martedì 29 settembre 2026
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Politica

L’interrogativo di Walter Zalukar: “Quale futuro per il 118 in Fvg?”

Luca Marsi·
Publichiamo da Walter Zalukar Consigliere Regionale FVG – Gruppo Misto
 
La 3° Commissione del Consiglio regionale si è caratterizzata ancora una volta per la scarsa propensione del suo Presidente, il leghista Ivo Moras, a promuovere   discussioni più ampie ed incisive su temi coinvolgenti la salute pubblica, in questo caso sul futuro del 118.  Al posto di un dibattito vero ed approfondito si è svolta la solita “commedia” dove l’ultima parola è sempre riservata a chi comanda, senza diritto di replica dei commissari.
 
L’Assessore alla salute Riccardi si è detto indifferente al modello, cioè se 1, 2, 3 o 4 Centrali, basta – a suo dire - che sia il più efficace,  e nella sua imparzialità ha designato ad illustrare i criteri della scelta il Dott. Tonutti,  che era stato proprio uno degli artefici della Centrale unica ai tempi della Giunta Serracchiani.
 
Ed infatti si è trattato sostanzialmente di un monologo del Dr. Tonutti a sostegno della Centrale unica, ma senza dati rilevanti a supporto dell’efficacia – efficienza di tale modello.
 
L’obiettivo di un sistema di emergenza è essenzialmente far arrivare il soccorso giusto, nel posto  giusto, nel tempo giusto.  Ciò si misura con i tempi, ovvero in quale percentuale di casi il soccorso è arrivato entro i termini massimi indicati dalla normativa, suddivisi per area urbana ed extraurbana. Gli unici numeri che conosciamo sono quelli pubblicati dalla Corte dei Conti che aveva rilevato un grave peggioramento dei tempi di soccorso dopo l’attivazione di Palmanova (Deliberazione Corte dei Conti n. FVG/ 33 /2018/SSR). Dalla Regione nessun contributo in merito a questi tempi.
 
Come sono apparse spesso inadeguate, se non addirittura elusive le risposte diTonutti alle argomentazioni dei consiglieri
 
L’Assessore si è trincerato dietro al parere dei tecnici – medici e infermieri - che a suo dire sarebbero tutti favorevoli alla Centrale unica. Anche qui sembra ci siano solo annunci parole, di atti sottoscritti niente.
 
Del resto in tutta questa vicenda di documentato pare ci siano solo le diapositive proiettate, non certo esaustive su un  tema così complesso. E allora su quali elementi si sono basati i “tecnici”?
 
Pare assai inquietante che per ridisegnare gli assetti organizzativi di un servizio essenziale per la salute pubblica non sia stato prodotto un vero e proprio documento programmatico, piuttosto che annunci   del “dover essere”. Per definire le  migliori linee organizzative  serve un approccio rigorosamente tecnico valutativo, che partendo dall’analisi anche spietata dei dati, ne rilevi le criticità e i modi per correggerle, quindi individui obiettivi misurabili e raggiungibili e ne simuli e preveda l’impatto organizzativo. Solo così con un sistema trasparente  e senza paura del dato, anche se denuncia insuccesso, si può attivare la “spirale“ virtuosa della qualità.

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