Grim risponde a Danielis: "Fvg ha rischiato di perdere tutti i fondi"
Pubblichiamo da Antonella Grim – coordinatrice provinciale di Italia Viva Trieste
Farebbe quasi sorridere, se non si trattasse di un argomento serissimo, la preoccupazione espressa recentemente dalla consigliera Danielis rispetto ai fondi per la nostra città previsti nella bozza del Recovery Fund.
Il governo Conte due si era caratterizzato, negli ultimi mesi, per una drammatica impasse proprio nella gestione di questa partita, passando da una prima bozza irricevibile ad una seconda appena passabile. Quindi, il vero rischio che abbiamo corso, anche come Friuli Venezia Giulia, è stato quello di perdere del tutto la partita dei finanziamenti del Next Generation EU, e con essa tutte le opportunità di finanziamento legate al nostro territorio, in particolare alla nostra Trieste.
Governo Conte che è stato altresì capace di perdere sei mesi per scrivere una BOZZA di decreto per nominare i commissari delle grandi opere, tra cui attende da anni di partire quella sull’alta capacità tra Mestre e Trieste.
Con Mario Draghi si è appena aperta una grande opportunità per il nostro paese, la solo nomina a “presidente incaricato” ha fatto scendere lo spread sotto i 100 punti, facendoci risparmiare così in una sola settimana un miliardo di euro. Una persona che ha ben presente che le giovani generazioni non possano essere gravate da “debito cattivo”, accanto al macigno di debito educativo a cui li stiamo sottoponendo.
In quest’ottica, e con questa credibilità in Europa, le proposte per il nostro territorio avranno conferma nel Recovery Plan, quelle legate al Porto Nuovo, dove dobbiamo ringraziare anche la competenza e la presenza istituzionale di Zeno d’Agostino, e quelle legate alla riqualificazione del Porto Vecchio, magari abbandonando la mera visione del “prendere soldi” e recuperando una visione complessiva più coerente.
L’avranno perché sono legate a scelte strutturali di medio lungo periodo – il rilancio del porto di Trieste nel sistema della portualità nazionale ed internazionale, la sdemanializzazione delle aeree del Porto Vecchio, la presa in carico delle aeree da riqualificare della Ferriera di Servola, l’alta capacità ferroviaria – che hanno radici salde e sono state sostenute e rafforzate da tutti gli ultimi governi, regionali e nazionali, proprio per la loro natura strategica.
Partiamo dai problemi, non dalle rispettive posizioni ideologiche, per far rinascere una politica della competenza, dell’esperienza, della capacità di leggere le situazioni straordinarie del paese e provare a darvi risposta con un respiro di medio lungo termine dentro ad un arco istituzionale ampio, data la complessità e importanza delle scelte da compiere.
Capisco che abituarsi al nuovo registro, per alcuni in particolare, sarà difficile. Ma anche questa potrebbe essere una inedita, ulteriore prova di maturità.
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