venerdì 7 agosto 2026
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Politica

“Recinzione piazza Libertà, da Dipiazza proposta inaccettabile che nasconde l’assenza di soluzioni concrete”

Luca Marsi·
«O si trova una soluzione affinché questi non campeggino e non bivacchino in quella piazza, o trovo il modo per recintarla temporaneamente»,         sono le parole  attribuite al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza sui media, in riferimento alla situazione in Piazza Libertà.
 
“Questi” sono i rifugiati, richiedenti asilo e persone migranti che transitano per la nostra città, stremati da settimane o mesi di cammino e ai quali andrebbe data una sistemazione dignitosa. Non ci soffermiamo sulla inaccettabile assenza di umanità e spirito cristiano, più volte decantato dal primo cittadino e dai membri della sua Giunta. Ci interessa invece sottolineare come, ancora una volta, chi dovrebbe affrontare e risolvere i problemi della città pensi a far sparire la polvere sotto il tappeto, per salvare l'apparenza del suo salotto buono.
 
Dichiarazioni roboanti come quelle apparse sui media ci preoccupano molto, perché lasciano intendere che l’attuale amministrazione non ha nessuna soluzione concreta da mettere in campo per garantire il funzionamento di un sistema di accoglienza degno e allo stesso tempo rendere Piazza Libertà un luogo aperto e vivibile.
 
Per noi di Adesso Trieste la sfida attuale, in tema di immigrazione, è evitare di parlare di crisi temporanee o di limitarsi a cercare soluzioni momentanee a un problema epocale e destinato ad aggravarsi a causa di guerre, povertà e cambiamenti climatici.
 
Occorre, anzitutto, fare in modo che nelle aree di insediamento i migranti trovino spazi di ampia cittadinanza, senza compromettere quella dei residenti. L’accoglienza diffusa, ovvero la modalità di ospitalità dei richiedenti asilo e rifugiati in appartamenti diffusi all’interno del tessuto urbano è, dati alla mano, l’approccio più efficace al fenomeno migratorio. Non solo garantisce ai richiedenti asilo l’esercizio dei diritti fondamentali, ma anche la possibilità di far riconquistare alla persona l’autonomia nella gestione della propria vita.
 
Quella stessa modalità, nella nostra regione e nella nostra città, è stata combattuta e smantellata dagli attuali amministratori.
 
“Per permettere una concreta e veloce integrazione e prevenire i fenomeni di illegalità, marginalizzazione e di conflitto sociale serve eliminare gli ostacoli che tuttora ne rallentano fortemente la realizzazione - dichiara Kevin Nicolini, Consigliere comunale di di Adesso Trieste - .  È necessario organizzare, in collaborazione con gli enti del terzo settore e l’associazionismo, un sistema che riduca l’accoglienza emergenziale, che sia in grado di garantire l’accesso ai servizi, così da permettere alla persona una veloce integrazione e la possibilità di iniziare a creare valore e ricchezza per se stessa o e per la comunità. Queste sono le proposte contenute nel nostro programma elettorale”. 
 
“Il sindaco e la Giunta comunale sono responsabili di aver ostacolato e compromesso in ogni modo il sistema di accoglienza, negando spazi sicuri e controllati, cancellando servizi di prima necessità, come l'info point della stazione, e fomentando odio e discriminazione tra i cittadini - sottolineano Deborah Borca e Leo Brattoli, portavoce di AT - . Le false soluzioni di Dipiazza e le favole per cui sarebbe possibile fermare l’onda migratoria a forza di ordinanze e recinzioni, non risolvono il problema e, cosa ben peggiore, danneggiano il tessuto sociale negando la fruizione degli spazi pubblici a tutta la comunità”.
 

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