Foibe, Gasparri: "Basta discussioni inaccettabili su Norma Cossetto"
Il responsabile Enti Locali di Forza Italia, sen. Maurizio Gasparri e il coordinatore regionale dell’Emilia Romagna di Forza Italia, sen. Enrico Aimi hanno dichiarato: "il 9 dicembre 2005 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì la Medaglia d'Oro al merito civile alla memoria di Norma Cossetto. Chiara e indiscutibile la motivazione dell'onorificenza: ‘giovane studentessa istriana- si legge nell'atto al termine dell'istruttoria del Ministero dell'Interno - catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amore patrio. 5 ottobre 1943 - Villa Surani (Istria)’. Cos'altro c'è da dire? Ai faziosi che a Reggio Emilia, con pretesti burocratico-amministrativi hanno negato l'intitolazione di una strada a Norma Cossetto dicendo che dovranno chiedere documentazione al Quirinale rispondiamo con la divulgazione della motivazione della Medaglia d'Oro che Ciampi conferì in memoria della martire, uccisa insieme a tanti altri tra le violenze sul confine orientale. La verità è che a Reggio Emilia ci sono alcuni che non vogliono prendere atto della storia. Ci occuperemo anche dei precedenti storici di una città ricca di storia e di bellezza, ma nella quale gli episodi di faziosità, dai tempi della guerra civile ai giorni nostri, purtroppo si ripetono periodicamente. Si ponga fine a questa discussione inaccettabile. A Norma Cossetto sono state intitolate tante strade in tante città italiane. Non c'è nulla da accertare. È una martire della violenza slava, titina e comunista. E forse è questo che dà fastidio ad alcuni componenti di commissioni del Comune o ad alcuni esponenti dell'Anpi. Non gli proponiamo di leggere i libri di Giampaolo Pansa, un giornalista di sinistra che a Reggio Emilia non riuscì a presentare i propri libri sulla guerra civile a causa di contestazioni violente. Non gli diciamo di leggere documentazioni sterminate. Bastano queste poche parole. Si ponga fine a questo comportamento vergognoso e si proceda alla intitolazione della strada a Norma Cossetto anche a Reggio Emilia. Quelli che Pansa chiamò i ‘gendarmi della memoria’ prenderanno atto della verità della storia. Negarla costituisce un vero e proprio reato alla luce delle norme sul negazionismo di cui l'Italia si è fortunatamente dotata”.
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