"Dopo la denuncia di ANPI-VZPI e Adesso Trieste i neofascisti fuori dal Museo del Risorgimento"

Dopo la denuncia pubblica presentata da ANPI-VZPI e Adesso Trieste, la presentazione del libro Confesso che ho vissuto. Storie di Avanguardia Nazionale, inizialmente prevista negli spazi del Civico Museo del Risorgimento - Sacrario Oberdan, non si terrà più nella sede comunale.
Lo rende noto Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale, commentando quello che definisce un primo risultato ottenuto a seguito della segnalazione resa pubblica il 23 giugno.
La posizione di Adesso Trieste
Secondo Laterza, la decisione rappresenta un importante passo dopo quella che definisce "l'ennesimo sfregio" che avrebbe rischiato di coinvolgere uno spazio museale comunale.
Nel comunicato viene ricordato che il volume ha tra i coautori Claudio Scarpa, indicato come ex appartenente ad Avanguardia Nazionale, organizzazione dichiarata fuori legge nel 1976 per ricostituzione del Partito Fascista.
Per il capogruppo di Adesso Trieste, gli spazi museali comunali dovrebbero essere destinati alla valorizzazione della ricerca storica e dello spirito critico e non a iniziative che, secondo la sua posizione, esalterebbero il fascismo o la violenza politica.
La richiesta di modificare i regolamenti
Laterza sostiene inoltre che l'episodio non rappresenterebbe un caso isolato.
Nel comunicato viene infatti ricordato che, in passato, la Casa del Combattente avrebbe ospitato iniziative definite nostalgiche del regime fascista e dei suoi eredi politici, con l'esposizione di vessilli della Repubblica Sociale Italiana.
Per questo motivo Adesso Trieste ritiene necessario che il Comune aggiorni i regolamenti e gli atti di concessione degli spazi pubblici affinché risultino pienamente coerenti con i principi della Costituzione.
"Gli spazi pubblici devono essere preservati"
Secondo Laterza, la vigilanza esercitata dai cittadini è importante, ma non può rappresentare l'unico strumento di controllo.
Per il capogruppo di Adesso Trieste è necessario predisporre regole che impediscano l'utilizzo degli spazi comunali da parte di soggetti che, secondo quanto affermato nel comunicato, siano portatori di messaggi riconducibili all'odio, alla discriminazione o alla violenza.
Le dichiarazioni riportate nell'articolo sono attribuite esclusivamente ai firmatari del comunicato.
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