Trieste, Dipiazza ai giovani: “Basta droga e violenza, parliamo di lavoro, casa e futuro” (VIDEO)

Nel corso della diretta dal Citybar Tergesteo, Roberto Dipiazza non si limita a toccare i grandi dossier cittadini o le polemiche del momento. A un certo punto sceglie di spostare il discorso su un terreno più largo, quasi programmatico, e di rivolgersi direttamente ai giovani. Lo fa con una formula semplice ma chiarissima: basta parlare soltanto di droga, violenza e negatività, bisogna tornare a parlare di lavoro, di futuro, di possibilità concrete. È uno dei passaggi più personali dell’intervista, perché il sindaco intreccia il messaggio politico con la propria biografia e con l’idea di città che continua a rivendicare dopo decenni di amministrazione.
Dipiazza parte da un fastidio che esprime in modo quasi istintivo: aprire i giornali e trovare sempre un racconto cupo, schiacciato sui problemi, sui reati, sulle paure, sulle cronache più nere. Non nega che quei fatti esistano, ma contesta che possano diventare l’unica lente attraverso cui guardare la città e soprattutto l’unico messaggio consegnato alle nuove generazioni. Per il sindaco, se ai ragazzi si racconta soltanto il peggio, si finisce per sottrarre loro la parte più importante del discorso pubblico: la possibilità di immaginare un percorso, di credere nel lavoro, di costruire una vita.
“Se lavori puoi farti una casa, puoi sposarti, puoi andare avanti”
Il cuore del suo intervento è qui. Dipiazza non usa un linguaggio tecnico, non fa sociologia, non entra nelle statistiche. Parla in modo diretto, quasi da padre o da nonno civico, e mette al centro una sequenza molto concreta: lavorare, guadagnare, comprarsi una casa, costruire una famiglia, fare progetti. In questa catena c’è tutta la sua idea di mobilità sociale e di dignità personale. Il lavoro non viene presentato solo come necessità economica, ma come architrave di una vita ordinata, libera e autonoma.
È un ragionamento che porta con sé anche un giudizio sul clima culturale del presente. Dipiazza sembra dire che si è perso un pezzo di narrazione positiva, che si è smesso di raccontare ai giovani il valore della fatica, della costanza, della possibilità di crescere attraverso l’impegno. Al suo posto, secondo lui, si è insediata una specie di nebbia tossica fatta solo di problemi, paure, eccessi e disillusione.
La biografia come messaggio politico
Non è un caso che, per sostenere questo discorso, il sindaco richiami la propria storia personale. Ricorda di aver iniziato a lavorare a quindici anni, di non avere i soldi nemmeno per un caffè in Piazza Goldoni, di essersi costruito nel tempo un percorso imprenditoriale e pubblico. È un passaggio centrale, perché Dipiazza non si limita a formulare un auspicio astratto: usa se stesso come esempio di un’idea di vita fondata sul lavoro e sulla perseveranza.
Nella sua narrazione, il messaggio ai giovani non è moralistico ma esperienziale. Non dice semplicemente “dovete fare così”, ma suggerisce che una strada esiste, che lui stesso l’ha percorsa e che la città dovrebbe tornare a valorizzare chi si impegna, chi costruisce, chi prova a farsi spazio senza scorciatoie. È una postura che può piacere o meno, ma che nell’intervista emerge con grande coerenza.
Contro la cultura della sola emergenza
Il sindaco torna più volte sul tema della negatività, e non è un dettaglio. Per lui il problema non è solo il singolo fatto di cronaca, ma il fatto che quel racconto finisca per diventare totalizzante. Droga, violenza, maranza, risse, allarmi: tutti temi che Dipiazza affronta e su cui chiede anche durezza, ma che non vuole vedere trasformati nell’unica grammatica con cui parlare di Trieste e dei suoi ragazzi.
È in questo punto che il suo ragionamento diventa più politico. Se il dibattito pubblico si concentra soltanto sulla devianza, il rischio, nella sua lettura, è quello di lasciare sullo sfondo tutto il resto: il lavoro, la crescita della città, le opportunità, le opere, i percorsi positivi. Ecco allora la richiesta, quasi un appello, a cambiare tono, a rimettere in circolo parole diverse, a costruire un discorso che non sia solo allarme ma anche prospettiva.
Una città da raccontare anche per ciò che costruisce
Quando Dipiazza invita a parlare di lavoro e non soltanto di violenza, sta anche difendendo una certa idea di Trieste. Una città che, nelle sue parole, deve continuare a svilupparsi, a creare opportunità, a offrire orizzonti a chi cresce. Il riferimento alla casa e alla famiglia non è casuale: rappresenta l’approdo di un percorso di stabilità che il sindaco considera ancora possibile e ancora desiderabile.
La sua non è solo una riflessione generazionale, ma anche una risposta implicita a chi dipinge Trieste come un luogo fermo o ripiegato. Dipiazza prova a ribaltare quella percezione insistendo sul fatto che la città deve essere raccontata anche per le sue energie, per ciò che offre, per ciò che può mettere a disposizione di chi vuole impegnarsi.
Il tentativo di lasciare un messaggio oltre i cantieri
In mezzo a Porto Vecchio, Pedocin, basket, ruote panoramiche e polemiche sulla sicurezza, questo passaggio sui giovani assume un valore particolare. È quasi una parentesi, ma in realtà racconta molto della cifra politica con cui Dipiazza prova ancora a stare sulla scena: non solo l’uomo delle opere e dei cantieri, ma anche il sindaco che vuole lasciare un messaggio di comportamento, di metodo, di rapporto con la vita.
Che quel messaggio venga accolto o meno è un’altra storia. Ma nella diretta emerge con chiarezza la volontà di non ridurre il confronto pubblico alla sola gestione dell’emergenza. Per Dipiazza, se Trieste vuole davvero crescere, deve tornare a dire ai suoi ragazzi che il lavoro non è una parola stanca, ma una leva di emancipazione, identità e libertà. E che il futuro, prima di essere promesso, va costruito giorno per giorno.
DI SEGUITO IL VIDEO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli correlati
CronacaComunali a Trieste, Dipiazza su Gialuz: «Sicuramente sarà il candidato» (VIDEO)
Roberto Dipiazza si dice fiducioso sulle possibilità del centrodestra alle prossime elezioni comunali di Trieste e considera decisiva la scelta del candidato. Durante la diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi, il sindaco ha richiama
CronacaTrieste, Pamela Skalamera fa il bis: è ancora sua la corona del Capo in B Championship
Pamela Skalamera si conferma campionessa del Capo in B Championship. La barista di Home Sapori di Casa , già vincitrice nel 2025, ha conquistato anche l’edizione 2026 della sfida dedicata a una delle preparazioni simbolo di Trieste, centran
CronacaTrieste, Polidori su piazza Libertà: «Lo Stato deve essere presente» (VIDEO)
«Lo Stato deve essere presente». È il messaggio con cui il sindaco di Muggia, Paolo Polidori, è intervenuto sulla situazione di piazza della Libertà a Trieste, durante l’intervista condotta da Andrea Pastine dalla Terrazza Fotomauro, nel Vi
CronacaTrieste, Mauro Manni cambia passo nelle serate: «I balli di gruppo li faccio proprio io» (VIDEO)
Mauro Manni ha aggiunto alle proprie serate una partecipazione più diretta ai balli di gruppo: si mette davanti al pubblico e mostra personalmente i movimenti. L’animatore racconta la novità durante la diretta con Luca Marsi, Luca Zini e St

