Intelligenza artificiale, bando - BOOM: Fratelli d’Italia annuncia impegno per nuove risorse

Trentotto progetti finanziati nella provincia di Trieste, per complessivi 328.924 euro e una quota pari a circa il 27% dei fondi regionali. Sono i risultati presentati nella conferenza stampa dedicata al bando sperimentale per l’intelligenza artificiale rivolto a piccole e microimprese e liberi professionisti, compresi quelli non ordinistici. Una risposta che, secondo quanto illustrato dal capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Claudio Giacomelli, colloca il territorio triestino in evidenza per la capacità di intercettare le opportunità della misura.
L’incontro, promosso dal Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, si è svolto venerdì 6 novembre nella Sala Verde del Consiglio regionale, in piazza Oberdan, con gli interventi di Giacomelli, promotore dell’emendamento con cui sono state stanziate le risorse, e dell’onorevole Nicole Matteoni, segretario provinciale del partito.
Al centro della conferenza, i primi risultati di un intervento nato per accompagnare le attività di dimensioni più contenute nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il messaggio emerso dagli interventi è quello di una trasformazione da affrontare con strumenti concreti, mantenendo l’attenzione sulle competenze delle persone e sulle caratteristiche del tessuto economico locale.
A Trieste oltre un quarto dei fondi regionali
I numeri illustrati da Giacomelli restituiscono una partecipazione significativa del territorio. Alla provincia di Trieste è andato circa il 27% delle risorse, a fronte di una quota di residenti indicata dal consigliere intorno al 19% della popolazione regionale. Un risultato che, secondo la presentazione, corrisponde anche al valore medio per abitante più alto del Friuli Venezia Giulia.
«Trieste ha risposto benissimo», ha sottolineato Giacomelli, richiamando i 38 progetti finanziati e la rapidità con cui sono state inoltrate le richieste.
Secondo i dati esposti durante la conferenza, il 39% delle domande triestine è arrivato nel primo giorno, contro una media regionale del 32%. Un elemento che il capogruppo ha letto come un segnale della prontezza con cui imprese e professionisti hanno cercato di accedere alla misura.
«Trieste ha reagito in un modo che si dice sempre città ferma, città di anziani, ma con un indicatore veramente straordinario», ha osservato, contrapponendo a questa rappresentazione della città i risultati presentati in Sala Verde.
Un bando sperimentale con contributi fino al 75%
La misura prevede contributi a fondo perduto fino al 75% delle spese per software, licenze, dispositivi, consulenze e formazione legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Giacomelli ha ricordato che esistevano già strumenti per l’innovazione tecnologica nei quali potevano rientrare anche prodotti di intelligenza artificiale. La specificità dell’iniziativa, ha spiegato, consiste nell’aver dedicato un bando espressamente a questo ambito, con un’attenzione alle piccole e microimprese e al mondo professionale.
«Questo è stato il primo bando, uno dei primi in Italia», ha affermato riferendosi alla scelta di concentrare l’intervento esclusivamente sull’intelligenza artificiale e su queste categorie di destinatari.
Il consigliere ha inoltre precisato il senso dell’operazione: «Non si tratta di spingere l’intelligenza artificiale», ma di prendere atto che «ad oggi l’intelligenza artificiale esiste ed è un fattore produttivo».
Una distinzione con cui ha accompagnato il riconoscimento delle opportunità offerte dalla tecnologia al richiamo ai problemi deontologici, professionali ed educativi che il suo impiego comporta.
Richieste otto volte superiori alla dotazione
La risposta al bando è stata uno dei passaggi centrali della conferenza. Giacomelli ha indicato in 1,2 milioni di euro le risorse messe a disposizione, raccontando che le richieste hanno esaurito la disponibilità praticamente nel primo giorno.
A quella prima risposta sono seguiti ulteriori stanziamenti attraverso emendamenti. Il bando è stato poi sospeso, di fronte a una domanda che il capogruppo ha definito particolarmente elevata.
«Non ho memoria di un bando in cui abbiamo intercettato un bisogno così alto da avere domande otto volte superiori alla dotazione», ha dichiarato.
Per Giacomelli, il risultato dimostra l’esistenza di un’esigenza concreta, che la sperimentazione ha fatto emergere con forza. Da qui l’impegno annunciato a reperire altre risorse: «Sicuramente un impegno lo stiamo già facendo a mettere soldi per continuare a scorrere la graduatoria il più possibile».
Si tratta di una prospettiva sulla quale il consigliere ha confermato il lavoro in corso, senza indicare durante l’intervento un nuovo importo o una scadenza.
Professionisti e studi associati, una partecipazione significativa
Una parte importante della presentazione è stata dedicata ai liberi professionisti, la cui inclusione è stata rivendicata da Giacomelli come un elemento qualificante dell’iniziativa, anche con riferimento alle professioni non ordinistiche.
A livello regionale, secondo i dati illustrati, hanno presentato domanda 266 liberi professionisti e 34 studi associati. Nel territorio triestino le richieste riferite a queste categorie sono state 52, delle quali 43 da liberi professionisti e nove da studi associati.
Numeri relativi alle domande presentate, che evidenziano l’interesse del mondo professionale verso la misura.
