PD: «Il Comune di Trieste perde 120 mila euro destinati alla lingua slovena»

I consiglieri comunali del Partito Democratico Valentina Repini e Štefan Čok, insieme al consigliere indipendente del gruppo PD Stefano Ukmar, hanno depositato un'interrogazione per chiedere chiarimenti sulla perdita dei finanziamenti destinati al Comune di Trieste nell'ambito della Rete per la lingua slovena nella Pubblica Amministrazione del Friuli Venezia Giulia e sullo stato di attuazione della Legge n. 38 del 2001, che tutela la minoranza linguistica slovena.
Secondo quanto riportato dai consiglieri, il Comune di Trieste non riceverà i 120 mila euro previsti per il 2025, a causa della mancata trasmissione nei termini della documentazione necessaria per attestare l'avvio delle attività finanziabili.
«Il Comune era stato più volte sollecitato»
Nella nota viene evidenziato che l'Ufficio centrale per la lingua slovena della Regione Friuli Venezia Giulia avrebbe più volte sollecitato il Comune a completare gli adempimenti richiesti, senza ottenere riscontro.
«Non si tratta soltanto della perdita di un finanziamento pubblico ma di un grave ritardo nell'attuazione di una legge dello Stato che riconosce diritti fondamentali alla comunità slovena del nostro territorio. È necessario capire come sia potuto accadere, individuare le responsabilità e impedire che situazioni analoghe si ripetano», dichiarano Repini, Čok e Ukmar.
Le criticità segnalate
L'interrogazione inserisce l'episodio in un quadro più ampio di criticità nell'applicazione della Legge 38/2001.
Tra gli aspetti evidenziati figurano la mancata disciplina organica dell'utilizzo della lingua slovena durante le sedute del Consiglio comunale e dei Consigli circoscrizionali, le carenze nei servizi di interpretariato, le difficoltà nell'applicazione del bilinguismo nella cartellonistica, nelle comunicazioni istituzionali e nei servizi digitali rivolti ai cittadini.
Particolare attenzione viene riservata anche alla mancata attivazione dello sportello in lingua slovena presso Esatto S.p.A., previsto dall'Addendum al Contratto di Servizio tra il Comune e la società partecipata. Secondo quanto riportato dai consiglieri, la stessa Presidenza di Esatto avrebbe confermato che il servizio non è ancora operativo.
Le richieste rivolte all'Amministrazione
Con l'interrogazione il Partito Democratico chiede all'Amministrazione comunale di chiarire le cause che hanno determinato la perdita del finanziamento, di individuare eventuali responsabilità amministrative, di spiegare quali misure siano state adottate per evitare che la situazione si ripeta nel 2026 e di illustrare il piano complessivo per garantire una piena applicazione della normativa sulla tutela della minoranza slovena.
«Trieste è una città storicamente plurale, plurilingue e multiculturale. Il rispetto della legge 38/2001 non rappresenta una concessione, ma un preciso obbligo dello Stato e delle amministrazioni pubbliche. È indispensabile che il Comune recuperi i ritardi accumulati e assicuri finalmente un'applicazione organica, continuativa ed effettiva dei diritti linguistici della minoranza slovena», concludono Repini, Čok e Ukmar.
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