Il 28 aprile per ricordare le vittime dell'amianto
È estremamente resistente, versatile, pericoloso. Se vengono danneggiate le cellule del polmone, si sviluppa un tumore del polmone; se vengono danneggiate le cellule della pleura ,si sviluppa un mesotelioma pleurico. Ne è illegale l’utilizzo dal 1992, in Italia. Sussistono tuttavia Paesi dove viene utilizzato tranquillamente.
Questo è l’amianto. Largamente utilizzato nell’edilizia e nei cantieri navali, ha mietuto e continua a mietere molte, troppe vittime.
Il processo di sviluppo della malattia è estremamente lungo: passano in genere oltre 25, e spesso 40-50, anni dall’inizio dell’esposizione all’amianto prima che compaia il cancro, in particolare il mesotelioma.
L’amianto è subdolo: non colpisce “solo” coloro che ci lavorano a stretto contatto. Basta sbattere la tuta da lavoro del proprio marito o del proprio figlio, e l’amianto entra nei polmoni. Non se ne va con gli anni: così com’è estremamente resistente nella costruzione di edifici, lo è nel resistere ai cambiamenti del nostro corpo. E, quando si muove, è una sentenza di morte.
Monfalcone l’amianto lo conosce bene, “il fatto che ci sia una latenza di 40 anni implica che oggi siamo arrivati alla terza generazione di questa tragedia. Per noi il tema è molto importante ed ampio", afferma il sindaco di Monfalcone Cisint. “Abbiamo voluto essere Comune pilota nell'individuazione dell’amianto su abitazioni e manufatti, infatti siamo uno dei pochi Comuni in Italia che non ha immobili o tetti in amianto di proprietà comunale: sono stati tutti dismessi”, continua il Sindaco. Monfalcone è, assieme a Casale Monferrato, uno dei Paesi più colpiti al mondo dalle morti per amianto. “Stiamo cercando di fare lo stesso a livello di proprietà privata. Arrivare allo smaltimento dell’amianto è in cima ai nostri pensieri”.
Monfalcone e Casale Monferrato vantano un primato da brividi per quanto riguarda l’amianto, infatti:
‘Gli studi condotti dall’equipe del Prof Bianchi, allora responsabile dell’U.O. di Anatomia Patologica dell’ospedale di Monfalcone, hanno dimostrato, sulla base di criteri internazionali, che oltre il 50% dei decessi per carcinoma polmonare è attribuibile, nell’isontino, al contatto con l’amianto. Di questa patologia, il tumore ai polmoni, sono morte negli ultimi vent’anni circa 1500 persone residenti nei Comuni del mandamento monfalconese’, così si legge sul sito dell’associazione “Amianto Mai Più”.
Per questo, la consapevolezza e la memoria sono essenziali. Per questo, la Senatrice Raffaella Marin, sotto consiglio del sindaco Anna Maria Cisint, ha “colto il suo appello e trasformato in un disegno di legge. Non avrei mai immaginato i numeri che ho ascoltato durante le audizioni: sono spaventosi. Ci sono ancora 30/40 milioni di tonnellate di amianto in giro, ancora 1 milione di siti da bonificare. Non si è capito che si tratta di un’emergenza sanitaria. Nonostante l’amianto sia stato abolito in Italia nel 1992, i numeri sono in aumento anziché essere in calo. Finché non verranno presi dei seri provvedimenti non vedremo cambiamenti. Si tratta di un problema etico, civile, sociale, legale: le vittime per contaminazione ambientale sono riconosciute in modo ridicolo. Questo disegno di legge è un punto di partenza”.
Grazie al disegno di legge proposto, le vittime di amianto e le loro famiglie avranno un funerale comune: il 28 aprile. Giorno di memoria e di consapevolezza, perché “vogliamo che un domani si possa affermare che è un tema gravissimo: non è tollerabile morire per lavorare. La memoria è molto importante soprattutto per guardare al futuro e abbiamo la necessità di poter testimoniare, di parlare con forza”, nelle parole del sindaco Anna Maria Cisint.
Il P.M. Maurizio Ascione ha commentato che “abbiamo scelto il 28 aprile perché è già una data simbolica per la sicurezza sul lavoro per dare pari dignità alle vittime civili”.
A riguardo sono state fatte un ciclo di audizioni ora concluse, si terrà poi la discussione e dichiarazione di voto ma sembrerebbe ci sia l'unanimità. Proposto nel 2019 e incardinato nel 2020, potrebbe entrare in vigore già da quest'anno o dal 2023.
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