Giacomelli ha collegato questo interesse anche alle differenze tra le strutture più grandi, che possono disporre di maggiori strumenti per introdurre nuove tecnologie, e le attività di dimensioni ridotte. Nel suo ragionamento, il risparmio di tempo reso possibile dall’intelligenza artificiale può incidere sulla competitività e sulle condizioni alle quali vengono offerti i servizi.
Il rischio richiamato dal capogruppo è che una parte del tessuto produttivo locale rimanga esposta alla trasformazione senza avere gli strumenti necessari per affrontarla.
«Competitivi senza perdere l’anima artigianale»
È proprio sulla dimensione delle attività economiche che Giacomelli ha concentrato uno dei passaggi più netti del suo intervento.
«La grande sfida per questa regione è il nostro tessuto economico, che è piccolo, fatto da molti piccoli. Riuscire ad aiutarlo a essere competitivo con le novità senza perdere la sua anima artigianale», ha dichiarato.
La varietà delle richieste, ha spiegato, ha sorpreso anche gli uffici regionali. Le applicazioni emerse attraverso le domande hanno interessato ambiti differenti, mostrando quanto esteso possa essere il campo di utilizzo della tecnologia.
Tra gli esempi citati, quello dei fotografi che chiedono di finanziare macchine fotografiche con intelligenza artificiale integrata. Un caso richiamato per descrivere la pluralità delle esigenze intercettate dal bando e la necessità di valutare strumenti impiegati in professioni e attività molto diverse.
L’ipotesi di bandi separati per imprese e professionisti
Dalla sperimentazione arrivano anche indicazioni per il futuro. Giacomelli ha prospettato la possibilità di distinguere maggiormente i percorsi di accesso, prevedendo bandi e dotazioni separate per imprese e professionisti.
«Probabilmente in futuro, visto che questa sperimentazione è andata bene, dovremmo fare dei bandi separati», ha spiegato. Il motivo è legato alla diversità delle richieste: «Professionisti e imprese non devono gareggiare sullo stesso piano».
Il capogruppo ha inoltre indicato come centrale la collaborazione con associazioni di categoria, Camera di commercio e ordini professionali, per ampliare il coinvolgimento e comprendere meglio le esigenze dei diversi settori.
Quanto alla distribuzione delle domande per attività economica, ha precisato che il quadro non era ancora completo. Ha tuttavia richiamato la necessità di coinvolgere maggiormente alcuni comparti, soffermandosi in particolare sulle costruzioni, considerate rilevanti per l’economia cittadina e regionale.
Matteoni: «L’intelligenza artificiale deve essere controllata dall’uomo»
L’intervento di Nicole Matteoni ha collocato la presentazione dei risultati triestini all’interno dell’azione nazionale rivendicata da Fratelli d’Italia e dal Governo Meloni.
La parlamentare ha ringraziato Giacomelli per l’organizzazione dell’incontro, sottolineando la possibilità di affiancare al bilancio locale un approfondimento sulle politiche dedicate all’intelligenza artificiale.
Al centro del suo ragionamento, il rapporto tra sviluppo tecnologico e responsabilità umana: «L’intelligenza artificiale deve essere assolutamente controllata dall’uomo e deve essere uno strumento per facilitare le operazioni umane».
Matteoni ha insistito sulla necessità che la tecnologia rimanga al servizio delle persone, accompagnando gli investimenti con regole e strumenti di controllo. «Stiamo vivendo in quest’epoca e bisogna gestirla», ha affermato, definendo l’intelligenza artificiale la «quarta rivoluzione tecnologica».
Gli investimenti e il quadro nazionale richiamati dalla parlamentare
Nel ripercorrere le iniziative nazionali, Matteoni ha richiamato l’incontro del 2024 tra Giorgia Meloni e il presidente di Microsoft, Smith, collegandolo al piano di investimenti da 4,3 miliardi di euro dell’azienda in Italia.
La deputata ha citato anche una stima attribuita a Microsoft, secondo la quale l’impiego delle tecnologie dell’intelligenza artificiale potrebbe contribuire a una crescita del Pil italiano di oltre 312 miliardi di euro nei successivi quindici anni.
Sul piano normativo, Matteoni ha richiamato la legge 132 del 2025, il ruolo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dell’AgID e la disciplina dell’impiego dell’intelligenza artificiale in settori come sanità, lavoro, giustizia e pubblica amministrazione.
Nel suo intervento ha inoltre posto l’accento sul contrasto alla diffusione illecita dei deepfake, soffermandosi sulla rilevanza del tema anche per la comunicazione istituzionale e politica.
«Continueremo a investire sull’intelligenza artificiale, mettendo sempre al centro l’uomo», ha dichiarato.
Il risultato triestino e il lavoro sulla graduatoria
Il dato dei 38 progetti finanziati per 328.924 euro rappresenta il risultato territoriale attorno al quale si è sviluppata la conferenza. Per Giacomelli, la partecipazione registrata dimostra che la misura ha raggiunto un bisogno concreto di piccole attività e professionisti.
L’impegno indicato per la fase successiva riguarda lo scorrimento della graduatoria, attraverso la ricerca di ulteriori risorse, e il miglioramento degli strumenti sulla base dell’esperienza maturata.
«Trentotto progetti finanziati e andremo avanti così», ha concluso il capogruppo, ribadendo la volontà di proseguire il sostegno a un tessuto economico chiamato a misurarsi con l’innovazione mantenendo le proprie competenze e la propria identità.
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