Ovovia, Massolino contro Dipiazza: “Decide da solo ignorando città e maggioranza”
Il dibattito sull’ovovia torna ad accendersi con le dure dichiarazioni di Giulia Massolino, consigliera comunale del Patto per l’Autonomia – CivicaFVG, che chiede alla maggioranza di mettere definitivamente la parola fine a quello che definisce un progetto ormai destinato al tramonto.
Secondo Massolino, la vicenda avrebbe ormai superato il piano dello scontro politico tradizionale per assumere contorni che giudica paradossali.
«La vicenda dell’ovovia ha ormai assunto una dimensione grottesca: è ora che la maggioranza si assuma la responsabilità di porre fine alla sua estenuante agonia», afferma.
“Tutti hanno abbandonato la nave che affonda”
La consigliera utilizza una metafora particolarmente dura per descrivere l’attuale situazione politica attorno al progetto.
«Tutti hanno ormai abbandonato la nave che affonda, tranne il primo cittadino, che si ostina ad arrogare a sé tutto il potere decisionale e ancora non si è rassegnato ad abbandonare il timone».
Parole che rappresentano uno degli attacchi più diretti rivolti nelle ultime settimane al sindaco Roberto Dipiazza sul tema dell’infrastruttura.
Il rapporto tra sindaco, maggioranza e città
Nel suo intervento Massolino sostiene che il dissenso attorno all’opera avrebbe ormai superato i confini delle opposizioni politiche.
«Dipiazza dovrebbe ricordare che un sindaco è democraticamente eletto per rappresentare la città e non può ignorare né le forze politiche con le quali amministra, né soprattutto il forte e trasversale dissenso consolidatosi attorno all’opera».
Secondo la consigliera, la prosecuzione del progetto rischierebbe soltanto di prolungare una situazione che ritiene già ampiamente compromessa.
“Trenta milioni bloccati e occasioni perdute”
Tra gli aspetti evidenziati da Massolino vi è anche quello economico.
La consigliera sostiene infatti che la città avrebbe già pagato un prezzo elevato per il lungo iter dell’opera.
«La sua ostinazione non fa che allungare gli strascichi di una vicenda che è già costata troppo alla città, sia in termini economici, con 30 milioni di euro bloccati e inutilizzabili, sia in termini di opportunità perdute per utilizzare i finanziamenti europei e nazionali per opere davvero utili».
Nel mirino finiscono anche gli anni di attività amministrativa dedicati al progetto.
Secondo Massolino, una parte significativa delle energie della macchina comunale sarebbe stata assorbita da un percorso destinato, a suo giudizio, a non arrivare alla realizzazione.
L’appello alla maggioranza
La consigliera conclude chiamando direttamente in causa le forze che sostengono l’amministrazione comunale.
«Chi oggi, nella maggioranza, accetta che il sindaco possa dire “decido io”, si assume davanti alla città la responsabilità politica e morale di questa disfatta».
Massolino aggiunge inoltre che anche le scelte compiute nel corso degli anni sul progetto dovranno essere valutate dagli elettori.
Una nuova presa di posizione che conferma come il confronto sull’ovovia continui a rappresentare uno dei temi più divisivi e discussi della politica triestina.
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