessero disfarsene comunque ritenendola senza valore naturalistico;
sacrificherebbe però i 77 alberi del parcheggio dipendenti (12 dei quali già abbattuti in gennaio) e i 14 del piazzale dei capolinea degli autobus, i quali svolgono anch’essi un prezioso servizio ecosistemico pur non costituendo un bosco, una bellezza naturale, una memoria storica, un parco e un belvedere come i 296 della pineta;
non impedirebbe la costruzione del nuovo ecomostro di cemento da 5 piani superficiali che sovrasterebbe la chiesa lambendo l’asilo comunale italiano;
non eviterebbe la realizzazione della strada per i pompieri da via Valdoni alla torre chirurgica, e dunque l’eliminazione di una fascia del settore sommitale della pineta;
incrementerebbe in profondità l’ampio scavo per l’autosilo sotterraneo e intaccherebbe ancora di più la roccia della franosa collina, dovendo aumentare da due a tre i piani.
 
 
Se testardamente ASUGI e Regione insistono nel voler trasferire il “Burlo” a Cattinara, potrebbero tutt’al più insediare qualcuna delle sue numerose sedi in strutture non destinate ai pazienti acuti o addirittura nemmeno all’ospedalità, come le palazzine universitarie o quella ospitante Anatomia patologica, Medicina legale e l’aula magna. La cubatura complessiva di tali edifici equivale più o meno a quella del costruendo corpo centrale del nuovo “Burlo”. Così almeno la pineta e gli alberi del parcheggio dipendenti non verrebbero cancellati per lasciar posto a nuove opere edili."

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